Ras Kass – Soul On Ice 2

Voto: 4 + +

Ras Kass ha quarantasei anni, metà dei quali trascorsi (perlomeno sulla carta) a imbastire strofe in rima. E – possiamo tranquillamente sbilanciarci – a farlo anche piuttosto bene… Quel sulla carta, però, merita di essere messo in evidenza; perché quello che sta facendo oggi il rapper di Carson sfugge a ogni logica propria del game. Per inciso, solo una decina d’anni fa il Nostro era oramai considerato alla stregua di un fantasma del passato, autore sì di quel capolavoro – gelido per gli standard del tempo sulla west coast e in qualche modo precursore di tutto ciò che sarebbe arrivato solo qualche anno più tardi – di “Soul On Ice”, ma poi scivolato in un limbo di sventure discografiche e personali. Lasciatosi alle spalle le sbarre – sia quelle del carcere che della Priority Records – l’mc ha infine ritrovato la luce cinque anni fa, nel sodalizio con i ragazzi della Mello Music. Una cura ipervitaminica, accelerata dalle sessioni di terapia con Apollo Brown e Jack Splash, che ha rimesso la carriera del rapper in carreggiata.

Le avvisaglie di crisi climatica poi rilevate ai tempi del preludio ufficiale che fu “Intellectual Property” non trovano fortunatamente alcuna conferma nell’ora abbondante di Soul On Ice 2, che invece mette in vetrina un Ras Kass preservato dai ghiacci in forma da vertice della catena alimentare. Senza predatori naturali, con Grammy Speech è quindi lui stesso a mettere le teste sopra il camino, scagliando l’indice su ciò che non ha funzionato a suo tempo (<<saw my piece of the pie but never ate a slice/’cause I wrote “Nature Of The Threat” and prolly paid the price/plus when the homies low-key jealous, they hate your life>>) e su ciò che non funziona ora (<<I’m KRS, y’all just some part-time suckas, good night/they told me fight the good fight/but y’all suck whoever cock in the limelight/and most of ’em don’t even rhyme tight/call Ghostbusters, he don’t even write his own rhymes>>); il tutto intelaiato da una metrica che lo vede incuneare sillabe e chiudere rime come se stesse masticando un cubo di Rubik. Ah, il beat è di Diamond D, un altro che, nonostante non sia più di primissimo pelo (la patente emessa dall’ufficio permessi del Bronx dice 51 anni), di certo non si è scordato come si fa.

A conti fatti – e non serve chissà quale calcolatrice per metterlo nero su bianco – invecchiare come un Jay-Z o un Nas è di certo più semplice di quanto essere un Ras Kass possa essere mai stato. E l’età non ha minimamente fiaccato la bestia, che anzi azzanna il micro esercitando la stessa pressione al centimetro quadrato dei tempi in cui trascorreva le giornate in studio con Xzibit e Saafir. Prendete Shark Week e ascoltate come cambia passo improvvisamente negli istanti in cui la strumentale sembra subire una sincope: Ras dosa l’ossigeno, accorcia i tempi della strofa e ne esce senza versare una goccia di sudore. Più intenso è lo sforzo anaerobico di White Power, un seguito naturale della canzone emblema del rapper di Carson che, come si suol dire, la tocca piano da subito, assestando il primo schiaffone già alla prima riga della prima strofa (<<white power is creatin’ hate where at first there was none>>). Tematica spinosa ed esposizione muscolare – con tanto di ritornello sferragliato dalla voce abrasiva di Immortal Technique – che oliano a dovere le ruote dentate della corteccia uditiva primaria. Praticamente un Alberto Angela (molto incazzato) del ghetto.

“Soul On Ice 2” non è però un punto e croce di soli ringhi e morsi. Street Superstar è una gradevole parentesi di dumb it down contornata dai colori crepuscolari della J.U.S.T.I.C.E. League. In LL Cool J il clima si fa ancora più disimpegnato, con l’entrata in scena di Snoop Dogg, un altro signore che il calendario continua a prenderlo come suggerito dal titolo del suo esordio nel Braccio della Morte. E Can U Feel It è pura eleganza di un autunno newyorkese, vidimata dal timbro di quel signore che è Pete Rock.

Nel bilancio complessivo vanno infine iscritte anche Gingivitis, Silver Anniversary e Opioid Crisis, che completano un pacchetto lirico solido e compatto quanto la materia nei pressi dello zero della scala Kelvin. In barba al riscaldamento climatico, i ghiacci di “Soul On Ice 2” mantengono vivo e stabile l’ecosistema musicale e farebbero dormire sonni più sereni anche a Greta Thunberg. Quindi state tranquilli: fino a quando potremo contare su questi dischi, questa grande Cultura non rischierà alcuna estinzione.

Tracklist

Ras Kass – Soul On Ice 2 (Mello Music Group 2019)

  1. Silver Anniversary
  2. Grammy Speech
  3. Midnight Sun [Feat. Cee-Lo Green]
  4. F.L.Y.
  5. Street Superstar
  6. White Power [Feat. Immortal Technique]
  7. Shark Week
  8. Wvth Thx Shvts
  9. The Long Way [Feat. Everlast]
  10. Guns N Roses [Feat. Styles P and Fame]
  11. LL Cool J [Feat. Snoop Dogg]
  12. Trapped Music
  13. Gingivitis [Feat. Jamo Gang]
  14. Can U Feel It
  15. Opioid Crisis/Ghosted

Beatz

  • Twiz The Beat Pro: 1
  • Diamond D: 2
  • The Olympicks: 3
  • Dj Green Lantern: 4
  • J.U.S.T.I.C.E. League: 5, 8
  • Sir Veterano: 6
  • Nino Beige: 7
  • Dre Beats: 9
  • Vokab: 10
  • Felony Muzik: 11
  • Chukk James and Nathan Brush: 12
  • Cee: 13
  • Pete Rock: 14
  • Chukk James: 15a
  • Omid G: 15b
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