Black Thought – Streams Of Thought Vol. 1

Voto: n.g.

Il 2018 sarà l’anno degli EP; o, per aggiungere sugo al discorso, del definitivo adattamento del mercato discografico agli oramai consolidati strumenti forniti dal web per ascoltare – e spesso consumare entro neppure una stagione – la propria musica preferita. Che YouTube, Spotify e lo streaming in generale abbiano modificato le nostre abitudini è un dato di fatto e non tocca certo a noi fornire riflessioni al riguardo, ci limitiamo dunque a registrare un andamento, una tendenza: il minutaggio via via più conciso di un gran numero di uscite e degli stessi brani che contengono, formula volta ad assecondare l’uso talora frenetico del digitale e il conseguente slittamento del formato fisico all’interno di una nicchia prossima al puro collezionismo (da cui il parallelo ritorno in auge del vinile).

“Streams Of Thought Vol. 1” rispecchia quanto appena detto: a prescindere da una durata che supera di poco il quarto d’ora, in altri frangenti l’esordio solista di un mc come Black Thought, frontman e co-fondatore dei The Roots nonché titolare di decine e decine di collaborazioni in oltre venticinque anni di onorata carriera, avrebbe attirato su di sé il clamore e la curiosità di tutta la scena, meritato copertine sulle riviste di settore, acceso confronti e disamine di vario tipo; oggi, invece, l’informazione liquida muta tutto in un piatto e approssimativo passaparola, le news appaiono e scompaiono con la medesima rapidità, riflettendo la patologica voracità di un’utenza bulimica, compulsiva, propensa alle abbuffate senza respiro dell’all you can eat.

Il rischio è appunto quello di non soffermarsi su titoli piccoli ma meritevoli come quello in esame, progetto nato in scia alla pubblicazione – due anni or sono – di “Making A Murderer” assieme a 9th Wonder alle macchine (non era semplice ricavare qualcosa di buono da quel sample thailandese) e l’ex Lox Styles P, classica sberla autocelebrativa nella quale il Nostro incastra rime e metafore con la solita arguzia (<<I said, outer space the place that I’m parkin’ in/my marketin’, when you see the sky darkenin’/rhyme artisan from the crew that’s bipartisan/hi haters a 5th grader you’re not smarter than>>). Sarà proprio la presenza della Nona Meraviglia e del Soul Council – collettivo comprendente tra gli altri Khrysis, Hi-Tek, Eric G. e Nottz – a dare all’operazione un timbro univoco e molto asciutto; a questo proposito mi tocca aprire una parentesi e, memore di quanto scritto per “Brighter Daze”, ribadire che il produttore del North Carolina sembra stia attraversando una sorta di seconda giovinezza innescata dal progressivo abbandono di una modalità compositiva saturatasi già al tempo dei Little Brother.

Ne raccoglie i frutti Black Thought, qui assistito da solide strumentali che lasciano il giusto spazio alle liriche. Le quasi ottanta barre dell’introduttiva “Twofifteen”, ruvide, conscious e afrocentriche (<<picture my daughter drinkin’ water where the sign/say for colored girls, I ain’t talkin’ Ntozake Shange/who said it’s Senegal? I was a king in general/rich in every resource, precious metal and mineral/before the Devil entered the land of the plentiful>>), vengono accarezzate da una morbida voce francese pitchata; più robusto il groove di “9th Vs. Thought”, perfetto per consentire a Tariq di togliere qualche sassolino dalle scarpe (<<from downtown, no Ryan Lewis and Macklemore/it’s yours truly, I’m Paul Mooney, I’m George Clooney/I’m fully immersed in the craft, bringin’ awards to me/the bass player said he gon’ sue me/I gave the finger to him, the Lord gave a round of applause to me>>); la vera bomba della cinquina è però “Dostoyevsky”, che ricambia l’ospitalità offerta dalla bravissima Rapsody nella sua “Nobody” e allinea una punchline dietro l’altra sopra una minacciosa linea di basso.

Il Soul e la genuina riconoscenza di “Thank You” fanno calare il sipario su “Streams Of Thought Vol. 1”, lasciandoci in attesa di un seguito – annunciato fin da principio – che potrebbe dirci qualcosa in più sull’immediato futuro di Black Thought. Opto quindi per un senza voto che nulla toglie alla prova di quest’ultimo, giunto a quarantasei anni conservando l’ispirazione, la creatività e la fame che possiedono solo i (veri) grandi.

Tracklist

Black Thought – Streams Of Thought Vol. 1 (Human Re Sources 2018)

  1. Twofifteen
  2. 9th Vs. Thought
  3. Dostoyevsky [Feat. Rapsody]
  4. Making A Murderer [Feat. Styles P]
  5. Thank You [Feat. KIRBY]

Beatz

  • 9th Wonder: 1, 2, 3, 4
  • Khrysis: 5
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