Alessandro Dusted – Alessandro Dusted
A volte capita d’imbattersi in un bel pezzo a opera di figure di cui si conosce poco o nulla, lacuna che si tenta di colmare con la ricerca spasmodica di altro materiale, per arrivare alla fine a capire se si è trattato di un colpo fortunato/sporadico oppure se, al contrario, si è di fronte a un artista meritorio di vera attenzione. Personalmente, con Alessandro Dusted è andata esattamente così dopo aver visto il video dell’omonima traccia; e, dato che l’esito della ricerca di cui sopra ha dato risposta positiva, eccoci qui a parlare dell’esordio del giovane mc milanese, un disco marcatamente introspettivo tramite il quale Dusted si racconta in maniera semplice e sincera, senza filtri né tantomeno pose. Insomma, mettendoci faccia e, ripetutamente, nome.
Ed è una scelta che convince. Certo non stupisce o fa gridare al miracolo (non che sia necessario), però permette al rapper di superare il primo, grosso scoglio, ossia quello di non passare inosservato; e ciò grazie tanto al modo di scrivere, quanto a strumentali che vedono alternarsi alle macchine i vari Big House, Dj MS, Zesta, Jay Vas, Sick Budd, $oS Beatz più la ciliegina Blo/B, le quali accompagnano con stile e una buonissima orecchiabilità di fondo le strofe del Nostro. Dodici tracce per parlare di sé e del proprio rapporto con la musica, da vivere sempre con/come passione (<<un mestiere ha le sue priorità e segue sue vie/la passione c’ha le sue e non sempre fanno rima/la passione ha le sue priorità, cioè le mie/mai scordarsi cosa viene prima>>), non temendo di assumersi dei rischi in prima persona (<<dove c’è un interesse c’è pure un ambiente/il Rap è un interesse/infatti quanta gente è più bla-bla di quanto il mio cervello richiedesse/ho già un piano in mente, tapparmi le orecchie/così chi cazzo sente/quel rischio l’ho inteso, investire cento, guadagnare niente>> – “Giusto no?”) e puntando tutto su sincerità e autonomia (<<la mia libertà di parola io riesco a capirla/ma capisco meglio il motivo che dà priorità alla mia necessità di gestirla/e vive al di fuori del credo di una maggioranza/del credo di pochi o di quello che credo quando sono solo dentro la mia stanza>> – “Quel povero Cristo”).
Una filosofia di questo tipo porta inevitabilmente alla non frequentazione dei cosiddetti salotti bene (<<di Rap game ne so poco poco/raramente gioco al gioco/sarà che non mi convince/parliamo di forme di espressione/si evince che ti debba un brano e non un’opinione>> – “Salotti”), contesti sintetizzati alla perfezione in “Non sono io” da Musteeno (<<tutti al party esclusivo col Martini in mano/io in compagnia del nulla ma basta che respiri piano>>) ed EasyOne (<<scrivi solo frasi senza alcuna para/perché qui cercano Baricco dentro Wanda Nara>>). E se da un lato Dusted dimostra di avere le idee ben chiare (<<libero da pose, davvero ne trapela fuori del valore/è vero perché mi rivedo nelle cose/mica perché me l’impone qualche religione>> – la titletrack), dall’altro non nasconde paure (<<se la paura è umana mi rispecchia, cazzo, sono umano/posso averne parecchia senza che ci sia nulla di strano/…/io potrei fingere con tutti, ma fingere che?/Se poi convincere tutti non è convincere me>> – “Sigarette”) e incertezze varie (<<vorrei non temere solo di non trovare un lavoro a vita/ma so che non sono meglio dei tanti/e se non fosse come spero, spero di trarne diamanti/sopravvivere e vivere, mi si bilancino i due piatti/pure se la prima è una costante, la seconda è istanti>> – “Connor”).
Insomma, “Alessandro Dusted” è un vero e proprio inno alla sincerità, al porsi per quello che si è realmente, coi propri pregi e difetti. Concetti per nulla banali e scontati ma che, al contrario, per essere applicati quotidianamente necessitano di forza e costanza. Per questa solo apparente semplicità di fondo e anche perché, elemento non secondario, il disco gira benone, non possiamo che ritenere buona la prima per Dusted: non una pietra miliare, ma certamente un blocco sufficientemente solido e stabile sopra cui costruire un ottimo futuro. Ora fate come me e date un ascolto di persona.
Tracklist
Alessandro Dusted – Alessandro Dusted (1763070 Records DK 2020)
- V.I.M.I.S.
- Giusto no?
- Salotti (chiamami fuori pt. 2) [Feat. Zesta]
- Doppelganger [Feat. Moder e Lethal V]
- Divin’
- Quel povero Cristo
- Passa la voglia
- Non sono io [Feat. Musteeno e EasyOne]
- Sigarette
- Connor
- Alessandro Dusted
- M/io
Beatz
- Big House: 1, 2, 7, 9, 12
- Zesta: 3, 10
- Jay Vas: 4
- Dj MS: 5
- Sick Budd: 6
- Blo/B: 8
- $oS Beatz: 11

Gabriele Bacchilega

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