House Of Pain – House Of Pain (Fine Malt Lyrics)

Voto: 3,5

House Of Pain - House Of PainQualunque parametro si utilizzi per giudicare la breve carriera degli House Of Pain, l’effetto generato dalla loro storica mega-hit “Jump Around” vi è indissolubilmente relazionato. Fin dal momento in cui MTV inserì in rotazione quel video ambientato in un pub dove un giovanotto con la testa rasata, il pizzetto, i tatuaggi e la canotta dei Celtics si faceva largo per cominciare a recitare le sue strofe confrontazionali (<<Pack it up, pack it in, let me begin/I came to win battle me that’s a sin>>…dai…chi non conosce queste parole?!) il pezzo in questione stava già affrontando una rapida mutazione che l’avrebbe portato a rappresentare uno degli inni più riconoscibili di sempre, qualunque epoca Hip-Hop si consideri, creando fortune ed equivoci in egual misura.

Le conseguenze positive furono e sono più che ovvie, certamente alimentate dallo status che il brano ha raggiunto nel tempo e dagli introiti che ancora il medesimo regala al gruppo, ma considerando la questione da un punto di vista diametralmente opposto s’intuisce che il giudizio complessivo sull’operato del trio formato da Everlast, Danny Boy e Dj Lethal sia troppo vincolato alla mancata replica del successo del brano in questione, svilendo in maniera poco corretta una discografia breve ma a torto sottovalutata. “House Of Pain”, eponimo titolo accompagnato dalla sottodicitura fine malt lyrics, è un album di debutto che presenta una consistenza che va inequivocabilmente al di là della mera presenza di un singolo di estremo successo corredato da tanti piccoli cloni del medesimo, un disco concepito con una logica molto onesta e diretta. Pur perdendo il confronto, a parere strettamente personale, con la maggior solidità di “Same As It Ever Was” e con un “Truth Crushed To Earth Shall Rise Again” che testimoniò l’esponenziale e definitiva crescita di Lethal come produttore, rimane un lavoro di tangibile credibilità nei confronti della scena di allora e di identità ben definita, lontano da una qualsiasi sensazione di prefabbricato.

Everlast, all’epoca già firmatario di un album solista con la Rhyme Syndicate di Ice-T (“Forever Everlasting”), offre una prestazione complessiva molto solida se si considera che risulta essere in tutto e per tutto il protagonista principale dell’operazione, dato che l’operazione presenta due soli featuring in una quindicina di pezzi (escludendo dal conteggio gli interludi e i due ben noti remix posti in coda alla scaletta) e che Danny Boy possiede un ruolo più vicino a quello dell’hype man – una similitudine vicinissima ad altre realtà dell’epoca come Cypress Hill e Naughty By Nature – che non a quello di un vero e proprio rapper secondario. Quello di Everlast è descrivibile come uno stile carismatico e tecnicamente solido, la pronuncia è chiara, lo schema è tendente all’accoppiata di rime con saltuari abbinamenti interni, la tenuta del microfono risulta notevole, le frequenti citazioni di cultura popolare sono condite da un humour accentato in modo ambivalente, tanto da includere sia gli Stati Uniti che l’Irlanda. Sono esattamente queste le caratteristiche che fanno le fortune di pezzi dimenticati forse troppo in fretta come “House And The Rising Son”, che ingloba la più che gradita partecipazione di un altro membro della famiglia allargata dei Cypress Hill, Son Doobie, e caratterizzato dall’indovinato campione di tromba pescato da Lethal, nonché “Top O’ The Morning To Ya”, uno degli episodi più caratteristici e che più efficacemente di altri sottolinea un manifesto improntato sull’orgoglio irlandese e la contemporanea affinità con la comunità nera, forgiato dall’irresistibile sample Blues, primo di una lunga serie di contaminazioni sonore black sparse ovunque. “Shamrocks And Shenanigans” sarà sempre ricordato come il singolo che venne dopo “Jump Around” ma, pur non replicandone l’esplosività, possiede una sua personale carica additiva, fornita da un ritmo irresistibile e dal Rap che per l’occasione alza concretamente il suo stesso tasso tecnico (<<I kicks the flavor, like Stephen King writes horror/If I was a Jew then I’d light a Menorah/I got rhymes for ya, excuse me senora/are you a whore or are you a lady?/Is it Erica Boyer or Marsha Brady?>>).

Se proprio episodi come questi possiedono il merito di rendere compatta tutta la prima frazione della tracklist, nella seconda novità e freschezza vengono spesso soppiantate da una mancanza di profondità tematica e da una produzione che tende a diventare stagnante. E’ necessario difatti attendere “Come And Get Some Of This” e il suo beat superfunkettone per dare un giro d’aria alla situazione, diversificando un metodo produttivo che risulta assai poco significativo in pezzi come “Danny Boy, Danny Boy” – nella quale, se non altro, struttura e concetto sono divertenti – nonché in “One For The Road”, del tutto impalpabile. Difatti, né Muggs – che in “Put Your Head Out” utilizza sostanziali scarti del debutto dei Cypress Hill – né tantomeno Ralph M (membro dei Funkdoobiest qui presentato come The Funky Mixican) riescono a risollevare più di tanto la situazione barcamenandosi tra il buono e il sufficiente, peraltro proprio quando le tematiche rendono ridondanti gli atteggiamenti riottosi del disco, creando ripetitività nella rivendicazione delle proprie origini e cercando ossessivamente il Rap da battaglia. La sommatoria di tutte queste considerazioni non fa altro che confermare l’idea che “House Of Pain” aveva già fornito all’epoca della sua uscita, ovvero quella di un disco d’esordio dalle indubbie connotazioni positive ma lontano dallo status di classico, aggettivo invece che a “Jump Around” calzerà sempre alla perfezione.

Tracklist

House Of Pain – House Of Pain (Fine Malt Lyrics) (Tommy Boy 1992)

  1. Salutations
  2. Jump Around
  3. Put Your Head Out [Feat. B-Real]
  4. Top O’ The Morning To Ya
  5. Commercial 1
  6. House And The Rising Sun [Feat. SonDoobiest]
  7. Shamrocks And Shenanigans [Feat. Danny Boy O’Connor]
  8. House Of Pain Anthem [Feat. Danny Boy O’Connor]
  9. Danny Boy, Danny Boy [Feat. Danny Boy O’Connor]
  10. Guess Who’s Back
  11. Commercial 2
  12. Put On Your Shit Kickers [Feat. Danny Boy O’Connor]
  13. Come And Get Some Of This
  14. Life Goes On
  15. One For The Road
  16. Feel It
  17. All My Love
  18. Jump Around (Pete Rock Remix)
  19. Shamrocks And Shenanigans (Boom Shalock Lock Boom – Butch Vig Mix)

Beatz

  • Dj Lethal and Dj Muggs: 1, 15
  • Dj Muggs: 2, 3, 9, 10, 12
  • Dj Lethal: 4, 6, 7, 8, 17
  • Dj Muggs and Ralph Tha Funky Mixican: 13
  • Ralph Tha Funky Mixican: 14, 16
  • Pete Rock: 18
  • Butch Vig: 19

Scratch

All scratches by Dj Lethal

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Mistadave

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