Kiave – StereoKilling

“StereoKilling” si presenta come il fratello cattivo di “Stereotelling”, uscito neppure un anno prima, e con estremo piacere si può tranquillamente dire che Kiave ritrovi qui la carica di un tempo, incanalata nella versione in assetto da guerra del rapper calabrese. A prescindere dall’efficacia in sé del progetto, il Rap italiano non può che felicitarsi di riavere tra le proprie fila il Kiave più incazzato, perché la sua critica – nei confronti di un nemico molto preciso, come vedremo – ha in queste sette tracce una potenza che va dritta a segno.

L’EP è infatti in sostanza uno sfogo lungo poco meno di venticinque minuti contro la scena Hip-Hop: protagonista della tracklist è l’omicidio musicale; e, di conseguenza, non c’è nulla di più coerente che aprire il lavoro con “Mani sporche”, fitta strofa di tre minuti che prende di mira scena, televisione, musica, S.I.A.E. e via dicendo su una delle tante basi bomba di Gheesa, autore di sei beat su sette. Ancor più sensato è proseguire con “Serial killer” (altro episodio indovinato dal produttore siciliano), brano se possibile perfino più da battaglia rispetto al precedente, con barre solidissime (<<la merda qui si afferma tipo doppia negazione>>) e un ritornello che ai live funzionerà alla perfezione. L’efficace pars destruens continua senza perdere consistenza in “Uccidimi” – quel <<io sono un mc, non sono un brand>> ripetuto più volte ha un che di poetico – sul terzo centro di fila, questa volta dal sapore rituale, di Gheesa.

Quando, però, il tema principale lascia il posto ad atmosfere differenti, “StereoKilling” incontra qualche battuta d’arresto. “Fatti la squadra”, ad esempio, visti i featuring proposti poteva (e doveva) essere un treno in corsa – così non è; “Il tempo uccide” ha un’idea valida ma paga la strumentale fiacca del pacchetto e un Kiave sottotono; “Asociale” soffre quasi dello stesso problema e l’intimismo delle strofe non incrocia i suoni adeguati, così come il ritornello non riesce a convincere. Per fortuna, il finale riporta l’EP al suo concept originario con “Eva Braun (Soundclown)”: seppure la tripletta d’apertura abbia un quid in più, il pezzo ha un bel tiro e possiede un cambiamento ritmico più che piacevole, dovuto al passaggio alle macchine di Freshbeat.

In definitiva, “StereoKilling” è un disco (breve, scorrevole) che mantiene le proprie promesse quando rimane nel recinto dell’attacco frontale a un ambiente ricco di contraddizioni, ma casca un po’ nei momenti in cui se ne distacca; considerato in prospettiva, come uno step intermedio verso un nuovo album ufficiale, e nonostante qualche punto debole, fa ben sperare per lo stato di forma dell’mc. Staremo a vedere, non ci piove.

Tracklist

Kiave – StereoKilling (Macro Beats Records 2016)

  1. Mani sporche
  2. Serial killer
  3. Uccidimi
  4. Fatti la squadra [Feat. Don Diegoh, Blo/B e Reiven]
  5. Il tempo uccide
  6. Asociale
  7. Eva Braun (Soundclown)

Beatz

Tutte le produzioni di Gheesa tranne la traccia #7 di Freshbeat

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