Apathy – Honkey Kong

Voto: 4,5

ApaHonkey500Da quando l’Hip-Hop si è commercializzato offrendo il suo lato più vendibile al grande pubblico, la scena si è sostanzialmente spaccata in due. Da una parte gli skinny jeans rappers, tizi vestiti tutti ordinati, attillati e pettinati con la crestina che propongono musica priva di una benché minima qualità, facile da ricordare per via dell’orecchiabilità e degli stereotipi mondani proposti; dall’altra una schiera furiosa di mc’s che mal sopportano tutto questo ostentare scintillante che ha portato al travisare i significati del movimento e della cultura e che protestano contro la prostituzione del genere, forti della conoscenza della vera arte dell’emceeing, nonché fieri dell’immagine più rozza che i veri rapper continuano a lasciare immutata nel tempo. Apathy, rapper bianco come la neve del suo natio Connecticut e qui autore del terzo disco ufficiale, senza ovviamente contare i mixtape, è da anni schierato dalla parte dell’underground, presa di posizione nata dall’amore incondizionato per questa musica e per le discipline ad essa collegate. “Honkey Kong” non si limita certo ad inveire contro i clown-rappers che affollano i media, e seppure alcuni dei concetti nascano proprio dall’esigenza di rimettere alcuni fantocci al proprio posto, l’album è uno dei più interessanti, variegati e completi che si siano sentiti negli ultimi tempi; è un lavoro molto attento nella produzione – pecca, ad esempio, dei due predecessori di questo disco – e non ultimo è una dimostrazione sopraffina di tecnica che si sapeva già essere in dote al soggetto, la quale viene sciorinata attraverso un ampio showcase di metafore, punchline ed allitterazioni, che si alternano a testi presentati sia sotto in forma biografica che in quella di racconto di pura fantasia.

Apathy arriva ad offrire tutto se stesso, sia che si tratti di rivelare a chiunque ascolti il suo semifallimento economico esplicato nella bellissima e brutalmente onesta “Check To Check”, dove ad una grande base di Evidence viene magistralmente abbinato un loop proveniente da “ATLiens”, e sia che la questione si sposti più sul personale/sentimentale, come raccontato in “I Dedicate This To You”, dedicata ad un amore perso per propri errori e fortunatamente riconquistato in seguito. Uno dei grandi punti di forza dell’album è la capacità del rapper nell’affrontare il luogo comune offrendo prospettive completamente differenti dal consueto; solo così si spiega la finestra di normalità che l’artista apre su di sé in “It’s Only Hip-Hop”, dove denigra tutti quei fan che sembrano conoscerti da una vita, ma nella quale allo stesso tempo sgonfia la figura di onnipotenza tipica del rapper comune senza che nessuno se ne accorga, riportando i cliché a dimensioni terrene, mortali. La versatilità è intuibile pure in episodi ingegnosi quali “1:52 AM”, il cui svolgimento è sempre uguale nelle tre strofe presenti, solo raccontato da tre narratori diversi. Il piatto forte, ovvero le dimostrazioni di tecnica e padronanza del linguaggio, non mancano mai: “Holy Ghost” e il suo giro d’organo sono domati alla perfezione da liriche che sembrano un fiume in piena; “The Villain”, abilmente manipolata da Apathy stesso con un campione assolutamente fuori di testa, è un concept politico/sociale che si fonda sull’utilizzo della parola picture, su cui si appoggia anche il verso terroristico di Ill Bill; “Stop What Ya Doin'” è una rimpatriata dei Demigodz colma di pugni allo stomaco, esaltata da un devastante beat di Premier; “Army Of The Godz” rappresenta la fiera cavalcata della crew AOTP, che devasta nemici verso dopo verso in quella che ha tutte le sembianze di una chiamata alle armi. Da menzionare pure due importanti contributi, il primo da parte di Muggs, autore di un beat che utilizza i tipici cori celesti ed organi ed ancora riesce a suonare originale in una “Fear Itself” colma di riferimenti a società segrete e quant’altro; il secondo fornito da Xzibit, che arricchisce “The Recipe” seguendone il concetto di fondo, ovvero una strofa a testa costruita su uno schema che vede presente in ogni frase almeno una sigla composta di tre lettere, mescolanza dalla quale emergono versi che hanno perfettamente senso. Il Connecticut, infine, già deliziosamente descritto in “The Winter” qualche anno fa, viene omaggiato prendendosi il suo doveroso spazio (“Peace Connecticut”) sopra un supporto musicale duro e ruvido, fornito nientemeno che dai mitici Beatminerz.

L’edizione recensita di “Honkey Kong” prevede un bonus cd, “Primate Mindstate”, una chicca da non farsi sfuggire. L’EP è introdotto dalla furia sguinzagliata del Rap combattivo di “East Coast Rapist”, basata su un famoso campione dei Simple Minds, alla quale è accostabile pure “Smoke Weed Everyday”, che restituisce nuova esistenza ad una hit di Billy Idol. “Dear Lord” è un’altra mini-bomba caratterizzata da un’eccellente produzione mistica di MoSS, il featuring di Eternia è di grande effetto ed il tema trattato è retoricamente spirituale, sicuramente ben più maturo rispetto a quanto offerto dalla marmaglia culturalmente irrispettosa poi diffamata nel brano di chiusura. “No Rapper”, altra dimostrazione di impetuosità lirica, è infine un omaggio all’LL Cool J dei bei tempi. “Honkey Kong” è il disco della definitiva maturità di Apathy, un rapper che sa come uccidere la competizione al microfono (tanti ospiti, ma lui non cede di un passo a nessuno), che si adatta con elasticità al trattamento di molteplici argomenti, spesso personali, che possiede delle capacità tecniche ben al di sopra della media e che ha notevolmente migliorato il processo di selezione dei beat (23 tracce non sono poche, non ce n’è una da scartare) che aveva penalizzato i suoi lavori precedenti. Difficile desiderare di più da un disco di Hip-Hop.

Tracklist

Apathy – Honkey Kong (Dirty Version Records 2011)

Disc 1

  1. Honkey Kong [Feat. Vinnie Paz]
  2. Holy Ghost [Feat. Slaine]
  3. The Villain [Feat. Ill Bill]
  4. Check To Check
  5. Stop What Ya Doin’ [Feat. Celph Titled]
  6. The Recipe [Feat. Xzibit]
  7. Fear Itself
  8. Who Got Da Juice
  9. It’s Only Hip-Hop [Feat. Brevi]
  10. I Dedicate This To You [Feat. Tosha Makia]
  11. All I Think About [Feat. Action Bronson]
  12. Never Say Never [Feat. General Steele and Mad Lion]
  13. Albino Gorillas [Feat. Esoteric]
  14. Peace Connecticut
  15. Army Of The Godz [Feat. Esoteric, Blacastan, Reef The Lost Cauze, Planetary, Crypt The Warchild, Motive, Celph Titled and Vinnie Paz]
  16. 1:52 AM

Disc 2

  1. East Coast Rapist
  2. Squeeze [Feat. Blacastan]
  3. Dear Lord [Feat. Diabolic and Eternia]
  4. Make Alotta Money
  5. Smoke Weed Everyday [Feat. Scoop DeVille]
  6. No Rapper
  7. Death To The Culture Vultures
  8. Honkey Kong (Instrumental)
  9. Holy Ghost (Instrumental)
  10. The Villain (Instrumental)
  11. Check To Check (Instrumental)
  12. Stop What Ya Doin’ (Instrumental)
  13. The Recipe (Instrumental)
  14. Fear Itself (Instrumental)
  15. It’s Only Hip-Hop (Instrumental)
  16. I Dedicate This To You (Instrumental)
  17. All I Think About (Instrumental)
  18. Never Say Never (Instrumental)
  19. Albino Gorillas (Instrumental)
  20. Peace Connecticut (Instrumental)
  21. Army Of The Godz (Instrumental)
  22. 1:52 AM (Instrumental)

Beatz

Disc 1

  • Vanderslice: 1, 11
  • Apathy: 2, 3, 16
  • Evidence with the additional production by Khrysis: 4
  • Dj Premier: 5
  • Stu Bangas: 6
  • Dj Muggs: 7
  • Statik Selektah: 9
  • Smoke The World: 10
  • Teddy Roxpin: 12
  • Dj Wayne Ski: 13
  • Da Beatminerz: 14
  • Teddy Roxpin: 15

 

Disc 2

  • Apathy: 1, 2, 4, 5, 6, 7, 9, 10, 22
  • MoSS: 3
  • Vanderslice: 8, 17
  • Evidence with the additional production by Khrysis: 11
  • Dj Premier: 12
  • Stu Bangas: 13
  • Dj Muggs: 14
  • Statik Selektah: 15
  • Smoke The World: 16
  • Teddy Roxpin: 18
  • Dj Wayne Ski: 19
  • Da Beatminerz: 20
  • Teddy Roxpin: 21

Scratch

Disc 1

  • Dj Kwestion: 6
  • Dj Muggs: 7
  • Tone Spliff: 10, 16
  • Dj Evil Dee: 14

 

Disc 2

  • Tone Spliff: 1
  • Dj Kwestion: 6

 

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Mistadave

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