MC Eiht – Which Way Iz West

Voto: 3,5

Ricostruire il percorso che ha unito annuncio e pubblicazione di “Which Way Iz West” è quanto di più faticoso si riesca a immaginare. Ricordiamo molto bene la sensazione provata dinanzi alla lettura della notizia – che un’attenta ricerca nel web fa risalire al 2010! – secondo la quale due autentici colossi della nostra adolescenza quali MC Eiht e Dj Premier rendevano pubblica la loro intenzione di cooperare per realizzare un progetto comune, un letterale sogno a occhi aperti per chi ha avuto la fortuna di vivere il picco artistico di entrambi. La faccenda si è poi fatta misteriosa e talvolta discordante, portando a posticipi e temporanei accantonamenti dell’idea, facendo perdere molto dell’interesse generato dalla curiosità di risentire Preemo e il Compton Cyco assieme per la prima volta dal remix di “Def Wish II”.

Nel frattempo, Eiht aveva immesso sul mercato alcuni singoli interessanti (vale la pena citare “So Well”, purtroppo finita in un paio di mixtape e nulla più) e cominciato a lavorare con frequenza assieme a Brenk Sinatra, producer austriaco che in seguito avrebbe dimostrato di possedere un’interessante propensione nel ricreare atmosfere west insinuate in strutture di boom bap moderno. Lo snodo di tali intersezioni avrebbe quindi partorito i tre volumi del mixtape “All Starz & Strapz”, la duplice puntata di “Compton 2 Vienna”, infine la pubblicazione dell’EP “Keep It Hood”, vero e proprio preludio a “Which Way Iz West”.

Come l’appena menzionato extended play aveva fatto intuire, Brenk Sinatra si è rivelato un partner estremamente valido, dal momento che gli va attribuita la parte sostanziale del massivo maquillage musicale studiato per un artista che aveva costruito la sua carriera solista su spiccate sonorità locali senza più uscire da quello stesso seminato, contornando una notevole attività discografica con una sensazione di fossilizzazione concettuale. Il maggior merito attribuibile all’austriaco è appunto quello di aver tirato fuori a forza Eiht dalla zona di comfort dentro la quale si era accomodato, riducendone l’estremizzazione territoriale senza però eliminare determinati punti di riferimento, abbinando i tipici tratti di certo beatmaking a una struttura ossea ripulita e potenziata; fondendo, insomma, concetti east e west in maniera del tutto singolare.

Che Sinatra sia perfettamente conscio di come operare lo s’intuisce chiaramente da alcuni episodi in particolare. “Gangsta Gangsta” è difatti meravigliosa nel suo saper ricalcare l’atmosfera californiana, lo sviluppo nelle traiettorie dei vari effetti del sintetizzatore sa come creare istantaneamente l’immaginario giusto immergendo la fantasia in una decappottabile che scorre lungo un vialone alberato di palme all’ora del tramonto vestendo occhiali neri e cappellino dei Raiders – ed è impossibile non provare un tuffo nostalgico al cuore ascoltando l’inserimento del sample vocale di Eazy-E in un contesto che gli viene perfettamente cucito addosso. Sono riferimenti simili a quelli innescati da una “Sittin’ Around Smokin'” che induce a incrociare le dita a forma di W grazie a musica e ritornello vincenti, assaporando un po’ di fumo e cercando di fuggire dai pensieri quotidiani, dalla violenza, da tutto lo stress portato dalla dura realtà comptoniana. La conclusiva “You Nia’z” conferma nel dettaglio una delle peculiarità riscontrate nel produttore europeo, che sa sempre scegliere l’intuizione melodica corretta per costruire i loop di fondo sopra i quali vengono poi poggiati gli strati sonori rimanenti.

Il fatto che Premier non sia il produttore principale come da intenti originari non gl’impedisce di fornire una decisa impronta captabile su tutta la distanza percorsa dall’album. “Represent Like This”, l’agognato primo singolo, è un più che adeguato indicatore di ciò: Los Angeles si respira a pieni polmoni grazie all’utilizzo di synth e clap che ben contornano il tradizionale intercalare gergale di Eiht e del fido WC (<<blum-blum, blinky-blum/when I pull it out I cock it, watch ‘em all run-run…Dub-C and Eiht, on some working them ankles shit>>: westside, baby!), ma la struttura ritmica è dinamica, accattivante, e Preemo arricchisce il tutto collocando i suoi classici scratch vocali nel ritornello. “Runn The Blocc”, già edita e da lui remixata per l’occasione, presenta tagli di campione e stili compositivi riconoscibili a occhi chiusi, la loro durezza è però ben contrastata dalla tastiera suonata durante il ritornello. L’inserto di trombe di “Got That”, il giro di piano studiato per “Last Ones Left” (reunion targata Comptons Most Wanted), la compattezza essenziale di “Medicate” e “Born To Hustle” sono tutte testimonianze della capacità di questi beat di picchiare alla newyorkese anche sotto il calore del suono californiano.

A una decade abbondante dal suo ultimo album ufficiale, MC Eiht offre una prova complessivamente pulita senza eccedere in particolari tecnicismi, la sua storica e vellutata voce si è appesantita e impastata, la punteggiatura del flow non offre una grande quantità di varianti ricorrendo al mitico geah quale astuzia per completare porzioni di barra e non ci si attenda chissà quale creatività argomentativa. <<Niggas premature, wet dream/I’m all for the money, mo’ cream/full head of steam like a chronic cloud/I bang for the west, say it loud>>; questa è la dialettica di casa, prendere o lasciare, tuttavia la competenza dell’artista nel parlare di luoghi, associazioni d’immagini e citazioni gangsta è rimasta di immutato fascino, fattore che assieme alla generale rinfrescata musicale costituisce il piatto forte del disco. Eiht si trova comprensibilmente a suo agio quando il suono si esprime canonicamente come nel caso di “Shut Em Down” (tocchi di piano di bassa tonalità, synth tremulo, basso possente e pulito), non per questo disdegna i bpm maggiormente dinamici di una “As I Proceed” votata al Funk, tenendo perfettamente il tempo con costante precisione nella cadenza.

Le partecipazioni esterne sono tantissime – solo cinque brani non prevedono featuring – e più che utili alla causa. Con l’eccezione di Freddie Foxxx (che per “4 Tha OG’z” immaginiamo essere stato proposto da Premier proprio come il relativo beat, che sembra uno scarto di “Kolexxxion”), ci si rivolge a chi ha fatto la storia della costa californiana impostando piacevoli rimpatriate tra vecchi O.G.’s come il già citato WC, l’immortale B-Real e gli Outlawz (R.I.P. Hussein Fatal). In alcuni casi si accetta implicitamente il rischio di venir surclassati dall’ospite di turno, dato l’assoluto primeggiare della Signora per eccellenza della Death Row, Lady Of Rage, che in “Heart Cold” lascia giù una strofa per gli annali confezionando una prestazione tecnica strepitosa (<<it’s the original seminal MC criminal/literal lyrical, pinnacle of women who Rap/the inhospitable unfuck-with-able villain/sent here to finish you no subliminal/I’m just givin’ you facts>>), e vista la forte vigorosità espressa da Xzibit sulla possente “Medicate”, nella quale fa piacere sentirlo così motivato e concreto nonostante la fama accumulata negli anni.

Si è fatto attendere – ed è un eufemismo – ma “Which Way Iz West” dimostra che veterani come MC Eiht hanno ancora le spalle abbastanza grosse per portarsi appresso molte responsabilità, nonostante questo particolare periodo fatichi tantissimo a proporre soluzioni in grado di accendere davvero la miccia. A dispetto della sua lunghissima carriera, Aaron Tyler è tutt’altro che ammuffito ed è riuscito a confezionare uno dei dischi che si faranno ricordare più volentieri in un duemiladiciassette eccessivamente ondivago. West Up.

Tracklist

MC Eiht – Which Way Iz West (Blue Stamp Music/Year Round Records 2017)

  1. Shut Em Down [Feat. The Outlawz]
  2. Represent Like This [Feat. WC]
  3. CPT Zoo
  4. Heart Cold [Feat. Lady Of Rage]
  5. Pass Me By [Feat. B-Real]
  6. Runn The Blocc [Feat. MayLAy]
  7. Gangsta Gangsta [Feat. Kurupt]
  8. Got That
  9. Medicate [Feat. Xzibit]
  10. Born To Hustle [Feat. Big Mike and J. Starr]
  11. Sittin’ Around Smokin’
  12. As I Proceed
  13. Last Ones Left [Feat. CMW]
  14. 4 Tha OG’z [Feat. Bumpy Knuckles]
  15. You Nia’z

Beatz

All tracks produced by Brenk Sinatra except tracks #6, #13 and #14 by Dj Premier

Scratch

  • Dj Premier: 2, 3, 8, 13
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