Slick Rick – The Art Of Storytelling

Voto: 3

L’esordio solista di Slick Rick (nato a Londra) risale al 1988: “The Great Adventures Of Slick Rick”, uno di quei titoli destinati a rimanere nella storia dell’Hip-Hop e nell’immaginario di chi quel periodo l’ha vissuto in concreto. Rick era pronto a scalare la vetta per unirsi a quanti stavano finalmente raccogliendo i frutti di un percorso avviato oltre dieci anni prima, conducendo una Cultura nata per strada, tra i palazzoni di una metropoli, sotto i riflettori dell’industria musicale tutta; ma le cose, si sa, non sempre vanno nella giusta direzione. Sul suo percorso c’erano infatti un paio di manette, il sogno sarebbe sfumato e la carriera artistica ne avrebbe per forza di cose risentito, nonostante una caparbietà che, da dietro le sbarre, ha consentito al rapper di realizzare altri due progetti (“The Ruler’s Back” e “Behind Bars”) – la magia di un tempo, tuttavia, sembrava oramai svanita.

Passano i mesi, gli anni, e i cancelli vengono infine riaperti (“Jail Skit”): Rick può rimettere assieme se stesso, mantenendo vivo un desiderio che, tradotto in musica, porta il titolo di “The Art Of Storytelling”. Il nostro storyteller riprende in mano il proprio stile, in parte rinnovato ma con ovvie reminiscenze old school, e trova buone simmetrie in alcuni featuring che fanno da collante tra passato e presente (in “Frozen”, ad esempio, con un ottimo Raekwon): a dispetto della lunga assenza al microfono, Slick sembra a suo agio e non sfigura di fronte alla personalità di un Big Boi (“Street Talkin'”, molto bella la produzione di Jazze Pha) o un Nas (“Me And Nas Bring It To Your Hardest” è senza dubbio il momento migliore dell’album). Si allineano sul piacevole anche “Kill Niggaz”, “I Run This” e “Memories”, puntellando la lunga tracklist di episodi validi, degni della fama raggiunta da Richard.

Peccato che sul versante del beatmaking “The Art Of Storytelling” mostri il fianco troppo spesso: la scelta cade su produttori a volte sconosciuti e i pochi top player sembrano essere paurosamente in ombra. Clark Kent è molto lontano dai fasti di “The 18th Letter” e non fa certo meglio Kid Capri, buona invece la partecipazione di Qur’An Goodman assieme a Poke & Tone e quella di Jazze Pha e T. Rusiak; in generale, però, il sound manca di un taglio comune e il risultato è sbilanciato, navigando tra pochi alti e pericolosi bassi. Discorso a sé per le tre bonus track (di cui due in versione live), dove a farla da padrone è Doug E. Fresh col suo beatbox, ricomponendo un’intesa a tenuta stagna. In breve: “The Art Of Storytelling” non rilancerà la carriera di Slick Rick, ma è testimone di una passione per l’Hip-Hop sopravvissuta a due decenni e dei trascorsi personali parecchio complicati.

Tracklist

Slick Rick – The Art Of Storytelling (Def Jam 1999)

  1. Jail Skit [Feat. Ed Lover, Dj Rev. Run and Redman]
  2. Kill Niggaz
  3. Street Talkin’ [Feat. Outkast]
  4. Me And Nas Bring It To Your Hardest [Feat. Nas]
  5. I Own America Part I
  6. Bugsy Radio Skit [Feat. Bugsy]
  7. Who Rotten ‘Em
  8. 2 Way Street
  9. King Piece In The Chess Game [Feat. Canibus]
  10. Trapped In Me
  11. Impress The Kid [Feat. S&S]
  12. Q-Tip And Peter Gunz Skit [Feat. Q-Tip and Peter Gunz]
  13. I Run This
  14. Frozen [Feat. Raekwon]
  15. Why, Why, Why
  16. Adults Only
  17. Memories
  18. Unify [Kid Capri Feat. Slick Rick and Snoop Doggy Dog]
  19. Bugsy Radio Skit [Feat. Bugsy]
  20. I Own America Part 2
  21. CEO Outro
  22. We Turn It On (Bonus Track) [Feat. Doug E. Fresh]
  23. La Di Da Di Live (Bonus Track) [Feat. Doug E. Fresh]
  24. The Show Live (Bonus Track) [Feat. Doug E. Fresh]

Beatz

  • James “Bimmy” Antney: 1, 6, 12, 19
  • Dj Clark Kent: 2, 5, 8, 15, 17
  • Jazze Pha: 3
  • Qur’An Goodman and Poke & Tone: 4
  • Nod: 7
  • Tyronne Fyffe: 9
  • Rashad Smith: 10
  • S&S: 11
  • Raymond Deal: 13
  • T. Rusiak with the co-production by James “Bimmy” Antney: 14
  • Dame Grease: 16
  • Kid Capri: 18
  • Colleone and Webb with the co-production by James “Bimmy” Antney: 20
  • Vada Nobles: 22
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