Dj Gruff, RayZa e Dope One – N.I.L.N.Y. (Naples is like New York)

<<Non so te, io dj, suono il vinile/dall’82 consumo cime e puntine>>
“N.I.L.N.Y. (Naples is like New York)”

Diversamente dai soliti commentatori improvvisati, chi ha una discreta dimestichezza con la traiettoria artistica del classe ‘68 Sandro Orrù dovrebbe ricordare che l’ex Radical Stuff, Isola Posse All Stars, Sangue Misto e Alien Army – tasselli di un curriculum che parla da sé – vanta un legame di vecchia data con la scena partenopea, avendo affiancato 13 Bastardi, Sangue Mostro, I Fluxer e molti rapper provenienti da queste formazioni (Paura, Castì, Svez nel duo Maserio, Callister/Giorno Giovanna), a loro volta ospiti in “O tutto o niente” come in “Sandro O B”, senza dimenticare l’insolito esperimento “Viene e va”. Teniamo da parte questa prima coordinata geografica, corroborata da un habitué delle collaborazioni, Dope One, non a caso presente nel nostro archivio con “Armageddon mixtape” e “Iceolator”; la seconda è tracciata da una retta che va dal capoluogo campano fino alla metropoli più popolosa degli Stati Uniti, New York, sull’asse di quel 41° parallelo nord evocato quasi trent’anni fa da Polo e Sha-One nel loro esordio discografico: RayZa arriva da uno dei suoi boroughs, con più precisione dal Queens, è una guida di Hush Hip Hop Tours e nel 2019 ha realizzato l’album “August 11th” con Dj Gruff e il trombonista Gianluca Petrella. “N.I.L.N.Y. (Naples is like New York)” è la chiusura di un cerchio, quindi, titolo già esplicativo dello spirito che – almeno nelle intenzioni – anima gli oltre cinquanta minuti di durata.

Il progetto vive di una poliedricità che è sicuramente insita nel vocabolario musicale di Gruff: è lui, infatti, la costante principale dell’intera operazione, caratterizzata altresì da una coralità abbastanza spinta, visti anzitutto i contributi del bassista salentino Valerio (Combass) Bruno, oltre a Tony Esposito, Hola La Poyana, alter ego del cagliaritano Raffaele Badas, e Gavino Murgia, polistrumentista di Nuoro. Colori e sfumature non del tutto inedite nel lungo percorso del Nostro, tuttavia – come vedremo – a volte difficili da inquadrare in un equilibrio lineare, a maggior ragione se le contaminazioni sono anche linguistiche (inglese, dialetto e italiano, in percentuali decrescenti) e stilistiche (dalla old school ai synth più moderni). Ne discende un insieme composito, un po’ sbilenco nell’alternare una prima metà abbondante più a fuoco a un tratto conclusivo che dà quasi l’impressione di essere un’aggiunta posticcia, monca, dato che Dope One partecipa fino alla settima traccia, una scoppiettante titletrack con Clementino in deciso spolvero (succede sovente nei featuring), e in totale ne firma solo cinque.

Al contrario, RayZa presenzia nella maggior parte dei brani svelando un approccio articolato e non per forza classico, il flow si adatta a ogni tipo di suono e avvicenda barre spezzate a fitti extrabeat; peccato per quei ritornelli sgraziati, insistiti, delle vere stilettate nelle orecchie dovute a una voce aspra, stridula, che svela i propri limiti fin dall’efficace “Redemption”, il cui video ideato dal writer bergamasco V3RBO è una piccola chicca. Qui come in gran parte di “N.I.L.N.Y.” la visione positiva della giungla urbana e il senso di appartenenza all’Hip-Hop costituiscono i perni centrali delle singole strofe, ambiente tematico nel quale Dope One non può che essere a suo agio, sfoggiando come sempre del buon Rap. Con lui, la componente campana apporta quote significative di valore: Speaker Cenzou, poi Ekspo in “Napoli” con chiari riferimenti alle mutazioni del centro storico cittadino (<<nun ce vennimm’ a nu’ milione e’ b&b/icone e poesia pe’ na visione in 3D>>) e ancora Op.Rot, a giudizio del sottoscritto tra i migliori mc’s cresciuti all’ombra del Vesuvio, in “Weed the people”.

Sul medesimo piatto della bilancia, comunque e a prescindere, collochiamo Gruffetti. Lungi da noi volerne tratteggiare didascalicamente un modus operandi che dovreste conoscere a menadito, oggi come ieri ne apprezziamo tanto le irresistibili svarionate (<<ajò has fidanken, io senza anime sbilenche/ti porto il flow zen col kaioken/mica il finto Funk con le rime che/te le fan, che Telefunken>>) quanto le suggestive immersioni nei tagli ottenuti con fader e piatti, ad esempio nella coda scratchata di “O fumm”; dove storciamo il naso è nella definizione, ahinoi mancata, di un’identità che persista nello spazio compreso tra intro e outro. Passi per un beat brutto come quello di “The MC with the DJ” o per l’occasione in concreto persa di attingere dalla canzone napoletana, accenno presente sia in “Intro Nilny” che in “O fumm” e “N.I.L.N.Y.”, però non sviluppato mai per davvero, il problema è che a un certo punto si ha la sensazione di essere scivolati in un altro disco. E’ così da “Element”, che peraltro gode di un contributo come quello di Sadat X (Brand Nubian), seguita da “Breaking the world”, rivolta alle evoluzioni dei b-boy, “Wild style pt. 2”, omaggio alla scuola di Grandmaster Caz (The Cold Crush Brothers) e un altro grande pioniere quale Grand Wizard Theodore, e infine “Planet rock 2026 rmx”, piuttosto rumorosa per un sipario che cala immediatamente dopo su un evocativo Jazz.

Sarà forse una deduzione troppo scontata, ma a distanza di più ascolti “N.I.L.N.Y.” ci è parso un EP gonfiato e allungato con scarso criterio. Quale che sia la verità, il risultato è variabile e le ambizioni – in teoria alte – trovano una materializzazione solo parziale.

Tracklist

Dj Gruff, RayZa e Dope One – N.I.L.N.Y. (Naples is like New York) (Gotcha Rec 2026)

  1. Intro Nilny [Feat. Tony Esposito e Combass]
  2. Redemption [Feat. Speaker Cenzou e Combass]
  3. Napoli [Feat. Ekspo]
  4. Weed the people [Feat. Op.Rot, Combass e Hola La Poyana]
  5. O fumm [Feat. Combass]
  6. The MC with the DJ [Feat. Combass]
  7. N.I.L.N.Y. (Naples is like New York) [Feat. Clementino e Combass]
  8. Element [Feat. Sadat X]
  9. Breaking the world
  10. Wild style pt. 2 [Feat. Grandmaster Caz e Grand Wizard Theodore]
  11. Planet rock 2026 rmx
  12. Outro Nilny [Feat. Gavino Murgia]

Beatz

Tutte le produzioni di Dj Gruff tranne la traccia #12 di Surre

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