“Milky way” e’ il nuovo album dei XVI Religion

Anticipato dai singoli “Deep space” e “The lost boys 3”, il nuovo progetto dei XVI Religion (precedentemente conosciuti come 16 Barre) è un lavoro artistico che coinvolge più discipline. L’album è infatti accompagnato da una speciale fanzine legata all’immaginario di riferimento del disco, che è uno storytelling incastrato in una cornice galattica dalle diverse sfumature. “Milky way” è ambientato in uno scenario abitato dalle forme di vita più disparate, rimuovendo quindi la centralità della vita umana dalla narrazione; come nelle migliori serie sci-fi, i XVI Religion raccontano questo mondo con il loro stile peculiare: oscurità, esoterismo, momenti più hardcore e altri in cui riflettono sull’immensità dell’Universo, episodi al limite del surreale e altri incredibilmente realistici. Tutto ciò si alterna in un canovaccio in cui “Milky way” è l’inserto musicale di una rivista, “Cradle”, che è l’equivalente intergalattico di una pubblicazione sulla cultura Pop mainstream. Il disco vede la figura di Bob Hillverm, speaker radiofonico intergalattico, come host e narratore che fa capolino lungo tutta la tracklist, amplificando il potere evocativo delle tracce del gruppo. Le produzioni di Jack Burton – in alcuni casi affiancato da Boulevard Pasteur – si rivelano il tappeto sonoro ideale per un viaggio nello spazio più profondo, mentre le collaborazioni di Krin 183, Mac Myc, Kappa-O, Zeboh e Dj Tech si adattano alla perfezione al mondo ideato dai XVI Religion. Il disco, scritto interamente da JPK (John Princekin) e Benni, è disponibile anche in una speciale edizione in cui al CD si affianca proprio una copia di “Cradle”.

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