Themselves – CrownsDown

Voto: 3,5

Guess who’s back? Non è difficile rispondere alla domanda iniziale di Dose One, dato che qualche mese fa siamo stati travolti in pieno da “The Free Houdini” e dal suo carico di stile e schizofrenia. Sinceramente, ero già abbastanza soddisfatto; ma per Jel e Dose “Houdini” non era che un’anticipazione del loro terzo disco in studio, a sei anni di distanza da “Them”. Il concetto dietro “CrownsDown” non differisce da quello che animava “Houdini”, manca solo la sfilza di nomi illustri che vi avevano contribuito e che ci avevano non poco esaltati; e quindi si torna un po’ all’essenzialità, all’Hip-Hop scarnificato, al classico rapporto mc/produttore in “CrownsDown”, terza tappa di quello che pare un percorso a ritroso, che va dalla ricerca esasperata verso nuove soluzioni di deframmentazione dell’Hip-Hop di “The No Music” e “Them” e arriva al tipico guardarsi indietro per andare avanti che muove i fili dell’ultimo lavoro del duo di Oakland.

E’ un po’ un lavaggio della golden age nell’acido il suono che propongono i Themselves, che guardano sospiranti alla fine degli anni ’80, al suono della Bomb Squad e degli Ultramagnetic Mc’s, senza dimenticare la loro appartenenza ai Subtle. Jel offre ancora una volta vitalità e freschezza sul piano musicale, tirando giù imbastiture di sample decomposti ed Elettr(on)ici sopra ritmi nervosi, perfetti per il suo altrettanto nervoso compagno di gruppo, che dal canto suo sommerge l’ascoltatore con torrenti verbali supersonici e schizofrenici cambi di voce. Troviamo le versioni riviste e corrette di alcuni pezzi già ascoltati in “The Free Houdini” come “Back II Burn”, scritta assieme a Pedestrian, “Oversleeping”, “The Mark”, che vanta gli scratch di D-Styles e una delle rare prestazioni di Jel al microfono (che se la cava mica male), e “Romans Is As Roman Does”.

Ma il materiale esclusivo che troviamo è decisamente degno di nota, a partire da “Daxstrong”, con i featuring di Jordan Darlymple e Markus Archer dei 13&God, tributo allo sfortunato Dax Pierson, tastierista di Subtle e appunto 13&God, rimasto paralizzato nel 2005 in seguito a un incidente stradale proprio mentre si trovava in tour coi Subtle e che troviamo subito nella traccia successiva, “You Ain’t It”, in veste di cantante autotunizzato, la celebrazione del proprio produttore da parte di Dose in “Skinning The Drum”, traccia dai toni chiaramente old school, e la conclusiva “Gold Teeth Will Roll”, un chiaro e sempre attuale atto d’accusa verso l’industria musicale odierna.

“CrownsDown” è un disco senza dubbio di qualità, musicalmente impeccabile e liricamente adeguato, ma che sotto certi aspetti si rivela un po’ povero e poco sorprendente, privo di quel qualcosa che ci aveva fatto urlare di gioia in “The Free Houdini”. Forse sarebbe stato meglio preparare direttamente un nuovo e sostanzioso disco fra qualche tempo?

Tracklist

Themselves – CrownsDown (Anticon 2009)

  1. Back II Burn
  2. Oversleeping
  3. The Mark
  4. Gangster Of Disbelief
  5. Daxstrong
  6. You Ain’t It
  7. Romans Is As Roman Does
  8. Skinning The Drum
  9. Deadcatclear II
  10. Gold Teeth Will Roll

Beatz

All tracks produced by Jel

Scratch

All scratches by Jel except on track #3 by D-Styles

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