One Self – Children Of Possibility

Voto: 4

Se eravate tra quanti accusavano colpi di sonno improvvisi ai primi minuti degli album di Dj Vadim, sarete felici di sapere che il sior Peare ha cambiato per l’ennesima volta stile e stavolta ci sottopone dodici tracce sulle quali muoveremo la testa per cinquantanove minuti senza tregua! Questo fenomeno è riscontrabile anche in soggetti simili alla scrivente, che invece di dormirci, sulla saga “U.S.S.R.” ha letteralmente sbavato per anni; perciò la faccio breve: “Children Of Possibility” è un bell’album, senza sema.

Tutto ebbe inizio da un po’ di tour insieme: Yarah Bravo (cilena in Svezia), Blu Rum 13 (statunitense) e Dj Vadim (russo in Inghilterra) alla fine dei loro giri attorno al globo decidono che, tutto sommato, se la volontà c’è, le distanze geografiche non possono impedire di realizzare qualcosa di significativo in gruppo e nominano One Self il loro trio. Dopo una serie di 12” usciti prevalentemente negli Stati Uniti e nell’Europa civilizzata (chiaro il sottinteso?), nel 2005 esce finalmente “Children Of Possibility”, che in Italia – appunto – sta cominciando ad arrivare in questi mesi. Si presentano per primi apparentemente solo Blu Rum e Vadim con l’atmosfera profonda e solenne di “Fear The Labour”; scelta mirata a far intendere che in tutto l’album non ci saranno affatto perdite di tempo, zero skit e zero outro, la traccia più corta dura 3′ e 45” (“Bluebird”, ma probabilmente perché è il singolo).

No, non ho sbagliato a scrivere apparentemente: se ascoltate bene, le seconde voci di Blu sono cantate da Yarah, l’una fa le seconde voci dell’altro in quasi tutti i pezzi e, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, la cosa non stona affatto. Quando cantano insieme, i due mc’s hanno un’energia esplosiva che riescono a trasmettere molto bene al pubblico (“Trying To Speak”, “Be Your Own”, la stupenda “Unfamiliar Places”), lui ha una voce profonda e delle metriche precisissime, lo si potrebbe quasi scambiare per un mc di Drum’n’Bass, lei ha invece questa vocina morbida e melodica che usa per sferrare delle strofe tutt’altro che frivole. I testi di Yarah, ad esempio nelle strofe di “Bluebird” e “Over Exposed”, mirano a smontare lo stereotipo di rapper che si è oramai diffuso, criticandone gli aspetti tipicamente più grezzi (il fumo, l’alcool, le hoes) e promovendo invece un Hip-Hop non mainstream, che proponga i sani e originali principi della Cultura. Blu Rum tratta invece temi più personali (“Temptations”, “Paranoid”, “Sunshine”) con saggezza e ironia allo stesso tempo.

E, accennando a un cambiamento nello stile di Dj Vadim, non intendevo solo dire che avendo al fianco due mc’s il suo sound non è più un sottofondo astratto, bensì che i suoi beat sono davvero all’avanguardia: è difficile star fermi nella maggior parte dei pezzi e il risultato complessivo convince in pieno. Nell’album c‘è una sola traccia interamente strumentale, “SD2”, ma è impossibile ignorare tutto il lavoro presente nelle altre undici tracce, eccellente sia per scelta dei suoni che per programmazione.

Caratteristica dei One Self è dunque la sinergia del gruppo; e sorrido compiaciuta guardando la scrittina Ninja Tune sul retro della copertina: non ci si sbaglia mai.

Tracklist

One Self – Children Of Possibility (Ninja Tune 2005)

  1. Fear The LabourTrying To Speak [Feat. Demolition Man]
  2. Be Your Own
  3. Temptation
  4. Over Expose
  5. Bluebird
  6. SD2
  7. Paranoid
  8. Hollow Human Beings
  9. Cupid Smiling The Smile [Feat. Little Green]
  10. Sunshine
  11. Unfamiliar Places

Beatz

All tracks produced by Dj Vadim

Scratch

All scratches by Dj Woody

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