Eminem – The Eminem Show

Voto: 2,5

eminemshow500Con “The Slim Shady LP”, il suo primo album ufficiale, Eminem aveva stupito tutti grazie al flow aggressivo e un’irriverenza supportata da basi di buon livello; il secondo successo, “The Marshall Mathers LP”, confermava le qualità dell’mc ma dava l’impressione che, dal punto di vista del sound, il biondino avesse già in mente un percorso di avvicinamento al mainstream più scialbo, rinunciando in partenza ai beat più grezzi e ruvidi (dopo averlo visto al fianco di Dj Spinna e The High & Mighty, sempre in casa Rawkus, un po’ c’eravamo illusi che potesse conservare quelle amicizie…). Ora è la volta di “The Eminem Show” e mi sembra di poter dire che siamo finiti ancora più in basso dal punto di vista dell’originalità.

E’, a mio avviso, un fatto di obiettività: ascoltando lo show ci si rende subito conto che il prodotto Eminem gira di continuo su se stesso, è un ricalco delle stesse idee che (ci) piacevano in “Slim Shady”. Eminem – lo sappiamo – ha molta presa sul pubblico e bisogna dire che si presenta in maniera parecchio insolita: un ragazzetto bianco coi capelli ossigenati in un mondo di neri incazzati, un po’ depresso e un po’ pazzo. Ok, tutti d’accordo nel dire che quando corre in Lamborghini vestito da Robin e ci mostra il pacco non possiamo evitare di ridere, ma se la sostanza termina lì abbiamo un gran problema. Non a caso, ciò che qui non funziona non è certo il Rap di Eminem, ma, considerate le premesse e che oramai di acqua sotto i ponti ne è passata, forse era il caso di crescere, di ampliare l’offerta. E invece, gira e rigira, abbiamo di fronte un’uscita piatta, monotematica e parecchio carente sul fronte dei beat.

Sarà pure una questione di gusti, ma nelle vesti di beatmaker il nostro Marshall ha ancora tanto da imparare. Strumentali noiose, ripetitive, prive di variazioni; ascolti il disco e non c’è quasi nulla che riesca a catturare l’attenzione – e, sia chiaro, quando il turno passa a Dr. Dre la storia non è che cambi di molto… Il Dottore piazza tre tracce: “Business”, nella quale si riconosce la sua firma anche in assenza di grandi idee, “Say What You Say”, che passa via e non te ne accorgi, infine “My Dad’s Gone Crazy”, di cui convince solo la voce del bambino. Brani come “Square Dance”, “Say Goodbye Hollywood” o “Superman” sono invece uguali a tanti altri, andranno ad arricchire il repertorio dell’mc e faranno felici i suoi fan perché funzionano come dei meccanismi ben oliati.

Tra i pochi episodi interessanti segnalo “Sing For The Moment”, supportata da una produzione lenta e riflessiva, un buon ritornello cantato e delle rime ispirate. Ecco, Eminem dovrebbe muoversi in questa direzione e preoccuparsi di ciò che gli viene meglio: scrivere. Invece ci propone “The Eminem Show”, un album ancora una volta troppo lungo, poco invitante dal punto di vista musicale e in cui ritroviamo lo stesso Eminem che già conosciamo  benissimo. E la delusione è proporzionata a un talento che, se sfruttato a dovere, potrebbe portare a ben altri risultati.

Tracklist

Eminem – The Eminem Show (Aftermath Records 2002)

  1. Courtains Up (Skit)
  2. White America
  3. Business
  4. Cleaning Out My Closet
  5. Square Dance
  6. The Kiss (Skit)
  7. Soldier
  8. Say Goodbye Hollywood
  9. Drips [Feat. Obie Trice]
  10. Without Me
  11. Paul Rosenberg (Skit)
  12. Sing For The Moment
  13. Superman [Feat. Dina Rea]
  14. Hailie’s Song
  15. Steve Berman (Skit)
  16. When The Music Stops [Feat. D12]
  17. Say What You Say [Feat. Dr. Dre]
  18. Till I Collapse [Feat. Nate Dogg]
  19. My Dad’s Gone Crazy [Feat. Hailie Jade]
  20. Courtains Close (Skit)

Beatz

  • Eminem: 1, 5, 6, 7, 8, 9, 14, 18
  • Eminem with the co-production by Jeff Bass: 2, 10, 12
  • Dr. Dre: 3, 17, 19
  • Eminem and Jeff Bass: 4
  • Eminem with the additional production by Jeff Bass: 13
  • Eminem with the co-production by Denaun Porter: 16
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