Quando il sample ti scava nel cervello…

Comincio dagli ingredienti, dato che i fornelli un po’ c’entrano in questa piccolissima storia: Clint Eastwood, Lalo Schifrin ed Hervé Salters. Ok, così non si capisce niente, meglio andare con ordine… Mi sto preparando la cena (evito accuratamente il verbo cucinare ché sarebbe quasi un’offesa per i tanti chef che ci leggono – e non mi riferisco certo a Ghostface), in TV il buon “Ispettore Callaghan: il caso “Scorpio” è tuo!!” (“Dirty Harry”, 1971) di Don Siegel, primo film con protagonista il ruvido sbirro di San Francisco. Clint, con la sua faccia da duro e il pistolone sproporzionato (nel senso dell’arma) sempre sfoderato, dà la caccia a un serial killer che sta terrorizzando la città; a un certo punto, tra un appostamento sui tetti e un inseguimento a piedi, lo score di Lalo Schifrin incalza in un teso Funk che conduce il sottoscritto in un terribile corto circuito: io questo pezzo l’ho già sentito, deve averlo campionato qualcuno… Sì, ma chi? Prima, ovvia soluzione: whosampled.com; esito negativo, non riconosco il brano che cerco (scoprirò poi che, in effetti, non c’è). La mattina successiva, in ufficio, accendo il PC e cerco il disco, lo trovo, lo scarico (eh sì, a mali estremi…), lo metto su una chiavetta USB e mi sento proprio come il nostro Ispettore quando sa di essere a un passo dalla soluzione… Ore 18.30, esco, seleziono la cartella dal menù, parto su “Prologue/The Swimming Pool”, primo brano della soundtrack: non è lui. L’ascolto prosegue – non mi scoraggio – e finalmente arrivo alla traccia numero sette, “Scorpio Takes The Bait”, ho il sentore che possa essere quella giusta ma la piccola manciata di secondi che mi sta scavando nel cervello dal giorno prima tarda ad arrivare…fino al minuto 2.30! Eccolo, sei mio e ora so anche chi sei, perché mentre scorri nelle casse dell’auto l’associazione mi viene più facile del previsto. Il disco è “Cliquety Kliqk” di General Elektriks (che ho recensito qui), il pezzo è “F’acing That Void” (con i Maroons, ovvero Lateef The Truth Speaker e Chief Xcel), quelle poche battute di batteria sono un chiaro esempio del perché adoro l’Hip-Hop e quindi il beatmaking. E ve lo dovevo proprio raccontare…

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