Prodigy & Alchemist – Albert Einstein

Voto: 3,5

AlbertEinstein500A sette anni da “Blood Money” e uno da “H.N.I.C. 3”, oggettivamente irrilevanti entrambi, Prodigy torna sotto i riflettori affiancando uno tra i produttori più prolifici dell’ultimo biennio, Alchemist, che tra Gangrene, progetti solisti (“Russian Roulette”), un disco in free download con Domo Genesis, comitive nuove di zecca (Durag Dynasty) e connessioni sparse in ogni dove, ha trovato anche il tempo per offrire all’mc del Queensbridge un allestimento musicale invitante come pochi.

E allora cominciamo proprio da qui, perché è bene chiarire subito che il contributo cruciale è appunto quello del beatmaker losangelino: esteticamente “Albert Einstein” è un prodotto che ne sintetizza in maniera compiuta la recente evoluzione stilistica, ricorrendo spesso a sample scuri e, in senso lato, esotici (“lmdkv”, “Death Sentence”), deliziosi tagli Soul e Funk (“Give Em Hell”, “Y.N.T.“, “The One”) e composizioni piuttosto minimali che propongono abbinamenti classici (giro di piano, basso e batteria in “Stay Dope”) se non addirittura intramontabili (“R.I.P.”, uno dei brani migliori dell’album, pesca ancora “U.F.O.” delle ESG – da non confondere con Everyday Street Gangsta). Nella globalità si tratta di un percorso molto omogeneo, solo a tratti celebrativo del sound di matrice QB e necessitante di una performance lirica energica, dinamica; attributi, questi ultimi, che certo non descrivono il Rap del nostro Prodigy, imbrigliato in un flow che nel tempo si è fatto troppo slow e aggrappato, in sostanza, a un immaginario che ha già sparato (a proposito di street life…) la gran parte dei colpi decisivi.

Se, tuttavia, l’inventiva e la prepotenza di gemme come “Survival Of The Fittest” e “Shock Ones” sono legate al passato remoto dei Mobb Deep (e allo scoccare del ’96 di gruppi altrettanto potenti a New York se ne contavano pochi), nel suo insieme “Albert Einstein” non può comunque dirsi un’operazione priva di sostanza: con “Give Em Hell” (<<nobody could stop me/I’m the illest rapper probably on the earth>>) e “Dough Pildin” (<<look at me now, I’m growned up/I turned out to be a legend in my own time>>) P rinnova una fulgida tradizione di bastonate scagliate contro gli scarsi e i detrattori, né mancano gli storytelling (molto cupo quello di “Confessions”, nel quale l’insonnia conduce l’mc verso una drammatica passeggiata notturna) e l’immancabile tonnellata di punchline sparse in ogni dove (<<I’m alcoholed out/I can’t even drink orange juice ‘cause it remind me of the gin I was swimming in>> in “Breeze”, <<can’t come around no more your mouth running/sprints through New York like that marathon Puff did>> in “Bear Meat”, <<you challenge me and I’mma treat you like a female dog>> in “Curb Ya Dog”). Oltre a ciò, si tenga presente che i featuring sono tutti appropriati e, ben tre volte su sei (vedi alle voci Roc Marciano, Raekwon ed Action Bronson), mettono in ombra lo stesso padrone di casa.

Come anticipato in apertura, rispetto a “Return Of The Mac” abbiamo una collaborazione che pende con decisione in favore di Alchemist, i cui beat pastosi vengono valorizzati solo in parte dalla modesta ispirazione di Prodigy; il risultato finale è quindi imprevedibile seppure discontinuo, scorrevole ma esente da sorprese. Ne consiglio l’ascolto a prescindere, anche in vista di un confronto col gemello eterozigote “13”, per verificare con mano la somma di due personalità artistiche di indiscutibile caratura.

Tracklist

Prodigy & Alchemist – Albert Einstein (Infamous Records 2013)

  1. Intro
  2. lmdkv
  3. Give Em Hell
  4. Stay Dope
  5. Curb Ya Dog
  6. Death Sentence [Feat. Roc Marciano]
  7. Bear Meat
  8. Y.N.T. [Feat. Domo Genesis]
  9. R.I.P. [Feat. Havoc and Raekwon]
  10. Dough Pildin
  11. Confessions
  12. Bible Paper [Feat. The Alchemist]
  13. The One [Feat. Action Bronson]
  14. Breeze
  15. Raw Forever
  16. Say My Name

Beatz

All tracks produced by The Alchemist except track #13 co-produced by Adrian Younge