Lil Fame & Termanology – Fizzyology

Voto: 3/3,5

Inizialmente concepito come un disco del solo Termanology interamente prodotto da Lil Fame sotto l’acronimo di Fizzy Womack, “Fizzyology” ha cambiato forma in corsa e ha mutato pelle, divenendo in tutto e per tutto un album collaborativo. La mossa sembra essere stata provvidenziale nel salvare la situazione in corner, nel senso che Fame, nella sua doppia veste di rapper e produttore della maggior parte delle tracce, regala al progetto quel tocco fondamentale che, in qualche modo, cerca di riordinare la continuità di un album che con troppa evidenza presenta segni di concezione diversi da quelli di esecuzione.

La differenza tra gli stili dei due è palese, Termanology mantiene un’espressività vellutata e ricca di consonanti squillanti e pronunciate con decisione, mentre Fame ci mette grinta e potenza, i suoi due marchi di fabbrica; ma alla fine dei conti “Fizzyology” non riesce ad assumere un’identità precisa, sembrando piuttosto una collezione di pezzi solisti dell’uno e dell’altro, brani eseguiti in coppia e collaborazioni ampie. Se è vero che alcuni episodi riescono a mescolare bene queste diversità e che non manca una parte di materiale che spacca sul serio, è vero pure che una fetta un po’ troppo consistente dell’album, tra un beat molle e una performance lirica non troppo convincente, fa inevitabilmente scendere la qualità di un progetto che, viste le passate collaborazioni tra i due, aveva creato una certa aspettativa.

Già in fase di partenza l’album scopre il fianco mostrando un pizzico di sufficienza e prevedibilità, l’introduttiva “After Midnight” martella duro ma né per argomenti, né per selezione del beat, rappresenta qualcosa che faccia strappare i capelli; in “Fizzyology” presenzia un Alchemist che si accontenta di creare un’atmosfera spettrale senza dannarsi troppo; Statik Selektah, il produttore sulle cui basi Term suona meglio, ci prova ma non morde con la noiosa “From The Streets” (peccato, perché qui l’mc è davvero su di giri); e lo stesso Lil Fame incappa nel passo falso di “Hustler’s Ringtone”, che neppure il sempre apprezzabile Bun B riesce a salvare dalla fiacchezza. La parte centrale dell’album, con l’esclusione di “It’s Easy” e del suo tedioso giretto di piano, è quella che risolleva le sorti dell’insieme con un deciso colpo di reni. Fame, quando non scava per riesumare diversi campioni di matrice Soul come già usava fare per gli M.O.P., sfodera una delle sue migliori imitazioni di Premier con “Too Tough For TV”, una bomba di proporzioni assurde che combina una batteria grezza al taglio corto del sample in un ambiente colmo di distorsioni, mentre proprio Preemo in persona offre una delle sue piccole perle per “Play Dirty”, nella quale Termanology dà il meglio di sé (cosa non fa la presenza di uno dei più grandi produttori di sempre…) prima di cedere il microfono a un Busta Rhymes creativo, in pieno controllo del tempo nonostante l’altissimo voltaggio del suo flow.

J-Waxx Garfield firma uno dei pezzi migliori, “Not By You”, un solitario di Fame che parla delle sue immutate differenze di mentalità tra ieri e oggi, mentre l’essenza della Mash Out Posse è catturata in una fiala e sprigionata in “Endtro”, dove Fizzy Womack modera i bpm per un risultato breve ma centrato, grazie all’indovinato campione di violini. Il Soul viene fuori di petto in occasione della bella “The Greatest” e di “Family Ties”, quest’ultima affrontata in duo, nella quale ciascuno parla del proprio passato sofferto, violento, ma dove l’orgoglio di ciò che si è e i legami familiari contano più del resto. Nel finale, Termanology presenta un’interessante traccia dedicata a un ideale ragazzino, delineandone il probabile futuro violento (“Lil Ghetto Boy”, beat così così), prima di chiudere con una reunion che vede Billy Danze e la sua immancabile raucedine prendere parte alla riottosa “Crazy”, nonché con una discutibile riproposizione di “Thuggathon” costruita sull’identica base della versione precedentemente pubblicata su “1982” e la cui presenza, nonostante i versi siano rifatti da zero, lascia più di qualche perplessità.

Pur proponendo alcuni pezzi molto interessanti, nel suo complesso “Fizzyology” risulta un progetto grossolano e a tratti confusionario nella sua realizzazione. Termanology in passato ha fatto meglio di così e sembra crogiolarsi un po’ troppo nei suoi narcisismi, lasciando a Lil Fame la possibilità di fornire una prestazione globale di ottimo livello, al punto da far rimpiangere di non aver tenuto parte di questo materiale per “Sparta”. Buona la prossima, sperando sia organizzata meglio e che i bangers non siano solo quattro o cinque.

Tracklist

Lil Fame & Termanology – Fizzyology (Brick Records 2012)

  1. After Midnight
  2. Fizzyology
  3. Hustler’s Ringtone [Feat. Bun B]
  4. The Greatest
  5. From The Streets [Feat. Freeway]
  6. Play Dirty [Feat. Busta Rhymes and Styles P]
  7. It’s Easy
  8. Too Tough For TV
  9. Pray For Me [Feat. Kira]
  10. Not By You
  11. Family Ties
  12. Endtro (Fame & Glory)
  13. Lil Ghetto Boy [Feat. Lee Wilson]
  14. Crazy (Bonus Track) [Feat. M.O.P.]
  15. Thuggathon (Bonus Track)

Beatz

  • Fizzy Womack: 1, 3, 4, 7, 8, 9, 11, 12, 13
  • Alchemist: 2
  • Statik Selektah: 5, 14, 15
  • Dj Premier: 6
  • J-Waxx Garfield: 10

Scratch

  • Statik Selektah: 4, 14
  • Dj Premier: 6
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