Guru – Guru’s Jazzmatazz – Streetsoul

Voto: 3,5

Che il “Jazzmatazz” sia suo e di nessun altro, Guru sembra volerlo sottolineare già dal titolo posto al centro del fronte copertina, interrompendo la numerazione ferma a cinque anni prima. “Streetsoul” è il terzo capitolo dell’ormai noto progetto solista dell’mc dei Gang Starr, che tutto sommato anche questa volta porta a casa la partita; la differenza (sostanziale) è però la seguente: se di Jazz se n’è sentito in dosi generose nel volume uno e un pizzico meno nel secondo, qui si procede in tutt’altra direzione. Il tema musicale dell’album è infatti nel suo sottotitolo e il testimone passa dalle mani di Branford Marsalis, Donald Byrd e Roy Ayers a quelle delle numerose voci Soul/R’n’B (femminili e maschili) presenti nella tracklist, riuscendo comunque a conservare una timbrica squisitamente Hip-Hop nell’interezza dell’oretta abbondante di durata.

D’altra parte molti dei featuring proposti sono di indiscutibile qualità, tanto che in almeno due casi (quelli di Erykah Badu e The Roots) a indossare i panni dell’ospite è per certi versi lo stesso Guru, sopraffatto dalla personalità artistica debordante dell’una e degli altri. Al tempo stesso, i suoni sono affidati a molte mani differenti e se la filosofia del disco non ne risente, con lo stesso Guru impegnato in un terzo dei brani, il mood è decisamente più fresco e giocoso dei due “Jazzmatazz” precedenti. “Hustin’ Daze” ed “All I Said”, ad esempio, godono degli ottimi contributi di Donell Jones e Macy Gray, ben assistiti da Preemo e Neptunes; “Plenty” è semplicemente magnifica e una superba Erykah Badu (vedi sopra) siede anche alle macchine per una traccia che spiazza e coinvolge assieme; “Supa Love” intreccia l’ennesima collaborazione riuscita, affidando all’ugola di Kelis un ritornello bollente; “Night Vision” propone ad Isaac Hayes un suo stesso sample (“Walk From Regios”); “Timeless” chiude meravigliosamente “Streetsoul” incupendo quanto basta l’atmosfera.

Ciò detto, nella seconda metà del disco la luce sembra spegnersi in più di un episodio, da “No More” e “Where’s My Ladies?”, abbastanza anonime, a “Mashin’ Up Da World”, esperimento per nulla riuscito e che da solo toglie un mezzo punticino all’insieme. Ho lasciato invece per il gran finale “Certified”, spettacolare gioiellino firmato da Jay Dee per un Guru che, sul tempo sconnesso propostogli, sfila con assoluta leggadria: vale il prezzo dell’intero biglietto e quindi il consiglio è di cominciare l’ascolto proprio da lì…

Tracklist

Guru – Guru’s Jazzmatazz – Streetsoul (Virgin Records 2000)

  1. Intro
  2. Keep Your Worries [Feat. Angie Stone]
  3. Hustin’ Daze [Feat. Donell Jones]
  4. All I Said [Feat. Macy Gray]
  5. Certified [Feat. Bilal]
  6. Plenty [Feat. Erykah Badu]
  7. Lift Your Fist [Feat. The Roots]
  8. Guidance [Feat. Amel Larrieux]
  9. Interlude (Brooklin Skit)
  10. Supa Love [Feat. Kelis]
  11. No More [Feat. Craig David]
  12. Where’s My Ladies? [Feat. Big Shug]
  13. Night Vision [Feat. Isaac Hayes]
  14. Who’s There? [Feat. Les Nubians]
  15. Mashin’ Up Da World [Feat. Junior Reid and Prodigal Son]
  16. Timeless [Feat. Herbie Hancock]

Beatz

  • Guru: 1, 8, 9, 11, 14, 16
  • Dj Scratch: 2
  • Dj Premier: 3
  • The Neptunes: 4, 10
  • Jay Dee: 5
  • Erykah Badu: 6
  • The Roots: 7
  • Guru and Dj Premier: 12
  • Victor Flowers: 13
  • Agallah and Guru: 15

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