Ensi – Era tutto un sogno

<<Questo non è un ritorno/da quando ho cominciato/non c’è stato un solo giorno in cui abbia pensato/ora la smetto>>. Il duemiladodici ha visto Ensi impegnato su molti fronti: l’ingresso nel roster Tanta Roba, il primo posto a MTV Spit, l’uscita (consequenziale) di “Freestyle roulette mixtape” e, venendo a noi, il lancio di “Era tutto un sogno”, secondo progetto solista in poco meno di dieci anni fitti di pubblicazioni, collaborazioni e performance live. Oggettivamente, si tratta di un curriculum considerevole e piuttosto eterogeneo quando affianca un esordio di grande impatto (“Sotto la cintura”) e le sfide del 2TheBeat alle apparizioni su prodotti di enorme visibilità, da “Thori & rocce” e “Noi siamo il club” fino al discutibile “Hanno ucciso l’uomo ragno 2012”.

Credo si possa dire che l’mc più dotato (opinione personale) dei One Mic è tra i pochi ad aver trovato margini di coesistenza tra underground e mainstream senza dover rinunciare alla propria credibilità e un disco come “Era tutto un sogno”, in fin dei conti, lo dimostra, perché mette d’accordo un po’ tutti senza ricorrere alla facile cafoneria dei Club Dogo o alla meccanica riproposizione di un personaggio come fanno tanti altri. Ensi non è una Pop star, il che non implica automaticamente un giudizio di merito, ma sgombra il campo da pericolosi equivoci: tranquilli, è di Hip-Hop che si sta parlando. Più precisamente, Jari riparte da dove “Commerciale” terminava; non mi riferisco a somiglianze e analogie di cui, in effetti, si percepiscono solo minime tracce, bensì a un approccio globale che ne condivide numerosi spunti, a cominciare dalla scelta di frenare l’energia di una dimensione tecnica che ha già fatto vedere quanto in alto sia in grado di spingersi, assecondando la coraggiosa varietà tematica e musicale presente in “Era tutto un sogno”.

Il risultato, tuttavia, è diseguale e concentra i brani più interessanti principalmente nella metà iniziale dell’album, seguita da episodi che indeboliscono un equilibrio altrimenti capace di alternare con spigliatezza storytelling, orgoglio, sentimenti e autocelebrazione. Nelle prime otto tracce, si passa infatti dalle punchline di “Fresco fresco pronto per morire” (<<non rappo, io sequestro il beat e poi chiedo il riscatto>>) e “Abracadabra” al sincero amarcord di “Come il sole” e della nostalgica titletrack (<<siamo a cavallo del duemila, l’Hip-Hop declina/e io vivevo nelle storie di dieci anni prima/m’ascoltavo le puntate su cassetta e in cameretta spostavo via la tenda/fuori cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda>>); seguono un apprezzabile singolo garbatamente radiofonico (“Oro e argento“), un testo chiaro e diretto come “Orgoglio e vergogna”, la ferocia lirica di “Numero uno” (basti questa: <<e se la V era per vendetta ora la V è per vetta>>; peccato che la bella strumentale di Symone ricordi troppo “99 Problems”) e un’efficace combo con Salmo.

E’ qui che il sogno rischia di precipitare verso l’incubo: la stupidità di “Paper queen” (ringraziamo Guè per l’enorme ispirazione: <<tu non parlare, non siamo amici/te lo metto in bocca e fotto quel che dici>>) e “Nina mala” è francamente irritante, a maggior ragione poiché in aperta contraddizione con quanto di buono mostrato in precedenza, tra “Tangerine dream” (ottimo il refrain cantato di Raiz) e “Quello che voglio” si percepisce un corposo calo di originalità, anche a causa di due strumentali abbastanza anonime a firma The Orthopedic, e nel ricomporre i One Mic “Buon viaggio” ne attesta l’involuzione che ha condotto a un tedioso amalgama di retorica e synth. Fine? No, “Era tutto un sogno” si riprende proprio nelle ultime battute, prima con un gustoso omaggio a Torino (dispiace per il beat non altrettanto indovinato), poi con la vera chicca dell’album, “La scomparsa del pescatore”, un’intelligente riflessione sull’ispirazione artistica, quindi col “Gran finale”, conclusione stellare e rabbiosa con Kaos al micro e Res Nullius dei Crazeology alle macchine.

Tirando le somme, abbiamo un progetto trasversale e a tratti inattaccabile, però inferiore al potenziale enorme di cui Ensi dispone; un ascolto esplorativo, da qualsiasi parte stiate, è comunque tassativo.

Tracklist

Ensi – Era tutto un sogno (Tanta Roba 2012)

  1. Fresco fresco pronto per morire
  2. Abracadabra
  3. Come il sole
  4. Era tutto un sogno [Feat. Mama Marjas]
  5. Oro e argento [Feat. Samuel]
  6. Orgoglio e vergogna
  7. Numero uno
  8. Tutti contenti [Feat. Salmo]
  9. Paper queen [Feat. Guè Pequeno e Biggie Bash]
  10. Nina mala [Feat. Charlie P]
  11. Tangerine dream [Feat. Raiz]
  12. Quello che voglio [Feat. Julia Lenti]
  13. Buon viaggio [Feat. Raige e Rayden]
  14. Torino state of mind
  15. La scomparsa del pescatore
  16. Gran finale [Feat. Kaos]

Beatz

  • Symone: 1, 5, 7, 10
  • Dj 2P: 2
  • Big Joe: 3, 8
  • The Orthopedic: 4, 9, 11, 12
  • Dj Shocca aka Roc Beats: 6
  • Rayden: 13
  • Vox P: 14
  • Fritz Da Cat: 15
  • Res Nullius: 16