Salmo e Noyz Narcos – Cvlt

Presentando “Cvlt”, Salmo e Noyz Narcos hanno sovente dichiarato di aver cominciato a pensare a un progetto in duo già una decina d’anni fa, dunque – ricostruiamo a spanne – durante la lavorazione di “Dal tramonto all’alba”, featuring contenuto in “Localz only” del secondo con Fritz Da Cat. In questo lungo intervallo di tempo, le carriere artistiche dell’uno e dell’altro hanno imboccato traiettorie non troppo coincidenti: il rapper romano classe ‘79 ha diradato le sue apparizioni, prima paventando il proprio ritiro in concomitanza di “Enemy”, poi rientrando nel giro con un album (più documentario) che abbandonava il circuito delle major, “Virus”; il collega olbiese, di cinque anni più giovane, si è dato invece al multitabling, tra serie TV, tuffi in piscina a Sanremo, successi collaterali (“Machete mixtape 4”), pubblicazioni di live e unplugged, oltre a – last but not least – una terzina di titoli solisti che, nel tratto composto da “Playlist” e “Flop”, evidenziavano un palese incremento di ibridazioni col Pop. Percorsi diversi, accomunati però da un immaginario che pesca nel medesimo, torbido serbatoio: cinema di serie b, nichilismo, cattivo gusto, violenza, indole dissacratoria; l’iconoclastia no, quella è stata accantonata da un bel po’.

Efficacissimo, lo sappiamo, il marketing: dai misteriosi cartelloni affissi a Milano a un vero e proprio cortometraggio realizzato con Dario Argento e disponibile solo su Prime Video, passando per un concept grafico che cita appunto il giallo all’italiana e l’horror, a seconda della versione scelta. Aggiungiamo una discreta autarchia, con tre sole aperture in scaletta verso l’esterno e un comparto produttivo ristretto in sostanza a due soli attori più lo stesso Salmo a supervisionare il tutto, e il quadro si dettaglia di ulteriori sfumature, finalizzando il senso ultimo del disco nel richiamo esplicito al culto, al raggiungimento di uno status che è privilegio di pochi; discorso che sembra subito emergere nell’introduttiva “Anthem”, tra i continui e riusciti riferimenti incrociati alle rispettive strofe, in una sorta di ribaltamento che sottolinea l’iconicità e la riconoscibilità di svariate prove firmate da entrambi i protagonisti. A corredo di ciò, come dimostra la successiva “Cringe” (<<fai jackpot, rappo ancora cor cavallo basso/suono rétro, non cagarmi il cazzo o t’ammazzo>>), una generosa dotazione di punchline.

“Incubi”, estratto quale primo video, è l’occasione giusta per abbinare altra cinefilia (dalla tetra filastrocca di “Nightmare 2 – La rivincita” al <<buon vecchio Ludwig Van>> di “Arancia meccanica”) a un’accurata scenografia che, grazie alla regia dei romani YouNuts!, riflette il lato più macabro dell’operazione. Arriviamo quindi, sull’onda di un innegabile crescendo di energia, al potenziale highlight di “Cvlt”: “Respira” – in anteprima lo scorso settembre sul palco del Marrageddon – è un brano di oggettiva potenza, complici il sample di “Breathe” dei The Prodigy (e la cosa, a esser franchi, ci perplime, perché campionare un beatmaker, l’immenso Liam Howlett, fa pericolosamente rima con paraculismo – peraltro facendo il bis in “Brujeria”, che pesca da “Who Dat Boy” di Tyler, The Creator) e un Marracash enorme, che risponde all’invito restituendo una quarantina di barre, chiusure micidiali e rapidi cambi di flow. Insomma, fino a qui tutto bene come diceva quello? Dipende. Che l’abbrivio abbia un passo scattante, coinvolgente, è un dato di fatto; al tempo stesso, la formula rispecchia le previsioni al millimetro e, per dirla con un filo d’ironia, se interrogato, ChatGPT avrebbe restituito un risultato non così distante dalla realtà.

Di conseguenza, l’equazione comprende altresì quei fiacchi ritornelli cantati da Salmo che, si vedano “Miracolo” e “Matrioska”, penalizzano l’ascolto; il citazionismo, alla lunga, è ridondante, posticcio, un attributo appiccicato a caso su dei testi qualunque (chi ha visto Tarantino e Rodriguez in “Grindhouse” ha delle abilità che a noi mancano); l’ispirazione di alcuni storytelling è, ci ripetiamo, frutto di una guida col pilota automatico (la titletrack). Pignoleria nostra, forse: “Cvlt” mira a un intrattenimento abbastanza fruibile, lasciando a bocca aperta tutte quelle testate che reputano eccezionale – nel senso di poco frequente – che il Rap sia preponderante in un’uscita Hip-Hop o che si faccia riferimento a “Hypnotize” e “It Was Written”, e da quest’obiettivo non si allontana neppure per errore. A seconda dei gusti, può bastare o meno – e basterà ai fan, è chiaro; a opinione di chi scrive, tuttavia, la carica iniziale si spegne presto, proponendo racconti d’amore che giocano sul prevedibile contrasto tra testi espliciti e refrain melodici (“My love song 2” con Coez e Frah Quintale) e doppioni di scarso interesse (“Nightcrawlers”). Non si discute, viceversa, sull’intesa tra Salmo e Noyz, che è solida e si esprime al 100% soprattutto negli episodi di puro impatto, da “Brujeria” (con cassa dritta in coda) a “Croci € Cristi”.

Che nel suo ambito “Cvlt” sia il disco grosso del periodo, è fuori di dubbio; che sia migliore delle recenti fatiche in solitaria dei due, anche; e che non potessimo attenderci un “Verano chainsaw massacre”, lo sapevamo. D’altro canto, l’elemento d’interesse si esaurisce in un paio di hit ben assestate, con contorno di brutalità e provocazioni note; il sound è quello richiesto, ma non ha nulla di realmente eversivo; e la performance di Marra straccia tutte le altre. Tornando al cinema: quando, nel 2001, andai a vedere “Non ho sonno”, prevalse la delusione perché, da appassionato dell’Argento delle origini, non ne avevo ritrovato le atmosfere più riconoscibili; in seguito a orrori – qui in negativo… – ben peggiori, quel film è via via diventato un accettabile compromesso tra la brillantezza degli esordi e l’inadeguatezza del presente. Ecco, “Cvlt” potrebbe essere il “Non ho sonno” di Salmo e Noyz Narcos: non ha sbavature imperdonabili, si ascolta con distrazione crescente.

Tracklist

Salmo e Noyz Narcos – Cvlt (Sony Music Entertainment Italy/Columbia Records 2023)

  1. Anthem
  2. Cringe
  3. Incubi
  4. Respira [Feat. Marracash]
  5. Miracolo
  6. Cvlt [Feat. Kid Yugi]
  7. Brujeria
  8. Croci € Cristi
  9. My love song 2 [Feat. Coez e Frah Quintale]
  10. Kilometri
  11. Maledetti
  12. Grindhouse
  13. Matrioska
  14. Nightcrawlers
  15. La fine

Beatz

  • Luciennn: 1, 10, 12, 14
  • Luciennn e Salmo: 2, 5
  • Sine: 3, 4, 7, 9, 13, 15
  • Salmo: 6
  • Sine e Luciennn: 8
  • Sine e Ford78: 11

Scratch

  • Dj Gengis: 14