Kenn Starr – Starr Status

Voto: 4 +

Sull’Hip-Hop dell’anno che volge al termine non si è detto un granché bene. In molti hanno parlato di un’annata magra, non tanto per il numero di vendite e uscite, quanto per i risultati, in diversi casi al di sotto delle aspettative. Personalmente, resto dell’idea che a voler scavare con un po’ più di attenzione le sorprese non manchino mai, specie quando si ha a che fare con nomi e collettivi non particolarmente famosi. Il disco d’esordio di Kenn Starr rispecchia in pieno quanto appena detto, la sua spontaneità (potremmo anche chiamarla immediatezza) offre sfumature decisamente gradevoli e il perfetto equilibrio tra musica e liriche testimonia l’ottima integrità della Low Budget Crew.

Originario della Virginia, l’mc ha mosso i primi passi assieme a Talib Kweli, J-Live, Little Brother, Kev Brown (amicizie mica male…), approdando infine alla Halftooth; oltre al mixtape “The Starr Report”, che anticipava di poco “Starr Status”, le sue apparizioni più importanti sono quelle nella compilation “You Don’t Know The Half” e al fianco di Kev Brown, The Foreign Exchange, Wordsworth e Cesar Comanche. Per il suo primo LP, Kenn ha a disposizione un invidiabile assortimento di beatmaker, da Oddisee (il nome che torna più spesso nell’elenco) al fido Brown, passando per Illmind, M-Phazes, Khrysis, Roddy Rod e Young Cee: ognuno di questi signori fa un lavoro egregio e “Starr Status” può vantare una solidità che è spesso difficile riscontrare nei dischi prodotti a più mani, qualche scossone piazzato qua e là forse avrebbe reso l’atmosfera meno uniforme, ma nell’insieme è impossibile spendere giudizi negativi su queste sedici tracce piene di Funk, Soul, raffinati giri di pianoforte e beat di gran classe.

Le combinazioni migliori (a titolo di esempio) le troviamo in “Against The Grain”, “Middle Fingaz”, “Back At It Again” (le ultime due firmate da M-Phazes), “Never Too Late”, “Carry On”, “Nothing But Time” e “Know Too Much”. Altrettanto costante il rendimento al microfono, Kenn Starr non è un principiante e riesce a muoversi senza difficoltà dal puro esercizio di stile (“Middle Fingaz”) all’introspezione (“Waitin’ On You”), conservando sempre un lessico curato e un pizzico d’ironia. Ciliegina sulla torta, se proprio ce ne fosse bisogno, i featuring e una manciata di ritornelli cantati: Kev Brown, M-Phazes (un tantino più su degli altri) e Oddisee li abbiamo già citati, ora è la volta di Wayna, Supastition, Median e Kweli, che onorano nel migliore dei modi il rispettivo contributo in scaletta.

Se non avete ancora scritto la letterina a Babbo Natale, lasciate una riga per Kenn Starr: magari ne ha una copia nel suo grosso sacco…

Tracklist

Kenn Starr – Starr Status (Halftooth Records 2006)

  1. Starr Status (Intro)
  2. Against The Grain
  3. Relentless [Feat. Kev Brown]
  4. The Same Pt. 2
  5. Mr. Nice Guy [Feat. Wayna]
  6. Middle Fingaz
  7. U Will
  8. Never Too Late [Feat. Sean Born]
  9. Carry On [Feat. Supastition and Darien Brockington]
  10. Waitin’ On You
  11. Inside [Feat. Wayna]
  12. Back At It Again [Feat. M-Phazes and Median]
  13. Nothing But Time [Feat. Oddisee]
  14. Another Day [Feat. Sean Born and Chronkite]
  15. Know Too Much (To Go Back)
  16. If [Feat. Asheru and Talib Kweli]

Beatz

  • Oddisee: 1, 4, 5, 9, 15, 16
  • Illmind: 2, 11
  • Kev Brown: 3, 8, 14
  • M-Phazes: 6, 12
  • Roddy Rod: 7
  • Khrysis: 10
  • Young Cee: 13
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