Freestyle Professors – Gryme Tyme

Voto: 4,5

freeprofgt342Immaginate di poter avere a disposizione una qualsiasi macchina o incantesimo per viaggiare nel tempo, per poter raggiungere qualsiasi luogo in un preciso istante temporale, decidendo di visitare la città di New York all’inizio degli anni novanta, in piena golden age dell’Hip-Hop, spingendovi in un preciso angolo della Grande Mela: il Bronx. Quel che potreste percepire, tra suggestioni, sensazioni, profumi e suoni, è oramai il passato, irripetibile, qualcosa di mitico

Ecco il classico boom-bap, le casse precise e profonde (“Intro”, “Turn My Headphones Up”), quelle che ti fanno muovere la testa su e giù come un ossesso e che, vuoi o non vuoi, non puoi evitare di seguire. Poi un suono grave e profondo, gli altrettanto secchi, decisi e dominanti rullanti, i quali non fanno altro che andare a completare un beat nel senso più letterale del termine: la batteria, fulcro del ritmo e della musicalità dell’Hip-Hop, e una linea di basso semplice ma nitida. Una volta individuati gli elementi di base, salgono imponenti in cattedra i più classici sample, raccolti qua e là all’interno di un ampio panorama musicale e con un gusto che fa venire i brividi; sono pianoforti e archi (“Valley Of Death”, “Jump On It”) pazientemente tagliati e accostati sino a formare un blocco granitico e ben amalgamato che, saldandosi con i set di batteria, danno vita a basi incredibili, prive di artifici e pacchianate che risulta difficile digerire.

Ora, aguzzando attentamente l’udito e infilandosi lentamente tra quel gruppetto di persone riunite in un cerchio su un lembo d’asfalto o ai bordi di un playground, è possibile percepire una sorta di racconto scandito, parola dopo parola, con un fenomenale accostamento di rime, senza che il susseguirsi della storia perda mai d’incisività o pathos. I due mc’s, perché di questo si tratta, c’introducono in un mondo sotterraneo, nascosto, un mondo che, sebbene abbandonato a se stesso, viene a galla con tutto il suo carico di rabbia e ingiustizie: padri che a fine mese non riescono a sfamare la propria famiglia, fratelli che la famiglia l’hanno abbandonata per un buco, preghiere scandite sotto il peso della disperazione.

La storia prosegue narrando di faide tra bande rivali nello spaccio di droga e di chi, con il sudore della fronte e tanta volontà, è riuscito nell’intento di sopravvivere e costruire un avvenire di grande rispetto. E’ così che il Bronx esprime tutto ciò che ha generato, ovvero una Cultura, raccontandoci le sfaccettature della vita quotidiana, l’amore per la musica e quel po’ di divertimento che anche all’interno di un contesto difficile risulta essere l’unica fonte di svago e di libertà. Il viaggio si conclude qui, con la consapevolezza di un’origine e di come questa si sia evoluta, ramificandosi in tutto il pianeta. Buon ascolto; e grazie di cuore ai Freestyle Professors.

Tracklist

Freestyle Professors – Gryme Tyme (Freestyle Records 2009)

  1. Intro
  2. Turn My Headphones Up
  3. Valley Of Death
  4. Who Am I?
  5. Luv U [Feat. Stanley Grimes and Dj Rockalot]
  6. Confuse A Few [Feat. Lord Finesse]
  7. Breakin’ Tha Rules
  8. Gryme Tyme
  9. Jump On It [Feat. Don Q and Akbar]
  10. Let Me Tell You Something
  11. Time Flies
  12. The Lord’s Prayer
  13. The Breakdown [Feat. Lil’ Sha]
  14. Testify
  15. We Comin’
  16. Those Was The Days (Remix) [Feat. Kasha]
  17. Think About It
  18. Radio
  19. Knick Knack [Feat. Stanley Grimes and Akbar]
  20. Outro [Feat. G.W. Foxx]

Beatz

  • Branesparker: 1, 2, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 18, 19, 20
  • J Supiria: 3
  • Lord Finesse: 6
  • Minnesota: 11
  • Buckwild: 12
  • Showbiz: 15
  • 12 Finger Dan: 16
  • Diamond D: 17

Scratch

All scratches by Dj Grand Wizard Shake

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