Ill Bill & Vinnie Paz – Heavy Metal Kings

Voto: 4 +

Ill Bill e Vinnie Paz sono senza dubbio due personaggi accomunabili sulla base di una considerevole serie di motivi, così come lo sono i rispettivi collettivi di appartenenza, Non Phixion e Jedi Mind Tricks, spesso presi da invettive politiche, tematiche con sfondi di violenza e teorie di cospirazione mondiale divenute oramai chiodo fisso per entrambi. Proprio dal titolo di una vecchia traccia dei Jedi Mind Tricks con il featuring di BIll, nacque l’appellativo Heavy Metal Kings, oggi utilizzato dai due rapper per unire le proprie forze trasformando i loro ideali collimanti in un album intero, costituito dal noto mix di assalti verbali, attacchi anti-governativi e polemiche religiose, il tutto allegato al consueto sottofondo di musiche tese, ossessionanti, che non trovano sfumatura alcuna.

Riempito a dovere di riferimenti satanici e costellato di citazioni di personaggi promotori delle ipotesi di cospirazione del New World Order, il disco parte con “Keeper Of The Seven Keys”, prima di una lunga serie di menzioni a titoli e gruppi che hanno fatto la storia dell’Heavy Metal (fissa di entrambi gli mc’s), ed è già chiaro l’umore cupamente sarcastico che assume i gradi di protagonista nella maggior parte delle tracce (<<I don’t mean weapons when I’m sayin’ that I’m dealing arms…>> – lo zio Vinnie non cambia mai!), con C-Lance a porre una significativa firma su una base di enorme potenza che continua a sottolineare un’ascesa per lui oramai inarrestabile nel novero dei migliori produttori underground in circolazione. Sembra invece di tornare ai Non Phixion di “Black Helicopters” quando Bill cita personaggi quali Malachi York e William Cooper, teorici cospiratori a suo parere meritevoli di aver visto il futuro in anticipo e perseguitati dai ciechi, concetto sostenuto anche dal campione di Nas utilizzato per il coro.

Il duo offre persino una biografia alternativa di Gesù Cristo in “Impaled Nazarene”, costruita su un loop di chitarra e piano, mentre Vinnie segna un fuoricampo nella successiva “Children Of God”, introducendo la sua strofa con gancio diretto sul muso dei preti pedofili, contrapponendosi a un Ill Bill che preferisce inveire contro l’11 settembre e le presunte falsità perpetrate dal Governo. I toni restano minacciosamente scuri in “Blood Meridian”, base magistrale di Gem Crates più che adatta all’atmosfera horror delle rime, ed accompagnata da un video colmo di riferimenti malefici; terrore è ciò che si desidera sortisca l’inizio della cattivissima strofa di Bill in “Age Of Quarrel”, altra bordata impostata su un doppio giro di piano intimidatorio. La parte centrale del disco ospita ben tre posse cut quasi consecutive tra le quali primeggia “The Vice Of Killing”, dove risaltano musica classica e rullanti compatti, ma soprattutto ennesima dimostrazione dello spessore tecnico al microfono del Braunstein più grande, ottimamente accompagnato dai featuring di Reef e di un altro Non Phixion, Sabac Red; “Metal In Your Mouth” sparge un po’ di Coka Nostra con Slaine e Q-Unique; “Devil’s Rebels” è invece la meno incisiva, essendo la base inferiore al livello generico dell’album e un po’ fiacco il contributo di Crypt degli OuterSpace, il cui tono non cambia veramente mai qualsiasi sia l’album dove compaia.

Il rush finale, anziché riempirsi di materiale inutile come spesso accade, alza ulteriormente il volume e propone “Terror Network”, altra sberla di C-Lance orchestrata su un pianoforte, “Leviathan”, una gemma di Muggs claustrofobica nei suoni e mitologica nel testo (l’abbinamento con il refrain di “4th Chamber” è sublime) e “Splatterfest”, violenta quanto basta, stesa su una stupenda base e impreziosita da un perfetto sample di GZA nel ritornello (<<Clips are fully loaded, and then blood flush the lawn>>). “Heavy Metal Kingz”, pur proponendo alla lunga argomenti molto simili e denotando differenze tecniche a volte rilevanti tra la scioltezza metrica di Ill Bill e la saltuaria monotonia omicida di Vinnie, è un lavoro granitico nella sua solidità, data in primis dal fatto di aver chiamato a raccolta una decina di produttori per sedici tracce impostate in maniera univoca, dove ogni manipolatore di suoni ha interpretato al meglio ciò che l’album voleva esprimere.

Imperdibile per i fan di Jedi Mind Tricks, Ill Bill, Army Of The Pharaohs, Non Phixion e in genere di tutte le pubblicazioni in stile Enemy Soil. Brrrat!

Tracklist

Ill Bill & Vinnie Paz – Heavy Metal Kings (Pazmanian Devil Music/Uncle Howie Records 2011)

  1. Keeper Of The Seven Keys
  2. Eye Is The King
  3. Impaled Nazarene
  4. Children Of God
  5. Blood Meridian
  6. Oath Of The Goat
  7. King Diamond
  8. The Vice Of Killing [Feat. Reef The Lost Cauze and Sabac Red]
  9. Devil’s Rebels [Feat. Crypt The Warchild]
  10. Age Of Quarrel
  11. Metal In Your Mouth [Feat. Q-Unique and Slaine]
  12. Terror Network
  13. Leviathan (The Spell Of Kingu)
  14. The Crown Is Mine
  15. Splatterfest
  16. The Final Call

Beatz

  • C-Lance: 1, 12, 14, 15
  • Junior Makhno: 2
  • Grand Finale: 3
  • Ill Bill: 4, 7, 16
  • Gem Grates: 5
  • Vherbal: 6
  • Sicknature: 8
  • Shuko: 9
  • Jack Of All Trades: 10, 11
  • Dj Muggs: 13

Scratch

  • Dj Kwestion: 1, 5, 11, 15
  • Dj Eclipse: 2, 10, 14
The following two tabs change content below.
Mistadave

Mistadave

Mistadave

Ultimi post di Mistadave (vedi tutti)

Related posts

oceanwisdomchaos93.jpg
IllBillSeptagram.jpg
LushlifeCSLSXRitualize.jpg