Dj Sensei – Crescendo the dark side of Funk

L’Hip-Hop italiano di metà anni novanta aveva una spiccata abilità nel riuscire a colloquiare con generi assimilabili alla medesima famiglia, ma tra loro ben distinti: Raggamuffin, Electro, Crossover e Jungle erano termini spesso presenti nel lessico del tempo, discorso che comporterebbe riflessioni sul periodo delle posse che qui e ora non ha senso riaccendere, tuttavia è bene almeno sottolineare come questo copioso ibridare non avesse nulla a che vedere con le (di)sgraziate proposte musicali odierne che uniscono senza vergogna né ritegno Rap, Pop e Dance. La premessa non è al servizio della solita, inutile morale, semplicemente per spiegarci un disco come “Crescendo the dark side of Funk” (e forse anche un produttore eclettico come Ice One aka Dj Sensei aka Electro Disciples) occorre ripartire dalle peculiarità di una stagione musicale che, seppure nella sua fase embrionale, era forgiata da un background adeguato al ruolo cui aspiravano i suoi protagonisti, ovvero quello di musicisti.

Beatmaker quali Ice One, Neffa e David Nerattini (li affianco per ottenerne un esempio: sono nomi e carriere che tra loro avrebbero poche affinità, se non il decennio di nascita), nei lavori dell’epoca riuscivano a trasmettere riferimenti inequivocabili all’Hip-Hop delle origini, al Funk e al Soul, perché era proprio da che la loro ispirazione attingeva, come dimostra appunto “Crescendo…”. Di cosa stiamo parlando? Di un sorta di beat tape ante litteram che, alla densità compositiva del coevo “Endtroducing…..”, preferiva architetture tradizionali tra sample e breakbeat il cui comune denominatore risiedeva appunto nel mood cupo e teso dei ventidue brani. Per inciso: il riferimento al lato oscuro credo sia un omaggio a “Star Wars”, non ai Pink Floyd, anche perché a distanza di qualche mese Ice One indosserà i panni di Sebi One Kenobi in “Odio pieno”; chiusa parentesi.

Di “Crescendo”, che ai giorni nostri ha raggiunto la maturità anagrafica, emergono anzitutto i cambi di marcia all’interno del pattern (“Body’n’soul” raddoppia all’improvviso la battuta e diventa pura Jungle), gli accenti Library (“Strange strings”, “Spookie encounters”), la varietà dei campioni, in particolare nella scelta dei pianoforti (non ho mai capito se “Funky piano” riprenda direttamente “Shimmy Shimmy Ya” o utilizzi nello stesso modo le prime note di “Knocks Me Off My Feet”) e la naturale propensione del Seba a stratificare e incattivire ciascuna batteria (“Positive vibes”, dal chiaro flavour old school, “Mega – giga – tera”). Gli altri elementi di sicuro interesse vanno individuati nella presenza di sonorità prossime all’Industrial (“Call of the wild” e “Tantradelic” ne abbondano), nella ballabilità di molte tracce (“Cosmic Funk”, “Day by day”, “The sound of the year”) e nei segni marcati di un percorso che ha sempre evidenziato numerose sfumature, passando dall’atmosfera meditativa di “Abstract Jazz” a quella incontenibile di “Look into the future” (quasi una bozza di “Rest in party”, poi su “Scienza doppia H”).

Ad ascoltarlo oggi, “Crescendo the dark side of Funk” non riesce a occultare le proprie rughe (sarebbe strano il contrario), ciononostante è facile coglierne il grado di novità (entro i confini nazionali) per una scena ancora vergine a questo tipo di progetti e negli anni a seguire mai del tutto esplorata nelle sue più ampie direttrici. Più unico che raro.

Tracklist

Dj Sensei – Crescendo the dark side of Funk (Irma Records 1996)

  1. Cosmic Funk
  2. The dragon and the tiger
  3. Body’n’soul [Feat. Electro Disciples]
  4. Positive vibes
  5. …from the darkness
  6. Call of the wild
  7. Day by day
  8. Armageddon
  9. …from the crypt
  10. Strange strings
  11. The sound of the year
  12. Spookie encounters
  13. Abstract Jazz
  14. Mega – giga – tera
  15. Good vibrations
  16. Sensei in deep meditation
  17. The sinphony
  18. Tantradelic
  19. Funky piano
  20. …from the hell
  21. Sensei’s theme
  22. Look into the future [Feat. Electro Disciples]

Beatz

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