Blaq Poet – Tha Blaqprint

Voto: 3

BpoetBprint500Chi mastica un quantitativo sufficiente di musica Hip-Hop non avrà difficoltà ad associare il nome Blaq Poet agli Screwball, al Queensbridge e, più di recente, a Dj Premier, di conseguenza sarebbe logico aspettarsi che “Rewind: Deja Screw” (2006) e “Tha Blaqprint” siano due dischi da non lasciarsi assolutamente sfuggire. Per ragioni in parte differenti, invece, non è del tutto così: mentre il primo, pur tenendosi su livelli complessivamente superiori, si era rivelato un mezzo album, una raccolta più che un esordio solista vero e proprio, il secondo manca il bersaglio per qualche scivolone di troppo del signor Christopher Edward Martin, che delle quindici tracce ne produce addirittura tredici.

Detta così la cosa potrebbe apparire come una colossale eresia perciò è doveroso un piccolo chiarimento: parlandovi di “Politics As Usual” e “The Hour Of Reprisal” (ma potrei aggiungere “Welcome 2 G-Dom”, che a me non ha detto molto) avevo già sollevato qualche dubbio sulla recente staticità di Preemo, intrappolato oramai in formule che tutti conosciamo perfettamente, a mio avviso “Tha Blaqprint” è appunto la chiusura del cerchio di un percorso che procedeva pericolosamente verso il basso. Certo, pezzi come “I-Gittin” o “Don’t Give A Fuccc” renderanno senz’altro felici tutti i fan del produttore, a un orecchio allenato tuttavia non sfuggiranno né i tanti déjà-vu (“What’s The Deal?”, “Never Goodbye”), né i colpi più fiacchi (in particolare direi “Stretch Marks And Cigarette Burns”); conseguenza quasi ovvia è che sul posto più alto del podio svetti “U Phucc’D Up”, al cui beat troviamo un sempreverde Easy Mo Bee, seguono “Ain’t Nuttin’ Changed”, “Hood Crazy” e la già citata “Don’t Give A Fuccc” – inutile però cercare qualcosa che pesi quanto, che so, “Bang This”.

Detto ciò, comunque, non dimentichiamo che al microfono non c’è mc-tal-de-tali ma Blaq Poet: al contrario (sigh!) di Premier lui è decisamente in forma, ignorante come ci si aspetterebbe, diretto, hardcore, col suo stile quasi elementare BP affronta argomenti di varia natura, dalle droghe (“U Phucc’D Up”) all’Hip-Hop newyorkese (“Ain’t Nuttin’ Changed”), dalla politica (“Crazy Hood”) all’epitaffio per KL, anche lui negli Screwball (“Never Goodbye”), dal puro storytelling (“S.O.S.”, “Sichuwayshunz”) ai tanti dubbi di “Voices” (<<I hear voices/and it sounds like Biggie/asking me what up with New York City/why y’all niggas ain’t putting up big numbers/African nigga’s bootlegging every summer/yo, what the fuck/ya’ll better get at them/if y’all niggas trying to go gold and platinum>>). Insomma, sembrerà un paradosso eppure l’unica conclusione cui giungo è la seguente: se dietro “Tha Blaqprint” ci fosse stato il Dj Premier che conosciamo staremmo senz’altro parlando di uno tra i migliori dischi di tutto il duemilanove, la realtà è invece un’altra e suona alquanto sinistra, perché è proprio a causa di quest’ultimo che “Tha Blaqprint”, ahinoi e ahiloro, si assesta attorno a una sufficienza quasi stentata. Eh sì, è davvero un paradosso.

Tracklist

Blaq Poet – Tha Blaqprint (Year Round Records 2009)

  1. I-Gittin
  2. U Phucc’D Up [Feat. KL]
  3. Ain’t Nuttin’ Changed
  4. What’s The Deal?
  5. Legendary Pt. 1 [Feat. Nick Javas and NYG’z]
  6. Hood Crazy
  7. Voices
  8. Hate [Feat. N.O.R.E.]
  9. Sichuwayshunz
  10. Stretch Marks And Cigarette Burns [Feat. Panchi and Imani Montana]
  11. S.O.S.
  12. Let The Guns Blow
  13. Don’t Give A Fuccc
  14. Rap Addiction [Feat. Shabeeno and Lil’ Fame]
  15. Never Goodbye (Tribute To KL)

Beatz

  • Dj Premier: 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 12, 13, 14, 15
  • Easy Mo Bee: 2
  • Gemcrates: 9

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