Blaq Poet – Blaq Poet Society

Voto: 2,5

BRK-111 BLAQ POET 6 PANEL FOLDER FINALBlaq Poet ha sempre raccontato il Queensbridge a modo suo, in maniera violenta e crudele, rappresentandone la dura realtà attraverso uno stile molto semplice ma al contempo marcato, privo di particolari intarsi lirici e forse proprio per questo apprezzabile in quanto facilmente abbinabile al rozzo e villano che segnano per sempre chi è costretto a crescere in ambienti pericolosi e degradati. La casta – volutamente o meno – ignorante atta a formare la Blaq Poet Society che introduce al concept del disco (in copertina potreste notare il verso a un horror italiano) prende intenzionalmente le distanze da agiatezze irraggiungibili per chi chiama il marciume casa, le tematiche che formano tutte le tracce non prendono mezze misure, inglobano loschi personaggi che si muovono in scenari urbani puzzolenti e malmessi, all’interno dei quali cercano di arrivare al giorno successivo in qualsiasi modo non venga consentito.

Una consistente porzione della carriera del rapper del Queensbridge è stata proprio costruita su queste osservazioni ambientali giornaliere, motivo per il quale era perfettamente logico attendersi che si continuasse su questo stesso percorso, anche se a dire il vero l’ultima collaborazione con uno spento Dj Premier, “Tha Blaqprint”, aveva involontariamente accentuato la natura monotematica dei testi proprio a causa della produzione. “Blaq Poet Society” cade proprio sul medesimo ostacolo, ma il tonfo è di quelli che rimbombano di brutto. Il lavoro è difatti mortificato dalla superficialità riscontrata nella produzione interamente affidata a Stu Bangas e Vanderslice, la cui creatività dev’essere fuggita altrove ed  il cui apparente riciclaggio di beat equiparabili a scarti di “Fight Music” di Reef The Lost Cauze sfocia in una povertà compositiva allucinante. Va bene l’intento di essere hardcore fino al midollo, ma non fino a doversi costantemente ripetere. L’obiettivo di caricare le basi di tensione attraverso il massiccio uso di casse secche, rullanti pesanti e sintetizzatori raramente colpisce nel segno, mortificando parte del lavoro lirico: se, ad esempio, l’abbinata rispetta perfettamente le attese su una “Hood Talk” che tiene in equilibrio i due aspetti, esaltando le abilità descrittive di Poet nel riuscire a catapultare l’ascoltatore nell’ambiente raccontato grazie alla dovizia di dettagli, altrettanto non si può dire per una fetta imponente del disco, il cui 80% è impostato a livello musicale in maniera pressoché identica ed impersonale (“Mortuary Music” pare la continuazione delle due tracce precedenti…).

Il concetto diurno/notturno di “Daytime Shootouts” e della sua gemella che chiude l’album, mostra tutto il potenziale inespresso: da un lato il rapper ed i suoi ospiti rispettano il copione, ognuno con il proprio stile, evocando immagini di guerriglia urbana e giocando con il chiaro/scuro dello scenario, ma il beat confezionato è di un elementare che fa addirittura cadere le braccia e il verso di Blaq Poet è addirittura uguale in entrambe le versioni. L’album si appoggia su una mediocrità generale e se ne resta lì, inerme, come tali restano altri ospiti che non lasciano il segno quali Vinnie Paz e lo stesso Reef, mentre in sporadiche occasioni il livello viene brutalmente alzato da featuring come quello di R.A. The Rugged Man in “Butcher Shop”, autore di una strofa che non si distingue certo per la sola velocità assurda con cui il rapper sputa sillabe. Verso il fondo c’è un lieve accenno al cambio di registro, ma la commistione tra una melodia pseudo Pop sdolcinato degli anni ottanta e la voce inascoltabile di Capone mandano nuovamente il tutto alla deriva. Un disco che stanca irrimediabilmente una volta arrivati a metà strada, davvero non all’altezza del personaggio.

Tracklist

Blaq Poet – Blaq Poet Society (Brick Records 2011)

  1. Intro
  2. Power Music
  3. Butcher Shop [Feat. R.A. The Rugged Man]
  4. Charles Speaks
  5. Daytime Shootouts [Feat. Jaysaun and Chief Kamachi]
  6. Hood Talk
  7. Bushmaster Music [Feat. Vinnie Paz and Lateb]
  8. Guns N Ammo
  9. Mortuary Music
  10. Bill Speaks
  11. New Age Villain [Feat. Reef The Lost Cauze]
  12. Blood Pool [Feat. Wais P The Pimp]
  13. Life Of A Hustler [Feat. Capone]
  14. Nighttime Shootouts [Feat. Celph Titled and Apathy]

Beatz

  • Stu Bangas: 2, 5, 6, 7, 12, 14
  • Vanderslice: 3, 8, 9, 11, 13
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