Wiskbeatz & JP Balboa – Rewind – Epicentro romano 4

Nei miei ricordi di quasi diciottenne, “Epicentro romano” usciva in un periodo di oggettivo fermento per l’Hip-Hop italiano (e, nello specifico, capitolino), spiccando nell’immancabile spazio pubblicitario di Aelle col suo Colosseo illuminato da una luce accecante e andando presto ad aggiungersi a un lungo elenco di nastri registrati da amici di amici e a loro volta duplicati in uno scambio di titoli più o meno indispensabili. A onor del vero, la compilation – che alternava materiale inedito e brani già noti di Cor Veleno, Flaminio Maphia, Assalti Frontali e Losco Affare tra gli altri – aveva i pregi e i difetti di molte uscite simili, fluttuando anzitutto tra prestazioni di spessore abbastanza variabile; format che ebbe comunque due seguiti datati 2000 e 2006, ribadendo la formula ma non la label (Unic Records e poi La Grande Onda) e offrendo nel complesso una discreta panoramica sullo zoo de Roma.

A tredici anni dal quel volume tre, Wiskbeatz e JP Balboa annunciano l’imminente uscita di “Rewind – Epicentro romano 4”, disponibile in concreto dallo scorso marzo, progetto che recupera appunto la struttura compilativa della saga e traccia un efficace ponte tra passato e presente. A prescindere infatti dalle singole performance in scaletta e dall’ovvio tributo a un titolo che non è scomparso dalla memoria collettiva, il disco – fuori grazie alla sinergia tra Goody Music e Antibemusic – si caratterizza per una spiccata trasversalità, affiancando tra loro generazioni differenti, ricorrendo sia ai sample che ai synth e coprendo uno spettro tematico che va dalle riflessioni personali agli sguardi sul sociale. Da questo punto di vista, al netto delle eccezioni di cui diremo, “Rewind” si rivela un’operazione senz’altro curata, la cui presenza di due soli beatmaker in cabina di regia garantisce una certa gradazione d’omogeneità all’insieme.

Diamo quindi precedenza a Wiskbeatz e JP Balboa (aka Mr. Perez), entrambi attivi da molto nonostante delle discografie non troppo folte (del primo ricordiamo la partecipazione a “Uomo di prestigio” di Amir, del secondo quella ai primi due album di Sparo/Il Turco e il fortunato legame artistico con Brusco). Coadiuvati da Fabiano Marcucci al basso, Eduardo Barreto alle percussioni e Jacopo De Blasio e Umberto Savoia alle chitarre, il taglio scelto dai due è moderatamente classico, un percorso che non prevede particolari deviazioni di marcia e, nell’attingere dalla tradizione, evita di sprofondare nella semplice nostalgia. In sostanza, “Epicentro romano 4” non fa distinzioni di sorta e colloca gli oltre venti ospiti al microfono nel medesimo habitat: l’underground romano. Qui, ciascuno interpreta la sfida secondo il proprio stile e con risultati che, in media, possiamo ritenere più che validi.

Dando per scontato che il Danno sia in pole position con “1996” perché non c’è partenza più sicura (<<Roma chiama, reclama più sostanza/per chi ne vuole ce n’ho ancora in abbondanza/anche se qua, tra vecchie scuole e nuove scuole/ce vo’ abbastanza>>), una buona dose di questa sostanza la fornisce il Do Your Thang, che a mio avviso è cresciuto tanto da diventare il collettivo più fresco e potente della Capitale: lo dimostrano William Pascal in “Meteoriti” (<<ancora sputo veleno e sto “Sotto assedio” come il 9-9/giovane leggenda, muoio presto come Michael Owen>>) e White Boy (con Sace) nell’introspettiva “Ciao”. Collaudatissimi, poi, i duetti tra Supremo 73 e Suarez in “Opposti”, con quest’ultimo che si conferma tra i liricisti più in forma della Città Eterna (<<io c’ho i postumi e di nuovo gli occhi rossi/è l’unica maniera, c’allontano i mostri/non seguo i vostri miti, non voglio che me c’accosti/restamo pe’ i cazzi nostri/voi scemi seguite schemi, noi viaggiamo opposti>>), e Lucci e Hube in “Classe operaia”.

Rispondono alla convocazione con delle prove all’altezza anche Gast e Mystic One nella rude “Fuori classe”, Il Turco, che in “Hurt” centra il bersaglio giusto per il primo estratto video, Rak nell’autocelebrativa “Raqqa” (pazienza per le brutte tastiere del refrain) e Chef Ragoo nel puro boom bap di “Lazy summer day”. In positivo, aggiungiamo ancora al conto l’ottima dotazione di scratch e il gradito recupero di “Robba molesta”, in origine nel secondo disco a firma Primo e Squarta, “Leggenda”. Per converso, ci tocca sottolineare il livello incommentabile del Rap di Chicoria in “Far west”, l’infelice abbinamento assegnato a Kento per “Ho sparato allo sceriffo”, la cui strumentale è la peggiore del lotto, e una manciata di brani così così (“Lampeggianti nei vicoli”, “Slego duro”).

Sbavature che registriamo a margine di un’oretta che ha il merito di fotografare una scena dinamica, viva oggi come lo era ieri. Motivo sufficiente per suggerirvene almeno un ascolto.

Tracklist

Wiskbeatz & JP Balboa – Rewind – Epicentro romano 4 (Goody Music Production/Antibemusic 2019)

  1. Skit Piotta
  2. 1996 [Feat. Danno]
  3. Meteoriti [Feat. William Pascal]
  4. Guardo chi ho di fronte [Feat. Delgado]
  5. Fuori classe [Feat. Gast e Mystic One]
  6. Skit Squarta
  7. Resti lontano [Feat. Brusco]
  8. Ciao [Feat. Sace e White Boy]
  9. Opposti [Feat. Supremo 73 e Suarez]
  10. Far west [Feat. Chicoria]
  11. Skit Noyz
  12. Hurt [Feat. Il Turco]
  13. Classe operaia [Feat. Lucci e Hube]
  14. Lampeggianti nei vicoli [Feat. Deal Pacino]
  15. Raqqa [Feat. Rak]
  16. Skit Masito
  17. Lazy summer day [Feat. Chef Ragoo]
  18. Fino alla fine [Feat. Amir Issaa]
  19. Slego duro [Feat. Diamante e Esa]
  20. Ho sparato allo sceriffo [Feat. Kento]
  21. Robba molesta [Feat. Primo Brown]
  22. Skit G-Max

Beatz

  • Wiskbeatz: 2, 4, 5, 8, 10, 13, 14, 15, 18, 20, 21
  • JP Balboa: 3, 7, 9, 12, 17, 19

Scratch

  • Dj Baro: 2
  • Dj Dibba: 3
  • Dj Stile: 5
  • Dj Snifta: 9
  • Dj Fuzzten: 20
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