Silent Knight – Busy Is My Best Friend II

Voto: 3,5

L’avevamo lasciato profondamente assorto nel suo lavorare sodo, occupando ogni minuto della giornata con un duplice scopo: evitare la paranoia da dolce far niente e cercare di raggiungere i suoi sogni facendo di questa vita qualcosa di altamente costruttivo dal punto di vista artistico; dopo un paio di anni, lo ritroviamo nella stessa, identica situazione, che tuttavia, per sua stessa ammissione, ha deciso di affrontare con maggiore intelligenza e furbizia.

Silent Knight ritorna col suo quarto disco, il seguito dell’ottimo “Busy Is My Best Friend” con cui avevamo imparato a conoscerlo meglio, e ripropone le sue interessanti tematiche fatte di profondità, riflessione, forza di volontà e voglia di emergere da una condizione di perenne precarietà, dove l’obiettivo di giungere sani e salvi a fine mese crea costanti preoccupazioni ma pure forti motivazioni. <<Complainin’ about busy but I’m grateful for every moment>>, oltre che essere una delle frasi cardine di “Old Friend”, è un pensiero contraddittorio ma perfettamente sensato, a volte il perseguire i propri scopi porta a lasciar fuori dalla propria vita alcune cose, soprattutto le relazioni con le persone che poi passano e magari non tornano (da qui la necessità di tenersi occupati con la maggior furbizia citata prima), ma se c’è una cosa cui Silent tiene più delle altre è senz’altro il mantenere un alto livello di produttività, utilizzando il talento fornitogli da madre natura per scrivere versi efficaci.

Anche in questo disco si sente tutta la sua intensità di artista, la sua tecnica è notevole e il suo stile nello scrivere è assai versatile: riesce difatti a mettere in piedi abilmente pezzi concettuali come “Ballot Of The Wallet”, che oltre a giocare con la consonanza delle parole racconta di come i soldi vadano spesi al meglio (non la tematica del tipico rapper – parte I), propone storie di profondità e sofferenza attraverso vividi dettagli e intelligenti similitudini in “Playin’ Games”, si mette in discussione definendosi un “Work In Progress”, ammettendo di non cercare né la perfezione né tantomeno la ricchezza sfondata (non la tematica del tipico rapper – parte II), parla di rapporti sentimentali che si spera possano evolvere positivamente (“You”) e regala un’occhiata, seppur breve, al suo lato ironico, che in “Craig Sager’s Suit”, condita da un esilarante video il quale prende in giro l’omonimo intervistatore che imperversa nei palazzetti della NBA, riempie in meno di due minuti un’unica strofa zeppa di riferimenti a Brooklyn e all’area di New York, facendo emergere anche l’elemento affettivo per tutto ciò che caratterizza – non ultimi i Knicks – il luogo dove si è cresciuti.

La produzione dell’album è invece il punto più controverso di cui discutere, nel senso che il livello generale non è pari al precedente lavoro, pur eguagliandone saltuariamente il risultato. Andre Laudz è sicuramente il più degno di menzione per i due pezzi di cui è firmatario, “Radial” apre i giochi presentandosi quale traccia melodica che utilizza due differenti giri di piano su una bella batteria sostenuta, mentre “Macabro” affetta un loop di violini perfetto per il flow a fuoco rapido proposto dal rapper; Analogic stende “Playin’ Games” su piano e synth dando un coerente senso di malinconia che ne rispecchia il testo; Madwreck e Red Walrus costruiscono pezzi organici con sample ben selezionati e intelligenti linee di basso. Il rovescio della medaglia è rappresentato da quelle cinque o sei strumentali che creano discontinuità durante l’ascolto – e su un album di tredici tracce sono tantine per non essere notate. Uno spento Illmind si accontenta di un campione Blues che odora di già sentito per “Stand Up!”, noiosa, J57 sceglie un mediocre campione di archi per “Craft Brewed II” inserendo tardivamente una batteria che sarebbe invece stata bene su tutto il pezzo, peraltro mixato abbastanza maluccio, The Audible Doctor chiude l’album con un inutile remix di “Stayin’ Busy”, presentato con una base totalmente insipida e trasformata in una posse cut nemmeno tanto esaltante per le prestazioni offerte dagli mc’s.

La qualità di Silent Knight come artista, quella no, non può essere messa in discussione, è un rapper di rara saggezza e spessore che ci mette davvero il cuore e l’evoluzione della sua carriera merita di essere seguita provando l’esperienza di questo suo nuovo lavoro, che nonostante non rispecchi in toto le aspettative a livello musicale è però meritevole d’attenzione per tutto il resto che offre – e in tempi superficiali come questi, non è certo poco.

Tracklist

Silent Knight – Busy Is My Best Friend II (Elementality Productions 2013)

  1. Radial
  2. Old Friend
  3. Ballot Of The Wallet
  4. Stand Up!
  5. No Fare [Feat. Homeboy Sandman and MadKem]
  6. Playin’ Games
  7. Craig Sager’s Suit
  8. Once Upon A Dream
  9. Macabro
  10. Craft Brewed II
  11. You
  12. Work In Progress
  13. Stayin’ Busy (Remix) [Feat. Kon Boogie, Rasheed Chappell, YC The Cynic, Audible Doctor and Soul Khan]

Beatz

  • Andre Laudz: 1, 9
  • Analogic: 2, 6
  • Madwreck: 3, 12
  • Illmind: 4
  • Dj Dyllemma: 5
  • Red Walrus: 7
  • Dj K.O.: 8
  • J57: 10
  • The Audible Doctor: 11, 13
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