El-P – Cancer For Cure

Voto: 4,5

FP1270-1_Gatefold_LP_Outside.aiE’ impensabile negare l’impatto devastante che El-P ha avuto sull’Hip-Hop fin dai tempi di “Funcrusher Plus”, così come un purista dell’underground mentirebbe se confutasse il ruolo di assoluta centralità che Kanye West ha assunto già con “The College Dropout”. Rivoluzionare un genere, tuttavia, non può essere abitudine di tutti i giorni e perciò, se “Cancer For Cure” non sembra riuscirci, in che misura ciò ne scalfisce il valore assoluto? Per niente. Rispetto a “Fantastic Damage” e “I’ll Sleep When You’re Dead”, il terzo disco di Jaime Meline (escludiamo dal conteggio i vari “Weareallgoingtoburninhell”, così come le altre escursioni prettamente strumentali) non aggiunge novità eclatanti, però ci consegna un artista le cui qualità e la cui coerenza sono stoicamente immutate. E allora sgombriamo subito il campo dal più facile degli equivoci, quello nel quale si ricade frequentemente: “C4C” è senza dubbio alcuno un album intenso e sfaccettato e in quanto tale richiede una valutazione che non si esaurisca nel confronto secco con le uscite che l’hanno preceduto, chiedendosi se sia o meno alla loro altezza; esattamente come si farebbe un grave torto all’mc ricordandolo solo come un innovatore (mi verrebbe da dire un progressista) del beatmaking.

Ebbene no, El-P è tutt’oggi un autore in grado di esprimersi attraverso un lessico Hip-Hop originale, moderno, ma mai gratuitamente eversivo, riuscendo a far convergere percorsi distopici, rabbia, paranoie urbane, rivendicazioni politiche/sociali, confessioni e inquietudini personali in un amalgama molto compatto che non si sbriciola dietro la numerosità delle sue sfumature, il tutto attraverso un uso dei synth giunto oramai alla piena consapevolezza. Emotivamente e narrativamente El-P non si risparmia, dal flusso di coscienza di “Request Denied” al delirio lisergico di “Works Every Time” (<<If I exist right now, I’m damn sure I can’t provide you proof/definitions of existence in this state are loose>>), passando attraverso le allucinazioni di “Drones Over Bklyn” (<<I’d sooner wash my dick in acid than ask what you think/I’ll fuck myself with a stun gun before gassing your team>>), i rimorsi laceranti di un soldato (<<To the mother of my enemy, I just killed your son/he died with his face to the sky and it cannot be undone/he didn’t die hard, in the end he just grinned and bowed/made him dig his own grave at the point of a gun>> – “Tougher Colder Killer”), le intime insicurezze di “The Jig Is Up” (<<We all know that you couldn’t be here out of love/you must really think that I am dumb/well, I know a thing or two about a thing or two/and one of them is the fact that men like me don’t ever get no second chance>>) e il dolore che è esploso dopo la morte di Camu Tao (“$4 Vic”), il cui spettro qui aleggia in più di un verso. Poi: umori sull’orlo del collasso, derive industriali, pericolose tensioni col vicinato, previsioni e visioni, improvvisi squarci di positività.

Insomma, “Cancer For Cure” è un disco denso, ricco, stratificato, che necessita di una lettura accorta e ponderata. Tutto ciò senza aver ancora speso una riga per le collaborazioni, come sempre scelte con accortezza, e, soprattutto, la componente musicale. Non stupisca più del dovuto l’assenza dei vecchi compagni di etichetta (ad esempio Aesop Rock e Cage, entrambi tra i featuring di “FanDam” e “I’ll Sleep…”), l’era della Def Jux è giunta al termine e il gruppetto formato da eXquire, Danny Brown, Despot e Killer Mike si rivela tutto sommato adatto al compito assegnatogli. Quest’ultimo in particolare, reduce dal già sorprendente “R.A.P. Music”, affronta con efficace naturalezza le texture intricate del produttore, ora irruento (“The Full Retard”) e violento (“True Story”), poi cupo (“Sign Here”) e drammatico (“$4 Vic”); l’uso dei sample è sì ridotto, ma il mood del progetto non abbandona mai del tutto l’Hip-Hop – che, anzi, tra drum machine e campanacci sembra quasi riemergere nelle sue forme più ancestrali.

“Cancer For Cure” è allora un’opera matura, che del passato ha saputo assorbire l’energia (“Fantastic Damage”) e il senso di smarrimento (“I’ll Sleep When You’re Dead”), distaccandosene quel tanto che basta per confermarsi tra le uscite più importanti del duemiladodici. Acquisto obbligato.

Tracklist

El-P – Cancer For Cure (Fat Possum Records 2012)

  1. Request Denied
  2. The Full Retard
  3. Works Every Time
  4. Drones Over Bklyn
  5. Oh Hail No [Feat. Mr. Motherfucking eXquire and Danny Brown]
  6. Tougher Colder Killer [Feat. Killer Mike and Despot]
  7. True Story
  8. The Jig Is Up
  9. Sign Here
  10. For My Upstairs Neighbor (Mums The Word)
  11. Stay Down [Feat. Killer Mike and Nick Diamonds]
  12. $4 Vic/Nothing But You+Me (FTL)

Beatz

All tracks produced by El-P except tracks #4 and #8 by El-P and Little Shalimar, #10 by El-P with the co-production by Wilder Zoby and #11 by El-P, Little Shalimar and Nick Thorburn

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