Archetype – Red Wedding

Voto: 4 | Reviewed by Gabriel

Nulla è per sempre; affermazione banalissima che però aiuta a riassumere nel modo più pratico possibile l’attuale situazione degli Archetype. Come avrete intuito, “Red Wedding” rappresenta l’atto finale di un percorso musicale iniziato nel lontano 1997, confermatosi attorno al 2002 con l’uscita di “Freehand Formula” e conclusosi con la recente separazione del gruppo. Le premesse iniziali, quindi, non sono le migliori per aprire una recensione: a me l’arduo compito di stimolare il vostro appetito musicale a favore di I.D. e Nezbeat, nonostante il loro sia un connubio giunto al termine.

Il loro epitaffio racchiude in maniera coerente quelle sensazioni di distacco e lontananza che preannunciano l’addio, tenendo ben presente che le tracce sono state registrate due/tre anni prima del successivo scioglimento. La conferma arriva assieme ai primi due brani, “All In” e “Last Time”, in cui troviamo un Isaac Diehl alquanto malinconico, che afferma: <<this will be the last time again, next time will be the first time, like this was>>. Promette bene, parte bene, continua meglio. L’atmosfera all’interno dell’album si presenta cupa e i casi in cui si cerca di smaltire la pesantezza degli argomenti affrontati con l’aiuto di una melodia più leggera sono ben pochi. Storie di tradimenti e amori impossibili prendono il sopravvento, in rapida successione “Diamonds And Dave”, “Same Ol Tears” e “Winding Mind” regalano all’ascoltatore alcuni momenti di riflessione; l’energica “Dr. Bravo”, in cui I.D. si sofferma a raccontare la storia di <<a confident man who’s got the flow>>, blocca per un istante la negatività proposta dal duo ritornando allo stile spigliato degli album precedenti. Le restanti tracce mantengono ugualmente alto il livello d’attenzione, soprattutto grazie alle splendide produzioni confezionate da Jeremy Nesbitt.

Il sublime sfondo musicale rappresenta l’elemento più interessante dell’intero lavoro, vere e proprie composizioni ottenute attraverso la giusta fusione di campionamenti ricercati e strumenti impiegati dal vivo, come batteria, chitarra e basso. Il tutto in una sintonia perfetta e tale da far apparire persino i ritornelli, come ad esempio in “Look Away”, elaborati con estremo ordine. Durante l’ascolto della titletrack, poi, l’impressione è quella di trovarsi davanti un’orchestra invisibile che accompagna lo storytelling preciso dell’mc. Stesso discorso vale per l’ultima traccia, “Dance Of The Dead”, capace di porre il sigillo finale all’opera in maniera quasi cinematografica.

Si conclude così l’avventura degli Archetype, talentuosi ma sfortunati, che hanno dimostrato di avere le capacità necessarie per guadagnarsi almeno uno straccio di notorietà. Non resta che accontentarsi di quest’ultimo album – almeno per il momento.

Tracklist

Archetype – Red Wedding (Dekagon Records 2012)

  1. All In
  2. Last Time
  3. Swamp Thing
  4. Look Away
  5. Everybody’s Sayin
  6. Face
  7. Diamonds And Dave
  8. Same Ol Tears
  9. Winding Mind
  10. Dr. Bravo
  11. Sharp Tongue
  12. Red Wedding
  13. Only Forever
  14. Dance Of The Dead

Beatz

All tracks produced by Nezbeat

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