A Tribe Called Quest – People’s Instinctive Travels And The Paths Of Rhythm

Voto: 5

ATCQ1990500Parlare degli A Tribe Called Quest, oltre che un vero e proprio onore, vuol dire raccontare una fetta importantissima della Storia Hip-Hop, quella – non per caso – con la s maiuscola: Q-Tip, Phife Dawg ed Ali Shaheed Muhammed (ma in origine c’era anche Jarobi White) ne hanno scritto infatti una pagina indimenticabile, assumendo un ruolo cardine nel complesso passaggio tra vecchia e nuova scuola. E l’impossibilità di tirar fuori dal cilindro alcun dubbio sulla loro musica è ancora più evidente oggi, quasi quindici anni dopo il loro esordio, grazie a quei tantissimi artisti che, più o meno esplicitamente, ne hanno raccolto l’eredità alimentando ininterrottamente il mercato discografico black con prodotti di altissima qualità: Common, Talib Kweli, Blackalicious, The Roots, Jurassic 5… Mi rendo conto che l’elenco è potenzialmente infinito, ciò che importa è quindi riconoscere con chiarezza l’insegnamento che gli ATCQ e la Native Tongues hanno lasciato alle generazioni successive.

Il gruppo, marchiato Queens, nasce nel 1988 in ambienti scolastici, il debutto risale all’anno successivo con “Description Of A Fool”, cui segue a breve distanza “People’s Instinctive Travels…”: il loro è un sound complesso ed assolutamente innovativo, che ha ben poco a che vedere coi propri contemporanei (tra i pochi nomi coi quali avrebbe senso ipotizzare un paragone, ricordiamo De La Soul, Digable Planets e The Pharcyde). Con un’attitudine per certi versi astratta, gli ATCQ mettono assieme campioni inusuali (il chitarrone di “Walk On The Wild Side” su “Can I Kick It?”, l’intro di “All You Need Is Love” dei Beatles che ci consegna su un piatto d’argento “Luck Of Lucien”) e rime particolarmente curate, tecnicamente molto avanti se consideriamo gli standard qualitativi dell’epoca. Il successo, infatti, non tardò ad arrivare, vendendo in breve oltre mezzo milione di copie e gettando le migliori premesse possibili per “The Low End Theory”, il sophomore album uscito solo un anno dopo.

“People’s Instinctive Travels…” è tra le delizie di quel periodo, un precursore che ben rappresenta una fase in cui l’Hip-Hop era indubbiamente più spensierato e spontaneo di oggi: “Push It Along”, “Luck Of Lucien”, la spagnoleggiante “I Left My Wallet In El Segundo”, “Bonita Applebum” (stesso campione usato dai Fugees per “Killing Me Softly”), “Youthful Expression” (ragazzi, che base!) e di seguito tutte le altre sono tracce imprescindibili per chiunque intenda parlare di Hip-Hop con un minimo di cognizione. Tra episodi più ironici e messaggi che colpiscono nel segno (esempio: in “Pubic Enemy” si parla di sesso sicuro, tema abbastanza dibattuto in quegli anni), nonostante il passar del tempo, “People’s Instinctive Travels And The Paths Of Rhythm” si lascia ascoltare ancora oggi senza alcuna difficoltà; riassumendo in una sola, semplice parola: classico!

Tracklist

A Tribe Called Quest – People’s Instinctive Travels And The Paths Of Rhythm (Zomba Recording Corp. 1990)

  1. Push It Along
  2. Luck Of Lucien
  3. After Hours
  4. Footprints
  5. I Left My Wallet In El Segundo
  6. Pubic Enemy
  7. Bonita Applebum
  8. Can I Kick It?
  9. Youthful Expression
  10. Rhythm (Devoted To The Art Of Moving Butts)
  11. Mr. Muhammad
  12. Ham ‘N’ Eggs
  13. Go Ahead In The Rain
  14. Description Of A Fool

Beatz

All tracks produced by A Tribe Called Quest

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