Ugly Heroes – Ugly Heroes

Voto: 3,5

Rabbia e delusione, disperazione e speranza, lavoro duro e fallimento. Tante volte ci siamo trovati, direttamente o indirettamente, connessi a questi termini in tempi nei quali non importa essere oltreoceano o dalle nostre parti: in molti vivono serie difficoltà economiche, gli avidi spingono i più deboli nel baratro e i ragionamenti sul futuro sembrano un disco rotto che non si muove dalla propria posizione, un cane che si morde la coda senza trovar pace. E’ una realtà scomoda e claustrofobica, ma vera; ed è il tema centrale dell’omonimo album firmato dal trio Ugly Heroes, formato dall’oramai noto produttore Apollo Brown, dal suo concittadino Red Pill (entrambi provengono da Detroit) e da Verbal Kent, rapper originario di Chicago. Ciò che viene dipinto è un quadro depresso, che analizza lo stato reale delle cose, cerca di trovare le risorse per trovare una via d’uscita, si concentra sulla frustrazione per il dover costantemente partire in svantaggio, si tiene in linea di galleggiamento cercando di coltivare un minimo di positività per evitare di cadere nel buio più assoluto.

Pill e Kent offrono la propria esperienza personale, che di queste sensazioni è stata pervasa, raccontando in prima persona i loro problemi, le relative possibili soluzioni, fino a comprendere che in fondo, se il sistema ti schiaccia con la sua potenza poco compiacente, può essere davvero dura arrivarne a capo. E allora ecco che parte la paranoia, il tempo per pensare diventa troppo e si finiscono per fare le stesse cose e ricadere nei medesimi errori, dando largo spazio ad alcool e fumo per cercare di far sparire, almeno momentaneamente, le nubi nere. La maggior parte delle quindici tracce parla esattamente di ciò, le sensazioni vengono trasmesse all’ascoltatore con grandi risultati e molti sono gli aspetti che se non si possono condividere, si possono quantomeno comprendere attraverso l’immedesimazione. “Desperate” e il suo interessante testo offrono spazio per pensare al rapporto inversamente proporzionale tra le disponibilità di denaro e il tasso di suicidi su un sample di tromba azzeccato, poggiato su una tipica batteria pesante di Brown; “Hero’s Theme” è lenta e i suoi tocchi di piano sono malinconici, con Kent impegnato a vagare nell’immaginazione con intriganti giochi di parole (<<I wish my wrists shot webs, but that’s hard/I do save Mary Jane, in a glass jar>>); “Long Drive Home” punta sul malumore del campione per aiutarne la trasposizione in un testo autodistruttivo.

Il pessimismo di episodi come “Graves” lascia poi il passo a qualche variante argomentativa, come le relazioni sentimentali trattate in “Heart And Soul” (tuttavia una delle produzioni meno interessanti), mentre “Never Go”, forse il miglior pezzo del disco, attinge dalla biografia dei due rapper per parlare di lealtà e rapporti basati sulla trasparenza invece che sulla convenienza, il beat propone un breve giro di chitarra, un coro campionato molto carino e dei violini tratti dal Soul, ancora una volta scelto come genere prediletto sul quale comporre le tracce. La chimica tra i due mc’s funziona per le loro caratteristiche vocali diametralmente opposte, Verbal Kent ha difatti un timbro molto profondo che si rivela essere una carta vincente anche per i ritornelli, Red Pill è invece più nasale, ambedue risultano però sciolti e tecnici a livello soddisfacente, offrendo una dizione precisa e una prestazione complessivamente ordinata, che osa uscire dagli schemi solo in minima parte, quasi in maniera guardinga. I due parlano dritti al cuore, ci mettono sudore e tanta motivazione, hanno tanto da dire e motivi per farsi sentire, ma mantengono sempre un profilo umile, facendo trasparire la loro natura da blue collar che fa perfettamente calare nella realtà chi ascolta.

Dal canto suo, Apollo Brown sa colpire nel segno coi suoi metodi tradizionali, con una costruzione sistematica dei beat utilizzando gli strumenti a lui cari, prediligendo l’interazione tra fiati e chitarre, sample di violini, piatti e batterie che picchiano in maniera lenta e meticolosa, caratteristiche che gli permettono di tornare ad affermarsi quale uno dei produttori più abili dell’attuale panorama Hip-Hop. A volte – e qui risiedono i limiti dell’album – c’è tuttavia la sensazione che quest’ultimo si sieda troppo sugli allori, compiacendosi dei suoi successi rielaborandone le metodologie fino a renderle troppo ovvie – su tutti, il far partire continuamente il brano originale, fermarlo, quindi dare il via alla base vera e propria facendo riconoscere i pezzetti campionati – e sfiorando il riciclo vero e proprio, sentire “Sweet Love” per credere. Se in “Dice Game” la formula cominciava a far vedere segni di cedimento, ora questi sono inequivocabili e un aggiornamento sul processo di assemblaggio della traccia pare essere davvero necessario. Inoltre, la struttura strofa/ritornello/strofa è sostanzialmente uguale in tutte le tracce, un altro segno che si voleva andare un po’ troppo sul sicuro, caratteristica che penalizza il pregevole lavoro di Kent e Pill soprattutto nella seconda parte dell’album, la meno fresca a livello compositivo.

“Ugly Heroes” è un lavoro diretto, sudato e onesto, che nonostante le sue cadute pessimistiche lotta per riemergere e sopravvivere cercando di rovesciare le sorti e che, se anche non vi riuscirà, potrà almeno dire di averci provato, come insegna la bellissima chiusura di “Push”.

Tracklist

Ugly Heroes – Ugly Heroes (Mello Music Group 2013)

  1. The Feeling
  2. Desperate
  3. Good Things Die
  4. Long Drive Home
  5. Hero’s Theme
  6. Graves
  7. Heart And Soul
  8. Take It Or Leave It
  9. Never Go
  10. Sweet Love
  11. God’s Day Off
  12. Just Relax
  13. This Is Life
  14. Impaired Judgement
  15. Push

Beatz

All tracks produced by Apollo Brown

The following two tabs change content below.
Mistadave

Mistadave

Mistadave

Ultimi post di Mistadave (vedi tutti)