Toni Zeno e Fid Mella – Weltanschauung Sambusoda

Un anno fa, intervistandolo, con Toni Zeno parlavamo anzitutto del suo coinvolgimento in “Dove mangiano i cuochi” di Zonta e Fid Mella, traguardo ricordato dal rapper messinese con emozione palpabile. Da quell’esperienza, per vie che conoscono solo i protagonisti, è forse germinato “Weltanschauung Sambusoda”, progetto la cui qualità complessiva è il rovescio esatto della sua dimensione piuttosto ridotta. Lo diciamo per trasparenza: in molti casi, considerata la limitata materia da approfondire, le scalette al di sotto dei venti minuti di durata – un EP, categoria oramai obsoleta – si prestano con difficoltà a una recensione così come la intendiamo di solito noi; le eccezioni, tuttavia, non mancano, come appunto nel disco in esame. Spessore lirico, capacità di mischiare contenuto e intrattenimento, gamma tecnica, un sound definito con cura millimetrica: nei sette brani, per ovvie ragioni del tutto privi di featuring, di potenziali spunti di riflessione ne contiamo a sufficienza, riscattando il relativo silenzio seguito a “Rito di passaggio” e “Porte strette”.

<<Quest’anno sono stato zitto ad ascoltare tutti/furti, plagi, baddie, veterani, reunion, copie e rookie/…/io per non spartire il fumo ho detto meglio fare i turni/trenta strofe solo a feat, ‘sto gioco cuoce nеi miei fluidi>> (la titletrack) ci ricorda appunto che spesso partecipare al game richiede sacrifici personali: essere indipendenti, dare sfogo anzitutto a una passione, operare nelle retrovie, vuol dire trovare difficili compromessi tra ambizioni e quotidiano, tra aspirazioni artistiche e questioni più pratiche. Tema che in “Weltanschauung Sambusoda” torna sovente, così come annotavamo per “Luchino Visconti”, confermando uno dei tratti che emergono con nitidezza fin dal titolo: un equilibrio, un’armonia, data dai contrasti, da combinazioni che riducono la distanza tra concetti lontani, se non speculari. La visione del mondo nel senso più filosofico del termine e un analcolico molto local, popolare; il calore che traspare da ogni parola di Zeno e le temperature un po’ più austriache date da Mella alle sue composizioni; l’etica del sapersi arrangiare (<<il disco con Gioielli l’ho reccato su una Panda/mentre facevi Techno, Indie, Trap, poi Reggae/Pop per bimbi tra le paperelle/noi serrati in una casa per cuocere caramelle/convinti che col nero vai in pensione quarantenne>>“Acqua alla carotide”) e il contrappeso del rapporto col sacro.

Ancor prima, però, a colpire è una scrittura che non esitiamo a indicare tra le migliori della generazione cui Toni appartiene. Raccontando la sfera familiare a sferzate (<<ho mia ma’ in testa che ripete sei un fallito/gli altri fanno soldi e cose, tu non leggi uno spartito/…/lo leggo nei suoi occhi che non sono ciò a cui ambiva/a ventun anni ad un altare coi debiti del vestito/nonno non reggeva nonna ed il suo psicodramma/è morto a letto coi polmoni pieni di Vecchia Romagna/…/non è durata tanto con la mamma, ma non gli so dare colpe/nella storia di qualcuno anche il Signore è un padre assente>>“Provvidenza”) e contestualmente sfoggiando un flow prelibatissimo (<<sono Houston, giorni che impizzo soldi che busco/tra i miei la depressione c’ha i connotati di un lusso/non posso dare credito a tutti gli mc d’Italia/alcuni il crimine più grosso che han fatto è rubare un flusso>>“Legge di attrazione”), l’mc dà prova di un talento che prescinde da numeri, views e via discorrendo: con un budget che non corrisponde neppure a una frazione di quelli messi a disposizione nel mainstream e registrando nei ritagli di tempo, il suo Verismo (<<‘sta fame per i tuoi c’ha un’attrattiva/non hanno mai sentito un altro stomaco che grida/li ascolto mentre dicono che fai ancora in Sicilia?/E parlano di libertà con i master in esclusiva/ma vaffanculo!>>“Contare i purtusi”) surclassa la retorica, il cinema e le opinioni vuote che nel Rap italiano vanno per la maggiore.

Sul ruolo di Fid Mella, invece, serve aggiungere dettagli? Non è il solito prezzemolino, ma che dove passa lasci un segno non lo scopriamo certo oggi – potremmo ad esempio citare “E poi, all’improvviso, impazzire” di Ghemon e “Post scripta” di Kaos, pescando all’interno di un curriculum annotato da due decenni. Qui, oltre alla pasta malinconica, più affine a un mare invernale che alla calura di questo periodo, apprezziamo una varietà di soluzioni che va dal minimalismo più contemporaneo di “La ballata di un bersaglio” ai sample lo-fi di “Purificazione del Tempio”, raccogliendo una cartella di strumentali che si addicono su misura allo stile di Toni Zeno. Accoppiata vincente, non c’è che dire: “Poche mele” era un assaggio promettente, “Weltanschauung Sambusoda” è un’esperienza appagante. Resta il fatto che, per la sua versione fisica, ci piacerebbe essere sorpresi da una tracklist estesa a una decina di tracce; se così non fosse, sia chiaro che il risultato non cambierebbe di una virgola.

Tracklist

Toni Zeno e Fid Mella – Weltanschauung Sambusoda (No label 2025)

  1. Provvidenza (imbarca)
  2. Acqua alla carotide
  3. La ballata di un bersaglio
  4. Contare i purtusi
  5. Legge di attrazione
  6. Purificazione del Tempio
  7. Weltanschauung Sambusoda

Beatz

Tutte le produzioni di Fid Mella tranne la traccia #7 co-prodotta da Aleaka

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