Themselves – The No Music

Voto: 4

Mentre ne scrivevo, ho capito come mai un disco del genere non era ancora stato recensito: non è per niente facile farlo. Jel e Dose One col loro secondo lavoro in coppia rimangono sui binari dell’opacità, dell’oscuro ovunque; e, ovviamente, della sperimentazione. Dopo il riuscitissimo “Them” del ’99, un po’ s’era capito che piatto mangiare, senza sfociare però in un pregiudizio. La totalità delle uscite Anticon Records, d’altronde, andrebbero prese così. La non musica in questione dà svariati spunti in cui trovare conferma alla definizione, tra l’altro abbastanza pesante direi. E forse sta proprio qua la maggior debolezza, se non l’unica, di tutto il lavoro.

Ma andiamo per piani – e siamo ancora nell’androne vicino alla portineria. Dalla copertina curata dagli stessi Themselves, fino alle produzioni, si aggiungono agli undici brani del lavoro diversi musicisti che naturalmente conferiscono all’ambaradan generale quel tocco in più che un computer o un sampler non ti danno, della serie non si vedono ma si sentono, soprattutto i rullanti di Why?. E non finisce qui: è evidente, a tratti, come alcune impostazioni di certi brani siano state pensate e ripensate, ma proprio a livello compositivo, capendo esattamente dove inserire l’organo o il violoncello, i ritornelli folli di Dose o i cambi improvvisi di batteria. Molte pause tra un brano e l’altro aiutano ad assimilare tutto bene; fondamentalmente è un viaggio, che va ben oltre i soliti canoni del Rap.

Ma stiamo parlando dei Themselves, bella scoperta. Accenni di Grime in “Good People Check”, sample magnifico, sembra il singolone del disco tanto è ascoltabile e difatti Dose mi suggerisce: <<they would be toys for adults>>. “Poison Pit” è geniale, col gong che fa tremare tutto e il rallentamento del break da capolavoro, come anche strampalata ma incredibile risulta essere “Paging Dr. Moon Or Gun Please” e quasi ipnotica “Out In The Open”. L’apice, sia musicale che lirico, arriva però in “Live Trap”, dove la batteria ultrariverberata e ritardata crea un tappeto per le scariche ad alta velocità di Dose. Piccola curiosità: l’ultima traccia, “Hat In The Wind”, è misteriosamente divisa in due parti, o forse semplicemente la cosa diventa incomprensibile per me (e non lo dico negativamente). <<Will you stay if I promise you eggs and things and yes and yes and yes?>> – sta dicendo a voi, eh!

In sostanza, ci credo bene che sul sito ufficiale “The No Music” venga descritto come part composition, part organized chaos. Mi ha fatto anche aumentare sensibilmente il mal di testa, un bellissimo e piacevolissimo mal di testa. Per essere più chiari, non è il disco che ascolteresti miriadi di volte, evitando serie emicranie; o forse, semplicemente, perché poche volte bastano eccome, ma in senso moooolto positivo.

Tracklist

Themselves – The No Music (Anticon Records 2002)

  1. Home :Work %
  2. Mouthfull
  3. Good People Check
  4. Poison Pit
  5. Live Trap
  6. Only Child Explosion
  7. Paging Dr.Moon Or Gun Please
  8. Dark Sky Demo
  9. You Devil You
  10. Out In The Open
  11. Hat In The Wind

Beatz

All tracks produced by Jel e Dose One

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DATA DI NASCITA 1° novembre 1987 PROFESSIONE vivere PASSIONI costanti tentativi di aumento del Q.I. personale PROGETTI PER IL FUTURO il futuro non esiste NELLO STAFF DAL novembre 2013

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