The Roots – Game Theory

Voto: 4 –

La puntualità con cui i Roots rinnovano il loro idillio musicale ha davvero qualcosa di stupefacente. Il fatto poi che a ogni uscita il risultato sia sempre apprezzabile, aggiunge un ulteriore merito a loro favore: da “Organix” a “Game Theory” si contano sette dischi in studio e ognuno di questi ha mantenuto uno standard qualitativo alto, toccando in diversi casi vette entrate di diritto nella storia dell’Hip-Hop.

Il discorso si applica senza grosse forzature anche alla loro ultima uscita, che ci consegna dell’ottimo Rap al passo coi tempi ma forgiato da un prestigioso passato. Dei richiami al Jazz di “Do You Want More?!!!??!” rimane ben poco, “Game Theory” è un tassello nuovo nella discografia della band e questo, di per sé, non è per forza un male; al contrario, potrebbe offrire una caratterizzazione inedita della formazione originaria di Philadelphia. Il passaggio del gruppo alla Def Jam aveva lanciato un lieve (e forse comprensibile) campanellino d’allarme, tuttavia la svolta verso un sound più radiofonico non c’è stata e “Game Theory”, all’opposto, si direbbe un parto molto più omogeneo e compatto rispetto al precedente “The Tipping Point”.

La cupa composizione musicale di ?uestlove (assistito da una larga schiera di collaboratori) procede di pari passo con le rime e l’umore di Black Thought, mai prima d’ora così negativo e autobiografico. La scomparsa di J Dilla, cui è silenziosamente dedicato l’intero disco, fa il paio con la tragedia dell’uragano Katrina, ma non mancano i riferimenti agli scenari di guerra, alla criminalità, alla politica, al mercato globale, alla strada (<<they say the city makes a darker impression/the youth’s just lost and they want direction/but they don’t get the Police, they get the protection/and walk around with heat like Charlton Heston>>) e, più in generale, alla confusione in cui versa la società occidentale.

Il rientro di nomi come Malik B. (allontanatosi dal gruppo pare a causa della sua tossicodipendenza), Rahzel (presente in “Take It There”) e Dice Raw suggerirebbero altri argomenti da approfondire, stesso dicasi per la presenza di J Dilla in uno dei suoi ultimi gioiellini e il deciso ritorno a un uso estremamente ridotto del campione, peccato tuttavia che da un punto di vista strettamente musicale “Game Theory” non conservi l’eterna eccellenza cui eravamo abituati; e questa sì che è una novità per il gruppo di ?uestlove. Certo, nulla di drammatico o di irreparabile, ma l’impressione è che, seppure di poco, siamo un passettino dietro “Phrenology” e “The Tipping Point”.

Tracklist

The Roots – Game Theory (Def Jam Recordings 2006)

  1. Dilltastic Vol Won(derful)
  2. False Media [Feat. Wadud Ahmad]
  3. Game Theory [Feat. Malik B.]
  4. Don’t Feel Right [Feat. Maimouna Yousef]
  5. In The Music [Feat. Malik B. and Porno]
  6. Take It There [Feat. Rahzel, Dice Raw and Wadud Ahmad]
  7. Baby [Feat. John-John, Malik B., Dice Raw and Michael Heinzer]
  8. Here I Come [Feat. Dice Raw and Malik B.]
  9. Long Time [Feat. Peedi Peedi, Bunny Sigler and Dice Raw]
  10. Livin’ In A New World [Feat. John-John]
  11. Clock With No Hands [Feat. Mercedes Martinez]
  12. Atonement [Feat. Jack Davey]
  13. Can’t Stop This

Beatz

  • Kamal Gray and Randy Watson Experience: 2
  • Khari Mateen and The Roots: 3
  • Tahir and The Roots: 4
  • Owen Biddle, Kevin Hanson, Pedro Martinez, Richard Nichols and The Roots: 5
  • Adam Blackstone, Ahmir ‘?uestlove’ Thompson, Kevin Hanson, Pedro Martinez, Richard Nichols and The Roots: 6
  • John McGlinchey and The Roots: 7
  • Richard Nichols and The Roots with the co-production by Brook D’Leau, Owen Biddle and Pedro Martinez: 8
  • Darryl Robinson, Owen Biddle and The Roots with the co-production by Kevin Hanson, Richard Nichols and Omar Edwards: 9
  • Khari Mateen and The Roots: 10
  • Khari Mateen and The Roots with the co-production by Brook D’Leau: 11
  • Randy Watson Experience and The Roots: 12
  • J Dilla with the co-production by Randy Watson Experience and The Roots: 13
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