The Cenobites (Kool Keith and Godfather Don) – The Cenobites LP

Voto: 4,5

La genesi del progetto The Cenobites nasce curiosamente dalla fine degli Ultramagnetic Mc’s. Era il 1993 e il leggendario gruppo del Bronx capitanato da Kool Keith tentava l’ultima virata sonora prima di lasciare ciascun componente al proprio destino, passando dal tradizionale Funk a un sound maggiormente orientato verso il Jazz ruvido che dominava a quei tempi; l’autore della maggior parte di quella struttura musicale era l’allora semisconosciuto Godfather Don, rapper/produttore che aveva già lavorato con Kool al di fuori del gruppo e che, col medesimo, aveva preparato dei demo che sarebbero poi diventati delle tracce utili da inserire nel nuovo album che i due avevano cominciato a mettere in piedi, leggenda vuole, chiudendosi in una cantina come dei veri e propri eremiti. Nel frattempo, Bobbito Garcia, conosciuto per il famoso show radiofonico condotto assieme a Stretch Armstrong presso la stazione radiofonica WCKR, aveva lanciato la sua casa discografica, la Fondle ‘Em Records, la quale pubblicò “The Cenobites EP” solo in formato vinile (come da intento dell’etichetta per ogni sua uscita), anche se il disco si sarebbe poi ripresentato sotto forma di LP e CD, provvisti di una scaletta che avrebbe visto l’aggiunta di un remix e un pezzo inedito, portando a dieci il numero totale dei brani.

Esaurita la doverosa introduzione, veniamo ai contenuti. Fin dai primi istanti di ascolto, è ben evidente la chimica stilistica esistente tra Keith e Don, ambedue presi a distribuire rime esilaranti e bizzarre, strofe ai limiti dello splatter e invettive dense di humour contro i colleghi incapaci e le major, attacchi percepibili come sfoghi nei confronti di un momento storico nel quale l’Hip-Hop cominciava a mostrare segni di evidente saturazione. I Cenobites tramutano con facilità il disagio in divertimento a loro favore, scimmiottando in maniera irriverente il rapper di turno che accetta di sottostare ai dettami dell’A&R incompetente (“How The Fuck You Get A Deal”), confrontandosi con i pretendenti al loro titolo allestendo un ipotetico ring di wrestling come luogo per il combattimento (“Lex Lugor”) e sguinzagliando il gusto per l’horror combinato a passaggi semicomici, deliranti, composti attraverso una forte dose d’improvvisazione, senza lasciare spazio a studi eseguiti a tavolino. Ogni pezzo sembra difatti provenire da una sessione di freestyle dal tasso tecnico particolarmente elevato, i due dettano il passo connettendo in rima il numero di sillabe più alto possibile spartendosi la quantità di lavoro più grossa, creando strofe da riavvolgere e risentire subito per estrarne l’ilarità; e gli ospiti esterni, in questo caso lo stesso Bobbito e Percee P, s’inseriscono nel meccanismo senza nessun tipo di problema, contribuendo a mantenere intatto lo spirito del disco.

La produzione, come detto sopra, rispecchia fedelmente la direzione verso cui il suono dell’Hip-Hop underground si stava muovendo allora, i sample pescano a piene mani dal Jazz sezionando fiati e trombe di diversa consistenza, ogni traccia è invasa da bassi possenti, unti a dovere, e di tanto in tanto il suono si fa caotico e ipnotico senza rinunciare all’oscurità scelta per l’atmosfera generale, dando a volte un effetto claustrofobico che coglie particolarmente nel segno in “Rhymes I Sniff”, nella quale Godfather Don offre peraltro una prestazione onyxiana. Quando l’aria perde tensione non cambia comunque la positività dei risultati ottenuti, in quanto le cose funzionano più che egregiamente sia in situazioni rilassate come la sublime “Keep On” o “I Was Forgotten” – quest’ultima ricorda molto da vicino i The Pharcyde per umore ed effetti applicati alla voce – che in pezzi d’impatto immediato i quali utilizzano campioni brevissimi di piano, oboe e tromba sapientemente sequenziati, elemento che rende vincenti entrambe le ottime versioni di “Kick A Dope Verse”.

Che si analizzi l’una piuttosto che l’altra edizione del disco, poco importa: sia che abbiate tra le mani il prezioso vinile o l’altrettanto introvabile CD ristampato nel 2000 con l’aggiunta di “Return To Zero”, che è talmente all’altezza da inserirsi naturalmente nella scaletta senza fare la figura della bonus track solitamente riempitiva (proviene da uno scarto di una session degli Ultramagnetic), il risultato non cambia. “The Cenobites LP” è uno di quei prodotti che lasciano indelebilmente il segno anche vent’anni dopo la loro prima pubblicazione, una combinazione letale tra mc’s di grande talento e beat infettivi partorita dalla mente di due geni pazzoidi, che unita all’aura di irreperibilità che il titolo si porta appresso rende doveroso il diggin’ per riportare questa gemma vicina alla luce che merita di godere.

Tracklist

The Cenobites (Kool Keith and Godfather Don) – The Cenobites LP (Fondle ‘Em Records 1993/2000)

  1. Lex Lugor
  2. I Was Forgotten
  3. Kick A Dope Verse [Feat. Bobbito]
  4. Mommy
  5. You’re Late [Feat. Percee P]
  6. Rhymes I Sniff A.K.A. Carlos Died
  7. Keep On [Feat. Bobbito]
  8. How The Fuck You Get A Deal
  9. Kick A Dope Verse (Battered Baby Seal Remix)
  10. Return To Zero (Bonus Track)

Beatz

All tracks produced by Godfather Don

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