Supastition – The Blackboard EP

Voto: 4 +

Un po’ di tempo fa, nella primavera del duemiladieci, Supastition aveva lasciato il mondo dell’Hip-Hop per motivi personali, legati al fatto di dover pensare ad aspetti della propria vita la cui priorità andava sicuramente un passo avanti rispetto a un’onorata carriera underground che aveva sancito l’appartenenza del lyricist del North Carolina a una categoria di mc’s non certo rinchiusa nella media. Kam Moye è rimasto fuori dai giochi per risolvere problemi ma anche per osservare, ricaricarsi e cercare di riaccendere la fiamma della passione andata troppo presto spenta da fattori estrinseci: il primo risultato di questa lunga pausa è “The Blackboard EP”, ideale contenitore all’interno del quale scatenare tutta l’aggressività lasciata a riposo nel tempo, un’idonea ripartenza dotata di una freschezza tangibile tanto nelle idee quanto nei suoni selezionati.

Se la pubblicazione di queste nuove otto tracce doveva fungere da palcoscenico per ripresentare il rapper in uno stato di forma assolutamente smagliante, è necessario ammettere che l’operazione è stata portata a termine con pieno successo: il disco sprigiona un vigore energetico costantemente alto, mettendo in mostra una tecnica metrica e una padronanza linguistica di livello egregio, un flow incessante, di quelli che tendono a dominare il beat, e una larga varietà di argomenti puntualmente corredata da una capacità espositiva eccellente. La versatilità in dote al rapper lo porta a sviscerare tematiche evidentemente derivanti dalla lunga pausa di riflessione, alternandole con assoluta assenza di difficoltà ad altre maggiormente concettuali, nelle quali emergono con decisione la bravura e la puntigliosità in fase di scrittura.

La duratura osservazione della scena dall’esterno è difatti l’ispirazione che costituisce “Yada Yada”, prodotta come sempre con perizia da Marco Polo, la quale attacca i baldi giovanotti che atterrano nel mondo dell’Hip-Hop credendosi migliori delle leggende che magari neppure conoscono, dalla stessa fonte viene originata pure “Rejoice”, nella quale Supa gira la sedia al contrario e, davanti a un’immaginaria platea, racconta della molla che aveva fatto scattare il ritiro, toccando motivazioni come la famiglia, la salute e lo stato malato dei meccanismi che governano l’industria discografica. “Daydream” vuol invece essere la corretta esortazione per svegliare una scena locale – si parla di Charlotte, North Carolina – sempre troppo pigra e poco lungimirante, dipendente dai successi di pochi (<<I dream bigger than the city that I sleep in>>), mentre “Perfect World” trasforma la punta di amarezza del beat in parole attraverso l’espressione della delusione nei confronti delle persone che hanno mollato l’mc durante la sua assenza dalla scena, per poi rifarsi vive a seconda della convenienza.

Di uguale impatto sono i pezzi più fantasiosi, che mettono in campo le qualità di storyteller fortemente presenti in “Best Worst Day”, il racconto di un giorno davvero particolare e dall’epilogo scioccante, sorretto da un’azzeccata base di Dirty Art Club, nonché gli episodi costruiti sul legame tra due concetti differenti, così come esposto in “Expectations”, che mette il desiderio di poter sentire vera musica e poter interagire con donne vere sullo stesso piano, calando un testo ad alto coefficiente di difficoltà come se fosse l’esercizio più semplice del mondo. Non bastasse ciò, ci si rende presto conto di come, dopo aver toccato così tanti temi, Supa sia possente anche nell’annientare la concorrenza con un brag Rap di alto livello (“Indestructible”), formando un’accoppiata vincente che vede M-Phazes alle macchine per un beat energetico e coinvolgente sopra al quale il rapper fa definitivamente piazza pulita mettendo in campo rime interne, collegamenti continui tra una barra e l’altra, parole spezzate appositamente per creare la giusta rima e similitudini di grande inventiva, giusto per ricordare che la creatività qui presente non deve farne dimenticare un’inalterata natura altamente competitiva.

Bella, peraltro, l’idea di mettere a disposizione l’EP su bandcamp scegliendo il prezzo d’acquisto (lo si può scaricare gratis, oppure mettere la cifra che si ritiene idonea), facendo dei proventi delle vendite la futura base economica per un album vero e proprio che l’artista ha già inserito nei suoi programmi a breve termine. Visti i risultati qui ottenuti, non resta che attendere con impazienza.

Tracklist

Supastition – The Blackboard EP (No label 2013)

  1. The Blackboard
  2. Daydream
  3. Indestructible
  4. Rejoice
  5. Best Worst Day
  6. Yada Yada
  7. Expectations
  8. Perfect World [Feat. Dominique]

Beatz

  • Rik Marvel: 1
  • Veterano: 2, 4
  • M-Phazes: 3
  • Dirty Art Club: 5
  • Marco Polo: 6
  • The Mighty DR: 7
  • Croup: 8

Scratch

  • Faust and Shortee: 1, 3
  • Shylow: 7
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