Souls Of Mischief – There Is Only Now

Voto: 4 –

E’ bello vedere che gruppi come i Souls Of Mischief, i quali potrebbero tranquillamente vivere sull’eccellente fama che si costruirono negli anni novanta, cerchino invece di rinfrescarsi ogni volta che decidono di tornare al lavoro (in questo caso in occasione della sesta uscita collettiva), un segno di vera passione per ciò che si fa e di rispetto verso i fan.

“There Is Only Now” rappresentava un test per la carriera dei quattro alternativi di Oakland, California, e pure delicato, perché costituito da un concept album nel cui territorio è obbligatorio addentrarsi spremendo a mille la creatività, evitando di cadere in facili trappole. La sfida si rivela essere perfettamente alla loro portata dato che, come ogni volta che hanno registrato collettivamente a discapito di lunghe pause, A-Plus, Opio, Tajai e Phesto provano nuovamente di possedere una chimica solida come il cemento. Indovinata è pure la decisione di usufruire dei servigi di colui che sta oramai divenendo una sorta di realizzatore di vere e proprie colonne sonore Hip-Hop, Adrian Younge, la persona giusta da interpellare quando serve un comparto sonoro vario ma omogeneo, sia campionato che suonato, che sappia assorbire determinati concetti per poi appaiarli correttamente alle emozioni trasmesse dai testi.

Un plauso va all’architettura, tanto quanto alla stesura: il tema di fondo è un fatto violento realmente accaduto, una sparatoria risalente a vent’anni fa, dalla quale la crew si salvò miracolosamente, uno di quegli eventi che non solo ghiaccia il sangue dalla paura, ma fa fermare a riflettere sulla vita stessa, creando dubbi e sensazioni che i quattro hanno conservato dentro fino a oggi. La realizzazione mischia realtà e fiction e segue un copione ben congegnato, introdotto dalla spiegazione della storia principale e dipanato in scenari secondari che legano in più modi i personaggi, le cui vicende s’intrecciano sino all’epilogo. Come in un film, i pezzi non vedono interruzioni di alcun genere e si passa rapidamente da un ciak all’altro, la presenza di Ali Shaheed Muhammed non va ridotta a un mero tocco nostalgico in quanto fornisce un prezioso narratore che veste i panni dello speaker radiofonico notturno, puntuale nello spiegare i temi dei pezzi, giocando un ruolo chiaramente ispirato da pellicole come “I guerrieri della notte”.

Il tutto si sposa bene con la verve blaxploitation di Younge, il quale ripete il successo di “Twelve Reasons To Die” creando nuove atmosfere psichedeliche, colorate, dense di citazioni anni settanta, fortemente ispirate da archi, campanelli, flauti e organi. L’alternanza tra frenesia e tranquillità gioca un ruolo determinante e, quando viene sottolineata la tensione di alcune scene (fatto particolarmente evidente in pezzi come “There Is Only Now”, “Time Stopped” e “Panic Struck”), si riesce a trasmettere una sensazione quasi ipnotica. Il lavoro lirico è minuzioso, proprio come viene richiesto in contesti come questo per ottenere risultati di livello consono. Impeccabile è poi la fase di scrittura, ognuno dei quattro interpreta ogni personaggio con fantasia, le rispettive abilità nel raccontare storie sono una parte imprescindibile per la riuscita dell’operazione e particolarmente azzeccata risulta la scelta degli ospiti.

Snoop, ad esempio, è semplicemente perfetto per l’atmosfera rilassata della titletrack, così come Busta Rhymes è tremendamente efficace nel calarsi nei panni del cattivo di turno dando quella punta di pazza ironia possibile solo grazie al suo incedere cartoonesco. I diversi stili dei quattro attori principali si fondono al meglio, A-Plus predilige un’alta velocità nello spitting, Opio è in gran forma e alla rapidità aggiunge schemi metrici multisillabici accattivanti, mentre Tajai e Phesto puntano maggiormente sulla precisione, una scelta certamente consona ai loro profondi timbri vocali. Una menzione tecnica a parte la merita il bellissimo singolo “Finally Back”, dove i quattro diventano micidiali, tutti interagiscono sparando sillabe a velocità pazzesche mantenendo una dizione perfetta, un esercizio lirico di grande spessore che avrebbe ben figurato anche in un piccolo numero di pezzi dove l’entrata in scena degli mc’s e la delivery rimangono un po’ troppo stagnanti.

Un’altra piccola annotazione riguarda i saltuari inceppamenti nel flow quando si affrontano alcune battute irregolari, di tanto in tanto la testardaggine nell’incastrare a forza sillabe all’interno di una rullata di batteria particolarmente difficile fa più danni che altro, come evidenziato da una “Ghetto Superhero” divertente ma pasticciona, o dai cambi di ritmo improvvisi di “Another Part Of You”, non sempre gestiti impeccabilmente. Sono tuttavia piccolezze che passano in secondo piano perdendosi tra le numerose positività di “There Is Only Now”, tra le quali emerge in particolare il fatto che, nonostante l’album sia il frutto degli sforzi di una crew che ha vissuto in pieno l’Hip-Hop nel suo massimo splendore (ricordiamolo, provenendo da Oakland e fregandosene altamente del Gangsta Rap), abbia tutt’altro scopo che presentarsi, nel duemilaquattordici, come l’ennesimo ritorno nostalgico delle vecchie glorie.

La sua freschezza creativa da un lato è indubbiamente accentuata dal talento compositivo di uno dei produttori più caldi del momento, ma dall’altro rappresenta la piena riuscita di una prova che oggi molti veterani affermati nemmeno tenterebbero. I Souls Of Mischief non hanno tempo e voglia né di reimpastare il passato, né di scaldare minestre, perché non c’è tempo per pensare a nulla, se non al momento che sta per trascorrere e che non bisogna far fuggire via.

Tracklist

Souls Of Mischief – There Is Only Now (Linear Labs 2014)

Disc 1

  1. K-Now Intro [Feat. Ali Shaheed Muhammed]
  2. Time Stopped
  3. Womack’s Lament [Feat. Busta Rhymes]
  4. Panic Struck
  5. K-Now Interlude 1 [Feat. Ali Shaheed Muhammed]
  6. Another Part Of You [Feat. William Hart]
  7. All You Got Is Your Word
  8. There Is Only Now [Feat. Snoop Dogg]
  9. Meeting Of The Minds
  10. K-Now Interlude 2 [Feat. Ali Shaheed Muhammed]
  11. Miriam Got A Mickey
  12. Stone Cold [Feat. Scarub]
  13. The Synopsis [Feat. Ali Shaheed Muhammed]
  14. Ghetto Superhero
  15. K-Now Reprise [Feat. Ali Shaheed Muhammed]
  16. Narrow Escape
  17. Finally Back
  18. The Last Act
  19. K-Now Outro [Feat. Ali Shaheed Muhammed]

Disc 2:

  • Instrumentals

Beatz

All tracks produced by Adrian Younge

The following two tabs change content below.