Skyzoo – Milestones

Voto: 4

Reperire la forza mentale per cambiare una narrazione ricorrente è un passo necessario per fuggire dal luogo comune. Nulla è predeterminato per sempre, la sopraggiunta maturazione varia concetti e prospettive aiutando a evitare il giudizio, spesso forzato dal non saper vedere più in là del proprio naso; di black stories americane ne abbiamo sentite di ogni genere, perlomeno nei settori che riguardano le nostre passioni più ferventi – musica e sport nel caso dello scrivente – e se siamo arrivati a leggerle o a vederle documentate, significa semplicemente che il protagonista, nonostante le notevoli difficoltà passate in fase di crescita, ce l’ha fatta. Quante volte dietro a queste storie c’è stato il supporto di una madre forte, ineccepibile, instancabile e soprattutto sola? E quante altre volte questo racconto, nei tempi più moderni, ha avuto necessità di fuggire dal pregiudizio per arrivare a concepire una realtà completamente differente, più responsabile e coscienziosa?

Il concetto che Skyzoo ha pensato per la realizzazione di “Milestones“, EP che gioca sul riferimento alla figura paterna quale pietra miliare nonché sul nome di suo figlio Miles, poggia proprio sull’esigenza di confutare la storica assenza genitoriale maschile all’interno della comunità nera. L’intento è quello di far virare quel quadro familiare nebuloso verso lidi positivi, più completi, sottolineando come la nuova generazione di papà si sia fatta trovare pronta a soppiantare una volta per tutte quelle mancanze così pesanti da digerire, causate da morte prematura e sovente violenta, codardia, o dalla semplice incapacità di assumersi una delle responsabilità (e soprattutto gioie) più grandi della vita.

Attraverso racconti e memorie di vita vera, tutti stilati con la consueta qualità in termini di eleganza metrica ed espressiva, Skyzoo edifica una vera e propria espressione cerimoniosa di suo padre, enfatizzandone le connotazioni più positive – nonostante un’esperienza che l’ha presto portato a vivere in due abitazioni differenti proprio a causa della separazione dei genitori. L’aspetto è deliziosamente descritto nell’apertura di “Duffle Bag Weekends”, storia di una gioventù trascorsa spesso con zaini e valigie costantemente preparati, nella quale l’autore coglie nel contempo l’occasione per raccontare la sua vivacità e le sue abitudini, offrendo una capacità descrittiva come sempre elastica e dettagliata nei legami figurativi (<<two cribs but couldn’t keep me inside none/you know tryna be outside until outside’s done/too many reasons to not be out when the time comes/and too many dice games, so find me inside one>>).

L’aura di positività che attornia il disco è particolarmente marcata quando si tratta di porsi a confronto con amici e coetanei. Il punto di vista dell’autore non va mai a cercare di dissotterrare eventuali mancanze dei propri genitori e, ancora più, non cerca mai una giustificazione in esse; è assai interessante, dunque, la prospettiva offerta da brani come “Turning 10”, dove la figura materna esegue un maturo passo indietro lasciando alla controparte maschile il compito di seguire li figlio più da vicino in concomitanza del suo ingresso nella preadolescenza. Ma non è tutto qui, perché Skyzoo apre il pezzo con una disamina posta in storytelling accentuando la sua stessa fortuna con metodi espressivi non meno che eccellenti (<<my man used to sling to his mother/took a couple dollars off so she ain’t think he don’t love her/I said ‘damn son, your pops don’t care?’/He said ‘son, I don’t know/my father been in and outta Rikers since I was 9 years old/he passed me the L and then continued to bag snow/I pictured myself in his shoes and took a drag slow’>>), così come “At Least I Got One” raffigura un altro metodo per vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, creando il ritornello attraverso uno dei tanti dialoghi campionati da “Boyz In The Hood”, pellicola firmata dall’indimenticato John Singleton che funge pure da esplicita citazione per l’artwork della copertina.

La dedica concettuale diviene quindi collettiva in “A Song For Fathers”, che invoca un festeggiamento giornaliero per tutti coloro che portano i propri figli sul palmo di mano, creando una struttura di strofe che racconta del passaggio di testimone estraendo emozioni vivide, dolci, legando a doppio filo ciò che l’artista presumeva potesse essere l’esperienza di genitore guardando alla sua figura paterna di riferimento, prima di arrivare a realizzarne lui stesso il significato una volta saputo che il medesimo ruolo gli sarebbe presto toccato (<<the day that the baton came to me/heart started jumping when your mom came to me/and said that you were cooking>>).

E’ una celebrazione eseguita a suon di Jazz, che permea tutte le produzioni presenti creando un gustoso minimo comune denominatore, per un risultato che ricrea in via del tutto gradevole una lontana ma percepibile essenza riconducibile alla metà esatta degli anni novanta. Ogni produttore, compresi i più noti !llmind e Marc Nfinit, esegue un egregio lavoro nello svestirsi del proprio stile personale per addivenire alle esigenze del disco, offrendo corposi breakbeat che puntano dritti al classico, adornati con loop di piano e trombe che centrano l’obiettivo di ricreare quella magia del passato, contornando così le peculiarità vocali del rapper di tinte completamente differenti dalle strumentali notoriamente più moderne di cui il medesimo usa avvalersi nella consuetudine.

Molto è quindi cambiato da quando l’animo coscienzioso di Edo. G si appellava al senso di responsabilità comunitaria nella leggendaria “Be A Father To Your Child” o da quelle rime incazzate ove Treach inveiva in tutti modi conosciuti contro il bastardo che l’aveva messo al mondo. La nuova generazione di papà afroamericani ha recepito quei messaggi, lavora sodo per essere oggi più presente che mai e ha finalmente sovvertito i pronostici più ovvi. E, tra una sessione di gioco e l’altra con i figli, rappano pure da Dio. Celebrate.

Tracklist

Skyzoo – Milestones (Mello Music Group 2020)

  1. Memory Serves Me
  2. At Least I Got One
  3. Turning 10
  4. Duffle Bag Weekends [Feat. Ashtin Martin]
  5. Eyes Wide Shut
  6. A Song For Fathers
  7. Duly Noted

Beatz

  • 1st Official: 1
  • Marc Nfinit: 2, 3, 5
  • Tuamie: 4
  • !llmind: 6
  • Aaron Hardin: 7
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