Siruan – Brividi

Mi sembra anzitutto corretto ammettere che, prima di averlo visto nel video di “Evviva l’Italia“, di Siruan sapevo poco o nulla, più precisamente il nome non mi era nuovo, ma di suo non avevo ascoltato alcunché. Doveroso, dunque, dirvi che Matteo Gracis, dopo un mixtape, un demo e numerosi live, è alla prima uscita ufficiale, composta per i dieci undicesimi da brani scritti nell’arco di circa dodici anni e qui ri-arrangiati e ri-registrati, proponendo contaminazioni (coraggiose, pur se a volte discutibili) col Folk, col Rock e con la Dance. Bene, un primo appunto potremmo già porlo: a mio modo di vedere un artista emergente non dovrebbe esordire con una sorta di raccolta, tanto più in un genere che spesso cambia volto con estrema rapidità. Il rischio, soprattutto, è di mettere assieme un prodotto disunito, confuso, perfino incoerente; inseriamo “Brividi” nel lettore e verifichiamo se sia o meno così.

Si comincia proprio con “Evviva l’Italia”, singolo orecchiabile, musicale, intelligente, attuale, palesemente in odore di Caparezza ma più modesto nella scrittura, segue “Scusa se faccio Rap”, schietta presa di posizione rispetto alla propria maniera di intendere il Rap, spogliato di tutte le esagerazioni e i cliché che troppo spesso scivolano verso l’emulazione di atteggiamenti posticci e puerili. In tutta onestà, fin qui l’esperimento sembrerebbe reggere, peccato che dalla terza traccia in poi scopriremo che le cartucce migliori siano già state sparate e i luoghi comuni, pur se di altra natura, abbondino. Stucchevole e ridondante (anche musicalmente) il bis d’amore in “Troppo tardi” e “Solamente una notte” (un esempio: <<sento la tua pelle che profuma di pesca, mi manda fuori di testa in questa notte di sesso, notte di festa, confesso, vorrei dirti basta ma non ci riesco>>), ampiamente scontata la critica generazionale di “Ragazzi di oggi” (elementare anche negli incastri), risibile l’immaginario abusatissimo di “Mille fate colorate”, con autentiche perle come <<io sono il tuo leone, tu sei la mia pantera, con questa luna piena in questa notte nera saremo entrambi cacciatore e preda>> (per non parlare della voce femminile nel ritornello, sovraccarica di effetti terrificanti), degna poi del peggior Dj Francesco “Ho trovato le parole”, sempre dedicata a una lei, però con intenti differenti (cito ancora: <<ho trovato le parole e ora ti dico con il cuore qualcosa di carino amore, quattro sillabe, dieci lettere, sentile: vaf-fan-cu-lo>>; da notare che nel booklet la sillabazione è sbagliata!). L’incongruenza, ahimè, diventa lapalissiana in “Vite hardcore” che, dopo il miele, le battute e il volersi distinguere dalla scena, recupera senza nessuna credibilità gli stessi stereotipi utilizzati dalla maggior parte degli mc’s.

A questo punto non occorre dilungarsi oltre su “Ombre nel deserto”, “Tu sei” (ennesima overdose di romanticismo) e un remix abominevole, il dato che reputo necessario sottolineare è che “Brividi”, a prescindere da un certo anacronismo e da scelte quantomeno discutibili, dimostri limiti e mediocrità tanto nel Rap, una catena di rime baciate, quanto (o più) nel beatmaking, assolutamente privo di personalità. Tacciatemi pure di ortodossia e integralismo (continuo a credere che <<a casa mia l’Hip-Hop col Pop non c’entra un cazzo>>), tuttavia la sola conclusione che riesco a trarne è che Siruan abbia ancora parecchio da lavorare e, magari, potrebbe cominciare scegliendo a quale tipo di pubblico rivolgersi: girotondini, lettori di Harmony o, utilizzo il loro nome di battesimo, b-boy. Impossibile riuscire a mettere d’accordo tutti e tre contemporaneamente.

Tracklist

Siruan – Brividi (Pull Music 2011)

  1. Evviva l’Italia (Sircus)
  2. Scusa se faccio Rap
  3. Troppo tardi [Feat. Klaudia 2k]
  4. Solamente una notte
  5. Ragazzi di oggi
  6. Mille fate colorate
  7. Ho trovato le parole
  8. Vite hardcore
  9. Ombre nel deserto
  10. Tu sei
  11. Ho trovato le parole – D@niele Dancefloor Remix

Beatz

Tutte le produzioni di Matteo “Siruan” Gracis

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