Silent Knight – Busy Is My Best Friend

Voto: 4 +

Da un lato dispiace per l’artista, perché chi ha talento da vendere e voglia di lavorare duro meriterebbe almeno una possibilità di farsi conoscere da una vasta platea. Dall’altro non dispiace per l’artista, perché non riuscendo a farsi elargire un contratto da una major, la sua libertà espressiva, comunicativa e artistica viene preservata e arriva incontaminata a destinazione, pur giungendo a un numero ristretto di padiglioni auricolari rispetto a ciò che poteva essere. Gente come Silent Knight riesce tranquillamente a farsene una ragione, un rifiuto da parte di chi ha il cash ma che di musica non ne capisce non impedisce di continuare a rincorrere il proprio sogno, non preclude la possibilità di produrre altra musica di qualità, non fa mollare tutto perché ci si è arresi; anzi, per chi ha il carattere giusto, le motivazioni per trasformare l’Hip-Hop in una routine quotidiana simile a quella di un lavoro vero e proprio si moltiplicano, per dimostrare ai detrattori cosa ci si è persi.

Quindi è giusto concludere che chi si è perso “Busy Is My Best Friend”, uno dei dischi meno pubblicizzati e più sottovalutati del duemilaundici, deve rimediare recuperando un lavoro versatile, tecnico, bilanciato e variegato, quattro aggettivi che difficilmente riescono a stare assieme per tutta la durata di un’uscita, ma che qui fuoriescono in continuazione, colpiscono l’attenzione in modi sempre nuovi e diversi, facendo capire che c’è qualcosa in più del solito buon disco Hip-Hop. Tanti dei concetti di fondo dell’album possono essere reperiti nel singolo “Stayin’ Busy”, che parla di lavoro incessante, della ricerca del risultato migliore, quasi scusandosi con familiari e amici per i lunghi periodi di assenza dovuti a una sorta di ermetismo creativo, in quanto lo stare occupato è l’unico modo per riuscire nei propri intenti.

<<Not going to the club every other night/staying in the crib cause you’ve got records to write>>, uno dei passaggi chiave della bella “Grind Mode”, rappresenta una volta in più il credo e il manifesto artistico di un mc che desidera aprirsi, condivide con facilità emozioni e introspezione, racconta chi è, com’è arrivato fin qui e dove intende arrivare. Sotto questo punto di vista, colpiscono pienamente nel segno tracce come “What Would I Do?”, dove Silent Knight e Kam Moye (aka Supastition) scavano a fondo nel proprio animo, analizzano e traggono importanti conclusioni creando due strofe perfettamente in sintonia tra loro sia per contenuto che per proprietà di linguaggio, ma anche dell’intelligente e conclusiva “Must Begin”, costruita metaforicamente su un viaggio mentale che rimbalza tra il presente e il passato, gettando al contempo un occhio verso un futuro incerto da creare e tuttavia traendo una conclusione positiva che si scosta dalla malinconia iniziale.

L’interessante metodo di scrittura trova perfetta corrispondenza con una tecnica rilevante e pulita, Silent Knight si destreggia molto bene in produzioni sempre diverse tra loro sciorinando un massiccio utilizzo di rime composte e termini ricercati, proponendo schemi metrici piuttosto duttili. L’attenzione e la cura nella selezione dei beat è notevole ed encomiabile, vi sono dodici produttori per tredici tracce e non c’è una base che possa far venir voglia di annoiarsi, tanta è la varietà messa in campo. Vi sono suoni chiari e puliti come quelli della stupenda “Fortify” e della possente “Grind Mode”, abbinamenti vincenti tra cori cantati e rullanti pesanti in “What Would I Do?” e passaggi dove il concetto espresso dal suono è vicinissimo alla tematica presente nelle parole, come ad esempio in “The Noid”, assemblata da Illmind attraverso nevrotici tocchi di piano idonei al senso di paranoia che esprime il testo.

Non per questo vengono trascurate impostazioni più classiche in strumentali dove gli archi si mischiano bene al boombap come in “Build Truths”, che sembra cucita da Premier, e “SK All Day”, quest’ultima una mina dei Beatminerz. Ma gli orizzonti cambiano di continuo, ricreando anche quella particolare fusione di generi propria del collettivo The Band Called Fuse, progetto parallelo di Silent Knight, e che caratterizza “Tomorrow” rendendola una delle tracce più incalzanti – grazie anche alla chitarra elettrica – del disco.

Da acquistare e diffondere al più presto possibile.

Tracklist

Silent Knight – Busy Is My Best Friend (Soulspazm/Elementality Productions 2011)

  1. Proof Of Life
  2. Grind Mode [Feat. Braille]
  3. Stayin’ Busy
  4. Fortify [Feat. Gift Of Gab and Iam]
  5. What Would I Do? [Feat. Neenah and Kam Moye]
  6. Salute [Feat. KON]
  7. Back In The Trenches
  8. SK All Day
  9. Build Truths
  10. The Noid [Feat. Mela Machinko]
  11. Força [Feat. M. Josephine]
  12. Tomorrow (Remix) [Feat. Soul Qloc]
  13. Must Begin

Beatz

  • Soul Professa: 1
  • DaveNotti: 2, 6
  • The Audible Doctor: 3
  • Tripmastaz: 4
  • Northern Profit: 5
  • D-Slaps: 7
  • Da Beatminerz: 8
  • Analogic: 9
  • Illmind: 10
  • Laudz: 11
  • Madwreck: 12
  • Dj K.O.: 13

Scratch

  • Dj Wreckineyez: 10
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