Shape Of Broad Minds – Craft Of The Lost Art

Voto: 4,5

Con un’estetica da “20.000 leghe sotto i mari” e un’attitudine retrofuturistica degna dei migliori allucinogeni, arrivano da Brooklyn, via Philadelphia, gli Shape Of Broad Minds. Ma sarebbe forse meglio usare il singolare per questo quintetto, poiché ben quattro elementi fanno capo al medesimo individuo, la grande mente in questione: Jneiro Jarel, produttore Hip-Hop estremamente poliedrico, che per l’occasione si moltiplica per quattro (gli mc’s Jneiro, Rocque Wun, Panama Black e il producer Dr. Who Dat?) e si fa aiutare (non è chiaro fino a che punto…) dal polistrumentista e fido collaboratore Jawwaad Taylor, texano di Houston. L’ennesimo caso di iperattività artistica, magari accompagnata da un leggero tocco di mitomania, direte voi, mentre il pensiero corre subito a figure come Madlib o MF Doom, che già hanno abituato il loro pubblico a questo tipo di bizzarrie.

Ma con Jneiro le cose si fanno non poco interessanti. Ispirandosi dichiaratamente a personaggi come Steely Dan, Jimi Hendrix, Prince, Wu-Tang Clan, Herbie Hancock, De La Soul, J Dilla e lo stesso Madlib, gli Shape danno nuova linfa a un Hip-Hop spesso minacciato da sperimentazione fine a se stessa. Partendo dalle premesse dell’EP “Blue Experience”, Jneiro mostra tutto il potere delle sue grandi menti negli oltre sessanta minuti di “Craft Of The Lost Art”; menti rivolte al futuro ma con le radici ben piantate nella tradizione, capaci di veicolare il Rap più classico anche attraverso strumenti come theremin o sintetizzatori e generi come la New Wave o il Free Jazz. Il viaggio psichedelico di “Craft Of The Lost Art” ricorderà volta per volta qualcosa che già artisti come Outkast, Slum Village, Soulquarians, Sa-Ra Creative Partners, Madvillain o Gorillaz hanno comunicato e che Jneiro non manca di riproporre a modo suo.

Le strutture sonore e compositive sembra prendano forma come fossero amebe che confluiscono in un’unica grande pulsazione cerebrale. E Jarel non sarà il miglior mc del pianeta, certo, ma sa come assecondare questa pulsazione e, nel caso, si fa anche dare una mano da ottimi collaboratori, ovvero Count Bass D in “It Lives On” (una strofa micidiale in un pezzo ingiustamente troppo corto), Lil’ Sci (già nei Scienz Of Life e nei Sol Uprising) nella drammatica “So Much (Chaos)” (<<too many heads in our culture not repping it right/that’s why we’re here now/philanthropists through the mics, feed the hungry with these ill styles>>), la bravissima mc/vocalist Stacy Epps (l’altro 50% dei Sol Uprising e già collaboratrice di svariati artisti in forza alla Stones Throw) in “They Don’t Know”, dunque l’immancabile Mr. DOOMile nell’inarrestabile “Let’s Go”.

Il risultato bizzarro ma assolutamente armonico degli esperimenti di Jneiro e dei suoi pseudo-compagni di formazione è senz’altro destinato a far parlare di sé; l’Hip-Hop lisergico di “Craft Of The Lost Art” è tra le cose più fresche ed eccitanti dell’anno. <<Never heard something like this before/and probably won’t for two or three thousand centuries more>>. Che cervelloni…

Tracklist

Shape Of Broad Minds – Craft Of The Lost Art (Lex Records 2007)

  1. Gorilla Mash
  2. Light Years Away
  3. Let’s Go [Feat. DOOM]
  4. Changes
  5. Nahuma (Interlude)
  6. OPR8R
  7. Buddafly Away
  8. Unnamed
  9. It Lives On [Feat. Count Bass D]
  10. So Much (Chaos) [Feat. Lil’ Sci]
  11. Buzz Around Town
  12. They Don’t Know [Feat. Stacy Epps]
  13. Bopper Blocker
  14. Electric Blue
  15. Mermaid (Outro)
  16. It Ain’t Dead!
  17. Beast From Da East
  18. Lullabanger (Thelonious Dedication)
  19. Viberian Sun
  20. There 4 Me
  21. Stiff Robots & Drunken Horses
  22. Solo (Underwater) [Feat. Deborah Jordan]
  23. 12C

Beatz

All tracks produced by Jneiro Jarel

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