Sadat X & El Da Sensei – XL

Voto: 3

Nella sua ancor giovane esistenza l’Hip-Hop ha attraversato repentini cambiamenti, alimentandosi spesso della sua stessa necessità di continua evoluzione. La situazione odierna di certo non si sottrae al mutamento, d’altro canto l’enorme espansione della Cultura ha permesso una fruizione su larga scala alterandone drasticamente utilizzo e presupposti, trasformando il rapper che un tempo lottava per emergere contando solo sulla sua classe in un estremo difensore della qualità e del talento, azione divenuta oramai una prerogativa per chi naviga queste acque da decenni con soddisfazioni solo relative, con la beffa di ritrovarsi soppiantato da una moltitudine di artisti improvvisati.

L’Hip-Hop underground vive di conseguenza in una sorta di fumetto dove il veterano assume un ruolo sempre più marcato da paladino impegnato a rispolverare armi di un glorioso passato col fine di lottare contro lo scarsone tritadenaro di turno. Ispirandosi a unioni temporanee già sperimentate da molti colleghi in precedenza, El Da Sensei e Sadat X colgono il pretesto dell’esperienza congiunta – oltre che per coronare un’amicizia lunga decenni – per erigere esperte difese contro tutti quei concetti oggi sfuggiti di mano, ponendosi nuovamente in discussione per dimostrare che l’avanzare dell’età non ha certo intaccato la loro bravura nel produrre Rap di valore.

Tali premesse rendono di conseguenza intuibile lo svolgimento tematico di un’operazione viaggiante su un binario univoco per la quasi totalità della nutrita scaletta ben coniugando le differenti caratteristiche tecniche dei due interpreti, ovvero fondendo adeguatamente la metrica lineare e svelta di El alla tipica irregolarità di un Sadat cui giova l’aver mantenuto intatta tanto la singolare espressività tonale quanto i tratti distintivi della timbrica. I diciannove pezzi proposti da un elenco completato dalla classica introduzione scratchata e da un paio d’interludi strumentali si snodano quindi attraverso schemi precisi e un tantino rigidi: mai ci si allontana dalla legnosità della formula strofa-ritornello-strofa, pur denotando l’indubbia abilità del Sensei nella costruzione assonante dei vari refrain, i gruppi di versi sono prevedibilmente suddivisi con equità e formati da argomenti comprendenti cicliche sottolineature della propria perizia gestionale di microfono e pubblico, del duro lavoro, della corretta interpretazione morale della Cultura; scudi virtuali da opporre alla debordante ignoranza.

Nozioni, queste, che ci vedono sì concordare in pieno con la linea di pensiero del duo, ma che al contempo delimitano un profilo solo modesto per un’operazione che vede in parte mortificato il valore del proprio scopo. Diciamo ciò perché “XL” suona evidentemente vetusto, considerazione che non vuol essere critica nei confronti di un’esecuzione metrica indubbiamente proficua e consistente, però all’interno della quale è necessario inglobare il lato concettuale e produttivo del progetto, troppo sovente latitanti se relazionati all’impegnativa estensione della scaletta.

I pezzi da tenere fortemente in considerazione non mancano, chiariamoci bene; si fa spesso e volentieri ritorno sul registro trionfale di “Building Character”, sul taglio vincente dei brevi sample di “Dotty X & The Sen”, sul piacevole taglia-e-cuci del campione vocale di “3 Rounds To Spar”, una traccia che fa respirare l’aria di New York a pieni polmoni e non solo per l’aggiunta di Freddie Foxxx al pacchetto. “That’s Life” e l’ottimo remix di “On The Job” propongono misure classiche e sezioni ritmiche da headnod immediato; proprio quest’ultima rappresenta anche uno dei rari ampliamenti della resa realizzativa, esemplificando una costruzione che i due veterani eseguono senza l’ausilio di un manuale che già conoscono a memoria ma che nel contempo va ad esprimere tutte quelle potenzialità che “XL” ritiene – a torto – di dover lasciare da parte, preferendo premere l’acceleratore sulle tematiche già in precedenza elencate.

Nemmeno i liricismi di ospiti d’alta fascia come R.A. The Rugged Man riescono più di tanto nella risoluzione della questione, in quanto i giochi di parole che catturano l’orecchio abbondano (<<Hip-Hop needs some regulation, death by strangulation/what’s with little bitch minded fuckboy generation/hollow bullets leave you sleepy like a horseman headless>>“3 Kings & A Queen!”), tuttavia si disquisisce pur sempre della solita femminizzazione della Cultura, dunque si inverte l’ordine degli addendi senza riuscire a variare ciò che ne consegue. Identico ragionamento per l’apatico concept di “Sign In”, la testarda acredine di Sadat X verso tutto quel che è senz’anima e tutti quei brani atti a delineare la potenza del duo, la rispettiva longevità e il grindin’, tema di fondo che accomuna “Like It”, “Hard Work” e la titletrack stessa. Potendo scegliere, meglio le scosse d’adrenalina date dai pezzi più dinamici e pesi, tra i quali vanno meritevolmente citati “Time To Get Live” e “Power Moves”, che propongono una gestione del flow più vivace e si possono interpretare per ciò che effettivamente sono: delle semplici e apprezzabili dimostrazioni di stile.

Non è poi d’ausilio una produzione che – esclusi i casi appena evidenziati – tende a perdersi tra l’ordinario e il mediocre, riversando sul Rap il compito di tenere in qualche modo alta l’attenzione in più di qualche traccia, compito che principalmente El Da Sensei svolge con lodevole costanza grazie alla virtù dei suoi intrecci sillabici. Da questa prospettiva, il percorso conclusivo del disco è particolarmente significativo: brani di buona fattura vengono alternati a materiale in sovrappiù, vedasi l’insignificante beat di “Never Say Never”, più filler che bonus, la moscia “It Takes Two” e l’incolore “Put ‘Em Up”, fallace nell’abbinare sonorità coerenti all’attitudine hardbody del testo.

Il connubio – idealmente simile a tanti altri allestiti nel recente passato tra protagonisti della golden age – ne replica i risultati non del tutto convincenti, contrassegnando “XL” quale disco non all’altezza della reputazione che queste due leggende sono riuscite a costruirsi in tutti questi anni di devoto lavoro.

Tracklist

Sadat X & El Da Sensei – XL (Vinyl Digital 2018)

  1. Dj Hush XLent Intro
  2. Dotty X & The Sen
  3. Breakthrough
  4. XL
  5. 3 Rounds To Spar [Feat. Freddie Foxxx]
  6. Hard Work
  7. Building Character
  8. Power Moves
  9. Sign In [Feat. A.G.]
  10. War
  11. Like It
  12. 3 Kings & A Queen! [Feat. R.A. The Rugged Man and Sa-Roc]
  13. On The Job
  14. XL Interlude
  15. Time To Get Live
  16. Peterlude
  17. Copy Dat
  18. That’s Life [Feat. Nutso]
  19. It Takes Two
  20. Put ‘Em Up
  21. On The Job (Remix)
  22. Never Say Never (Bonus Track)

Beatz

  • P-Original: 1, 14, 16
  • J Rawls and Dj Rhettmatic: 2
  • Mentplus: 3, 12, 19
  • Amed: 4
  • Divine Drummah: 5
  • Gensu Dean: 6, 11
  • J Rawls: 7
  • Dj Science: 8
  • Koolade: 9
  • Internal Quest: 10
  • D-Rec: 13
  • King I Divine: 15
  • Tony Galvin: 17
  • Dj Spinna: 18
  • D Smooth and Ken Wood: 20
  • Kic-Beats: 21
  • Grant Parks: 22

Scratch

  • Dj Grazzhoppa: 14
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