Kyo Itachi and Ruste Juxx – Meteorite

Voto: 2,5

Ruste Juxx and Kyo Itachi - MeteoritePur avendo apprezzato il primo episodio del percorso collaborativo intrapreso da Ruste Juxx e Kyo Itachi, la presentazione di questa nuova avventura congiunta tra il BK Assassin ed il producer francese aveva francamente partorito dubbi sin da principio. L’illustrazione grafica di copertina e la composizione dei titoli delle tracce, uniti da un comune filone tematico, potevano erroneamente far presagire a un lavoro di tipo strettamente concettuale, impressione velocemente accantonata di fronte alle conosciute doti di un rapper che per esprimersi ha sempre utilizzato i modi più rudi e semplici, senza mai fare dell’ampiezza argomentativa il suo cavallo di battaglia – giusto per utilizzare un chiaro eufemismo. “Meteorite” non fa che confermare i sospetti: tredici pezzi inclusivi di tre brevissime strumentali che marcano inizio, linea di mezzo e termine dell’album, una scaletta equivalente ad un agglomerato di episodi dove presenziano testi prevedibili e limitati (una superficiale metafora priva di polpa che si allarga senza scopi precisi su tutta l’estensione dell’album, lasciando al proprio misero destino lo svolgimento di un concetto che altri artisti avrebbero altrimenti reso accattivante).

Non troviamo difatti molto utile intitolare una traccia “Constellation” se, alla fine dei conti, l’unico aspetto che emerge dalle liriche è la conferma di come il tema portante sia immutato rispetto alle precedenti esibizioni di Ruste Juxx, il quale non fa altro che promuovere la sua figura di thug dotato di sentimenti autentici per la strada, cercando di rimare – neppure troppo bene – battagliando ossessivamente per sminuire la potenziale competizione, appunto come ha sempre fatto. Con queste parole potremmo tranquillamente aver racchiuso tutta l’essenza di un disco che sembra muoversi costantemente su un binario morto: Pezzi come “Astronaut” sono la chiara rappresentazione delle lacune di un artista che chiude rime utilizzando i nomi dei pianeti, creando schemi metrici intuibili già al primo ascolto e addirittura prima che il medesimo abbia terminato di enunciare la barra, altri come “Black Hole” presentano una stesura del testo elementare e crollano persino di fronte al non arduo compito di creare un ritornello efficace. Quello che poteva e doveva essere il passo più significativo del disco, un tributo al mentore Sean Price intitolato “Universal Sean”, potrebbe addirittura rappresentare il punto più basso qui raggiunto, dato che gli intrecci di rime sono fin troppo semplicistici e in alcuni casi – spiace dirlo – raggiungono addirittura l’imbarazzo, come se la situazione non fosse già sufficientemente appesantita da un featuring di Rock che poteva starci a puntino ma che si rivela solo un’accozzaglia di intermezzi parlati tra una strofa e l’altra di Juxx.

Per chi, come il sottoscritto, riponeva concrete speranze nella produzione, la delusione è solo parziale – e nemmeno questa è una buona notizia. Le capacità compositive del francese Kyo Itachi sono difatti ben note ed apprezzate, ma qui restano perlopiù inespresse. Se la sua discografia precedente ha goduto del giusto successo grazie alla commistione tra basi granitiche e campioni dotati di un raggio di selezione molto ampio, qui ci si limita a delle buone combinazioni di sample filtrati tutti allo stesso modo – è presumibile l’acquisizione del materiale tramite un SP1200 – e trame in grado di fornire una botta di energia al disco solo in maniera saltuaria. Pezzi come “Ruste’s Comet” costituiscono una virata necessaria dalla monotonia, così come la sinistra “Cosmic Dust” è certamente da includere tra i momenti apprezzabili, non manca una sufficiente dose di banger posizionata soprattutto nella prima frazione della scaletta (“Galaxy Goons”, “Meteorite”), ma a venir meno è la sensazione di genialità che il producer aveva trasmesso in tutte le sue prove precedenti, soppressa da loop generalmente essenziali e poco stuzzicanti, tutte considerazioni che – unite alle precedenti – vanno ad asseverare la grossa delusione prodotta da “Meteorite”. Se proprio volete divertirvi ascoltando qualcosa di Kyo Itachi e Ruste Juxx, non resta che recuperare “Hardbodie Hip Hop” e far finta che null’altro sia mai accaduto.

Tracklist

Kyo Itachi and Ruste Juxx – Meteorite (Shinigamie Records 2016)

  1. Intro Cosmos
  2. Galaxy Goon
  3. Meteorite
  4. Constellation [Feat. Pressha Dinero]
  5. Nebula
  6. Black Hole
  7. Intergalactus
  8. Cosmic Dust
  9. Water On Mars [Feat. Rim Da Villins]
  10. Ruste’s Comet
  11. Astronaut [Feat. Illa Noyz and Skanks]
  12. Universal Sean [Feat. Rock and Vandyke Myke]
  13. Outro Galactic

Beatz

All tracks produced by Kyo Itachi

Scratch

All scratches by Dj Impact

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