Rodan – Theophany: The Book Of Elevations

Voto: 4 –

L’appetito, si sa, vien mangiando… E così, avendo appena tolto un po’ di polvere da “Take Me To Your Leader” di King Geedorah, mi sembra giusto rendere il dovuto spazio anche a un altro mc del collettivo Monsta Island Czars, quel Rodan (aka Dr. Moreau, già nella formazione originaria dei KMD) che sedici anni fa ebbe modo di pubblicare il suo primo – e unico – progetto solista. “Theophany: The Book Of Elevations” usciva ovviamente per Day By Day Entertainment, la label fondata da MF Grimm e il cui catalogo comprendeva titoli a firma Count Bass-D, Lightheaded, Atoms Family, Cryptic One, Block McCloud e Megalon (anche lui nei M.I.C.); il successo non arrise né a quest’ultima, mai sfuggita alla palude in cui spesso emergono e affondano la maggior parte delle piccole realtà underground, né al protagonista della recensione, che collochiamo per abilità nel terzetto di testa del gruppo, proprio con Doom e Jet-Jaguar (attenti alle grafie dei nomi, talvolta errate).

Diversamente da “Escape From Monsta Island!”, l’intreccio di “Theophany” verte su un cervellotico guazzabuglio di religione, sguardo sul sociale, filosofia di strada e nerditudine assortita, amalgama che non rende certo l’ascolto una passeggiata, privo com’è di zone franche e parentesi di distensione. Coerente il contributo di X-Ray (aka King Ceasar), responsabile di gran parte dei suoni: all’energia del Funk e al calore del Soul, il produttore preferisce un insieme di vibrazioni meno accese, sempre in secondo piano rispetto al Rap; si confronti, ad esempio, la diversa centralità di un sample come “Drowning In The Sea Of Love” di Joe Simon, che nell’eterna “You Know My Steez” puntella il flow smooth di Guru e in “F.E.D.’s (Faggot Evil De-vines)” viene invece quasi tumulato dal flusso torrenziale di Rodan, che sgancia un’ottantina di barre senza ritornelli occupando tutti gli interstizi del pattern con incastri interni e scenari paranoici (<<law enforcement skating, son in the back, holding his head/urban jungle born and bred/bodytrapped up in the Feds, swept up/betrayed trust, a young buck misled/now he trade his lunchables for government pearl cans>>).

La sua è appunto una scrittura fitta, nervosa, sovrabbondante, che fin dall’introduttiva “Wind Before The Storm”, su dei violini stridenti, lascia spirare un vento minaccioso e poco amichevole (<<take flight by day, nocturnal monsters hunt and hustle all night/more than most, throw the Moët, superlative adjectives/shitting on this whole industry using my M-I-C like a laxative/iron will and strong nerves, big dick for thong curves, getting brain from R’n’B songbirds>>). L’assenza di ruffianeria è palese tanto nella cruda brutalità della successiva “The Conqueror” (<<I cut the head off the Devil and I throw it at you/asides that stat, decapitate your whole corporate commercial crew/retired career cops, faggots fear glocks, hear shots/Jake’s falling like teardrops, wigs twisting like spinning beer tops>>) quanto nel cinismo di “Human Inquisition” (<<fuck the human race/this whole fuckin’ planet is a disgrace/wanna take a billion guns/shoot every six billion of these motherfuckers in their motherfuckin’ face>>), atteggiamento che ritroviamo altresì nell’utilizzo sfacciatamente privo di spettacolarità di campioni riconoscibili a colpo sicuro – “Come Together” dei Beatles in “No Degrees” e “Thank U” di Alanis Morissette in “Century 21”.

Ma è nella sinistra “G.O.D.” – acronimo di great o’mighty dollar – che Rodan vomita tutta la propria retorica in tre strofe dense di metafore e riferimenti, calzando una tesa strumentale in vago odore di Wu-Tang Clan con una prova di oggettiva qualità: <<it’s written into law, my name alone will you trust/worshipped by most, possessed by few/I hope you guessed my name/I’m your power, your pleasure and your pain/…/accumulate enough of me/I’ll put you at the top of the food chain/…/single greatest common denominator in all societies and religious denominations/paper, metal or plastic, I’m your capital thesis from your first breath/‘til the time your heart ceases/for thirty pieces of me, the wiseman Judas kissed and betrayed Jesus/…/you know I’m the truth and I’m here to make you free>>. E se il tema di per sé si presta a una violenta cascata di rime, il modus operandi del rapper di Long Island non varia di una virgola nel passaggio alla pura visionarietà delle due “War In Heaven” (è Ravage a premere i tasti, pescando effetti e musiche dalla serie animata “Transformers”) o ai versi espliciti di “Erotic Peaks”, con tanto di gemiti in sottofondo; figurarsi quando si tratta di appiccare l’incendio con qualche posse cut, come in “Roll Call” (applausi per l’autoironica <<kick more lyrics per verse than most niggas spit on a double CD>>) e nell’ottima “Run The Sphere v.2.3” (ne esce malconcio solo un pigrissimo King Geedorah).

Venendo al dunque, “Theophany: The Book Of Elevations” è un’operazione figlia della più selvaggia indipendenza e ostica sotto molti punti di vista, che rischia quindi di scivolare via via in un oblio immeritato. Di Rodan, d’altronde, non si hanno notizie da parecchio, né gli avremmo predetto una carriera sfavillante con linee come <<we monsters and men, Gods and animals/embody the human dichotomy, mythical spirits intangible/consume flesh and vegetables, killer instincts with cannibal/in my city fantasy video produced by me and my manski/directed by Rodan Polanski>> (“Ability To Speak”). Ciò detto, l’invito è quello di recuperare il disco e i testi, armarsi di un pizzico di pazienza e misurarsi con un’uscita che non tende alcuna mano all’ascoltatore: prendetela come una sfida, augurandovi fin d’ora di riuscire a superarla.

Tracklist

Rodan – Theophany: The Book Of Elevations (Day By Day Entertainment 2004)

  1. Intro (Peri-G)/Wind Before The Storm
  2. The Conqueror
  3. F.E.D.’s (Faggot Evil De-vines)
  4. No Snakes Alive Pt. II [Feat. Shaman]
  5. Roll Call [Feat. Kong, Kamackeris and Gigan]
  6. War In Heaven Pt. I
  7. Erotic Peaks
  8. Flight Lessons (Lyric Medley)
  9. Sumthin To Prove (Remix)
  10. No Degrees
  11. War In Heaven Pt. II
  12. The Wilderness
  13. G.O.D. (O’mighty)
  14. Human Inquisition
  15. Outro (Apo-G)
  16. Century 21 [Feat. Megalon]
  17. Run The Sphere v.2.3 [Feat. Kong, Loch Ness, Megalon, King Ceasar, Kamackeris, King Ghidra and Jet Jaguar]
  18. Ability To Speak (One Week)

Beatz

  • X Ray: 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 12, 13, 17
  • Ravage: 6, 11, 14
  • X Ray and Rodan: 15
  • B Wize: 16
  • Heat Sensor: 18