Rick Ross – Teflon Don

Voto: 3/3,5 | Reviewed by DownWithHeraldry

John Gotti (New York City, 1940/2002), detto Teflon Don, era a capo di una delle più potenti famiglie mafiose della Grande Mela, i Gambino. Ha raggiunto l’apice del suo successo negli anni ’80 e per chi fosse interessato all’argomento c’è una folta filmografia che, più o meno direttamente, ne racconta le gesta (“Getting Gotti”, “Boss Of Bosses”, “The Godfather: Part III”). Ma Rick Ross, più che a John Gotti, somiglia a P. E. Baracus, il sergente dell’A-Team, per via dell’imponente fisicità e della tempra da uomo aggressivo. Mc dalla voce molto particolare e dallo stile carismatico, trasmette più di altri la fatica che un uomo della sua stazza impiega nel cimentarsi in un mestiere atletico come quello dello sparare rime una dietro l’altra. “Teflon Don” è però un progetto ricco e curato: le produzioni sono tutte valide, da quelle Elettroniche e ansiogene del ventenne Lex Luger, a quelle anni ’70, un po’ Disco e un po’ Funk, che sembrano tratte dalla colonna sonora di “Pulp Fiction”.

I featuring validi, o per lo meno famosi, sono tanti: Jay-Z, Jadakiss, Styles P, Raphael Saadiq e via via gli altri. Insomma, al mastino hanno fornito del materiale di ottima fattura e glie l’hanno consegnato su un vassoio d’argento: è (provocatoriamente!) più facile trovare una base scarsa in “Life After Death” che in “Teflon Don” – ripeto: provocatoriamente parlando! Non so, però, se Rick abbia la maturità, le skill, le capacità e tutto ciò che consente a un mc di reggere un intero disco da solo; e d’altronde solo non lo è in pratica mai, nel suo disco. Si può dire che ha uno stile particolare, sì, sembra appunto un cagnaccio che ha corso un chilometro e ci manca solo che si fermi a bestemmiare perché non ce la fa più; questa cadenza, l’interpretazione, più la presenza ripetuta di tematiche molto povere, a seconda dei gusti possono piacere o meno, ma in ogni caso vanno prese a piccole dosi perché annoiano facilmente.

Ecco spiegata la ragione di tutti questi featuring che, messi nel calderone, conducono l’ascoltatore fino alla fine senza troppi intoppi. Non mancano episodi ottimi, come “I’m Not A Star”, “B.M.F.” e “Aston Martin Music”, più in generale il disco è scorrevole e di facile approccio. Un verso per tutti: <<so fuck a nigga, I’m self-made, you’re a sucker nigga, I’m self paid>>. Si tratta di questo, ok?

Tracklist

Rick Ross – Teflon Don (Def Jam Music Group 2010)

  1. I’m Not A Star
  2. Free Mason [Feat. Jay-Z]
  3. Tears Of Joy [Feat. Cee-Lo]
  4. Maybach Music III [Feat. T.I., Jadakiss and Erykah Badu]
  5. Live Fast, Die Young [Feat. Kanye West]
  6. Super High [Feat. Ne-Yo]
  7. No. 1 [Feat. Trey Songz and Diddy]
  8. MC Hammer [Feat. Gucci Mane]
  9. B.M.F. (Blowin’ Money Fast) [Feat. Styles P]
  10. Aston Martin Music [Feat. Drake and Chrisette Michele]
  11. All The Money In The World [Feat. Raphael Saadiq]

Beatz

  • J.U.S.T.I.C.E. League: 1, 4, 10
  • The Inkredibles: 2
  • No I.D.: 3
  • Kanye West and No I.D.: 5
  • Clark Kent and The Remedy: 6
  • Danja: 7
  • Lex Luger: 8, 9
  • The Olympicks: 11
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