Ray West & O.C. – Ray’s Café

Voto: 3,5

“Ray’s Café” lo si assapora anche solo osservandone la copertina, che ne tradisce il concetto di fondo ritraendo un locale con le serrande abbassate recante una scritta che recita Ray’s Café: dedicated to the preservation of Jazz, Soul and Blues. E’ proprio all’interno di questo luogo fumoso e polveroso che Ray West cucina le proprie pietanze sotto forma di beat e le offre in pasto a un performer di talento come O.C., il quale si dimostra a perfetto agio nei confronti della concezione di stampo unplugged scelta per l’EP. Il suo compito è difatti quello di attirare la clientela, ansiosa di ascoltare le sue storie, seduta in un tavolino stretto, spizzicando un po’ di cibo qua e là nell’intima semioscurità del locale, magari sorseggiando da un bicchierino.

Sin dal primo istante, emerge una delle caratteristiche più note di Omar Credle: la sua eccellente capacità descrittiva, attraverso la quale fotografa istantanee e filma intere scene in movimento, ricrea l’ambientazione e fa accomodare l’ascoltatore facendogliene cogliere l’atmosfera, il profumo, il gusto, esaltando episodi come quello della titletrack. Anche migliore è l’approccio relativo alla stesura di pezzi quali “Lovers”, in cui il rapper trova la vena migliore di queste nove tracce raccontando i casuali incontri giornalieri di due personaggi su un treno e descrivendone i primi approcci, cogliendo piccole abitudini e interponendo alle scene improvvise distrazioni come le oscillazioni dei vagoni, per poi focalizzarsi nuovamente sul soggetto principale.

La sinergia tra O.C. e Ray West è frutto della convergenza verso la medesima direzione trovata da testi e musica, è chiaramente percettibile la voglia di fuga mentale di un rapper che cita luoghi e riferimenti esotici per potersi distanziare dal grigio caos quotidiano e rompere canonici schemi – quest’ultimo, peraltro, uno degli intenti stessi del Jazz – invitando a fermarsi da questa insensata corsa, cercando il tempo per riflettere sulla vita, sui suoi significati e sulla necessità, ogni tanto, di godersela. Lo stile produttivo è minimale, consono compagno di viaggio per le tematiche in gioco: a volte basta il semplice ausilio di un breve accordo di chitarra su cui adagiare le pause metriche (“Have Fun”), strumento che diventa il protagonista dei pezzi migliori del disco, specialmente quando il suono assume ritmo e vigore (la splendida “Soul Kitchen”), oppure quando accompagna le vibrazioni positive che chiudono il lavoro, le quali fungono da ideale inno alla vita prima di spegnere tutto e chiudere il locale (“Gotta Luv It”).

West utilizza dei break spezzati e posti in sequenza continuata, un metodo compositivo che si sposa bene con la necessità di dare il più possibile una dimensione live al suono, aggiungendo alla strumentazione già descritta dei loop cantati, scelta che si rivela vincente per mood profondi come in “Breaking Rules”. Ci sono però delle eccezioni: “YMI” diventa difatti presto monotona proprio per via di un campione vocale esteso alle strofe, rendendo più difficile la distinzione del testo, mentre “Go Back”, la quale offre la partecipazione di A.G. (anch’egli firmatario della Red Apples 45) e Milano Constantine (altro affiliato D.I.T.C.), sembra un pesce fuor d’acqua se relazionata al concetto base del disco, in quanto il beat risulta approssimativo e il testo dice poco o niente.

“Ray’s Café” è dunque un progetto molto particolare, è Hip-Hop che fugge con successo dalle sue canoniche delimitazioni per esplorare e sperimentare, va assaporato di volta in volta in clima di relax, con le gambe ben distese e vicino a un bicchiere colmo del proprio whisky preferito, pensando alle cose belle che la vita ci propone e che spesso ci capita di non cogliere. L’effetto conseguente sarà sicuramente benefico.

Tracklist

Ray West & O.C. – Ray’s Café (Red Apples 45/Fat Beats Distribution 2014)

  1. Intro
  2. Ray’s Café
  3. Have Fun
  4. Soul Kitchen
  5. Go Back [Feat. Milano and A.G.]
  6. Lovers
  7. Breaking Rules
  8. YMI
  9. Gotta Luv It

Beatz

All tracks produced by Ray West except track #7 by Ray West and Menocal

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