R.A. The Rugged Man – Legends Never Die

Voto: 4

R.A. The Rugged Man ha avuto una carriera tribolata tanto quanto la sua vita personale, ma ciò non gli ha impedito di essere investito dello status di leggenda vivente dell’Hip-Hop. Rigettato dalle etichette per il suo comportamento fuori controllo e per l’avversione al piegamento a novanta dinanzi alle macchine generatrici di profitti senza sentimento, si è visto tarpare le ali in così tante occasioni che “Legends Never Die” risulta essere solo il suo primo disco ufficiale degli ultimi nove anni, spazio temporale durante il quale ha registrato dei singoli e partecipato come ospite in un numero impressionante di tracce, un segno tangibile del rispetto collezionato e della fama di mc dall’altissimo tasso tecnico che si è costruito con fatica e dedizione.

“Legends Never Die” è anzitutto un titolo dalla duplice interpretazione, gioca un po’ con l’autocelebrazione ma omaggia pure una figura di grande riferimento per l’mc, quella di papà Thorburn, il cui impatto sulla vita di R.A., già toccato nella splendida “Uncommon Valor”, torna d’attualità dentro questo nuovo lavoro. Lui è quello di sempre, quasi irraggiungibile per la velocità supersonica e la chiarezza nella dizione con cui srotola le sue barre, per la gestione del fiato impeccabile che non tradisce mai un minimo calo nella voce, per il flow serrato che è quanto di più simile esista a una mitragliata che non termina mai le munizioni, per un posizionamento delle rime che punta costantemente a collegamenti multisillabici, interni ed esterni, tanto per sottolineare che fare Rap significa anche non accontentarsi mai di risultati già ottimi. Le tematiche trattate sono quelle che già in passato hanno definito i tratti del personaggio, si passa dalle dimostrazioni di superiorità messe in piedi con irrisoria facilità alle tradizionali scampagnate esplicitamente sessuali, si difende a spada tratta l’Hip-Hop più genuino senza rinunciare alla critica verso i media, aggiungendo all’insieme introspezione personale e l’humour semidistruttivo che da sempre è un cavallo di battaglia di un artista capace di autodenigrarsi in qualsiasi istante.

Per la maggior parte della sua durata, “Legends Never Die” soddisfa pienamente la sete di chi l’attendeva da tempo immemore, con la conseguenza che numerosi pezzi possono essere considerati a pieno titolo dei nuovi classici della discografia del rapper. Impossibile, da questo punto di vista, non citare il primo singolo “The People’s Champ“, che si presenta come una hit di proporzioni colossali per merito della grande forma lirica di R.A. e di un beat, uno dei migliori mai prodotti da Apathy, che procura serie lesioni al collo sin dal primo momento in cui vi si cozza contro. Restando in tema di estratti, “Learn Truth” è invece una più che riuscita collaborazione con Talib Kweli che potrebbe in apparenza sembrare melensa, ma in realtà offre un testo profondo che nel giro di poche righe cita nazisti, mafiosi, schiavitù e kamikaze, invitando a fermarsi a riflettere un momento, traendo forza da un comparto sonoro di sicuro impatto emotivo. Altrettanto sensibile è la titletrack, che non a caso potrebbe apparire molto bene nella veste di prossimo singolo e video (ruolo che invece toccherà presto a una “Holla-Loo-Yuh” liricamente devastante ma musicalmente poverella) costruita su un giro di chitarra acustica e due strofe molto significative, che scavano nella vita passata tra gioia e dolore.

“Definition Of A Rap Flow” è una corposa dimostrazione di stile metrico che non è certo alla portata del rapper medio e omaggia un luogo sacro per l’Hip-Hop – l’Albee Square Mall di Brooklyn – avvalendosi di un divertente testo recitato con una naturalezza stordente e che fa schizzare l’asticella un gradino ancora più in alto, un esercizio lirico che pare riuscire altrettanto bene nella breve ma consistente “Bang Boogie” e nella valida “Tom Thum”, la quale mischia il beatbox a un’ottima base di Will Tell e vanta una prestazione lirica che fonde il brag alla presa in giro di sé (<<you biting what I’m spitting, you already verbatim/I don’t need to breath when I rap, I got gills, fuck lungs/I’m like a superhero out of the toilets of the slum>>). Mr. Green – l’eccellente firmatario di “Legends Never Die” e “Learn Truth” – si prende il palcoscenico un’ultima volta con la splendida “The Dangerous Three”, riunendo un triumvirato d’eccezione che combina R.A., Masta Ace e Brother Ali, prima che l’album accusi un calo d’idee in occasione di pezzi non troppo convincenti come “Laugh, Clown, Laugh”, oppure quando si esagera un tantino con accostamenti alla musica classica che suonano forzati sia in “Underground Hitz” che in “Shoot Me In The Head”, ben al di sotto delle potenzialità di Marco Polo e costruita su cori lirici di una banalità sconcertante.

I pochi passi falsi imputabili alle produzioni non impediscono al disco di vantare una determinata uniformità sonora pur avvalendosi di una moltitudine di teste, tra le quali presenziano vecchie conoscenze del rapper come Marc Niles, Shuko e Dev-1 e comprovati veterani del livello di Buckwild e Ayatollah, mantenendo il compito di tenere coeso il sound. “Legends Never Die” ripaga ampiamente del lungo periodo di attesa sopportato da chi desiderava sentire un altro disco vero di R.A. The Rugged Man, è un lavoro assemblato con passione, meticolosità e una tecnica che il 90% dei rapper là fuori invidia a uno dei personaggi più bizzarri, sottovalutati e pieni di classe che la scena abbia mai proposto. Bentornato, leggenda.

Tracklist

R.A. The Rugged Man – Legends Never Die (Nature Sounds 2013)

  1. Still Diggin Wit Buck (Legends Intro)
  2. The People’s Champ
  3. Definition Of A Rap Flow (Albee 3000) [Feat. Amalie Bruun]
  4. Learn Truth [Feat. Talib Kweli]
  5. Bang Boogie
  6. Tom Thum
  7. Holla-Loo-Yuh [Feat. Tech N9Ne and Krizz Kaliko]
  8. Media Midgets
  9. Shoot Me In The Head
  10. Legends Never Die (Daddy’s Halo)
  11. The Dangerous Three [Feat. Brother Ali and Masta Ace]
  12. Luv To Fuck [Feat. Eamon]
  13. Underground Hitz [Feat. Hopsin]
  14. Laugh, Clown, Laugh
  15. Sam Peckinpah [Feat. Vinnie Paz and Sadat X]
  16. Shuko Outro
  17. Still Get Through The Day [Feat. Eamon]
  18. Make You Famous (Bonus Track) [Feat. Block McCloud]

Beatz

  • Buckwild: 1, 8
  • Apathy: 2
  • Dev-1 and Marc Niles: 3
  • Mr. Green: 4, 10, 11
  • Jussi Jaakola: 5
  • Will Tell: 6, 13
  • C-Lance: 7, 15
  • Marco Polo: 9
  • Shuko: 12, 16
  • Vherbal: 14, 18
  • Ayatollah: 17
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