Quasimoto – Yessir Whatever

Voto: n.g.

Quando mise sotto contratto il trio formato da Romeo Jimenez, Jack Brown e Otis Jackson Jr., Peanut Butter Wolf non poteva certo immaginare l’impatto che l’ultimo dei tre avrebbe avuto sulla Stones Throw Records, settandone il carattere musicale e partecipando, soprattutto nel primo lustro del duemila, alla maggior parte dei suoi successi più importanti (mi piace ricordare il biennio scandito da “Secondary Protocol”, “A Lil’ Light”, “Champion Sound” e “Madvillainy”).

Senza voler ricostruire traiettorie rese complicate proprio dalla numerosità dei progetti interessati, credo di poter dire che Quasimoto sia divenuto presto (“The Unseen” esce nel giugno di tredici anni fa) uno dei simboli della label, nonché l’incarnazione più bizzarra di Madlib stesso; la passione per le sostanze psicotrope, l’assurda vocina pitchata, un’identità cartoonesca (qualche remota consanguineità con Fritz Il Gatto non mi stupirebbe) e, non si dimentichi, un talento pressoché unico nella contaminazione tra Jazz e Hip-Hop, sono solo alcuni degli attributi che hanno imposto il Nostro all’attenzione di un certo tipo di pubblico, generando reazioni il più delle volte lapidarie: attrazione incondizionata o repellenza viscerale.

Tanto per essere chiari, io rientro nel primo insieme e perciò quando, a fine aprile, “Yessir Whatever” è stato annunciato ufficialmente, un po’ di trepidazione l’ho avuta; che poi in sostanza si tratti di una raccolta di rarità, b-side e versioni alternative che dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo) anticipare l’atteso terzo album di Quasimoto dopo “The Further Adventures Of Lord Quas”, è tutt’altro discorso. Da qui l’assenza del voto per un disco che, comunque, nella sua mezz’ora di durata appaga, riportando la timeline dritta dritta alle origini di una carriera sconfinata, quando l’estro compositivo di Madlib pareva ancora avere un ipotetico limite e la genuinità di un gruppo come i Lootpack ne avallava le indiscutibili capacità.

Ecco allora il taglio sghembo di “The Front”, pubblicato in 7″ con “Youngblood”, i viaggi nell’iperspazio di “Astronaut”, già in un EP della Antidote con “Am I Confused?” e “Lonely Piano” (quest’ultima qui assente), i cut originali di “Sparkdala” e “Green Power”, la battuta sconnessa di “Seasons Change”, lato b del singolo “Bullyshit”, il sampling minuzioso di “Broad Factor”, edito su 12″ in una limited edition di mille copie, e il groove ciccione di “Catchin’ The Vibe”.

Per farla breve, nelle sue dodici tracce “Yessir Whatever” ci riconsegna l’alter ego più amato di Madlib così come lo ricordavamo, ossia spericolato, irriverente, ipnotico e con un genio innato per il miglior beatmaking: chi ne sentiva la mancanza, pur dovendosi accontentare di una raccoltina, non ne rimarrà affatto deluso.

Tracklist

Quasimoto – Yessir Whatever (Stones Throw Records 2013)

  1. Broad Factor
  2. Seasons Change
  3. The Front
  4. Youngblood
  5. Astronaut
  6. Planned Attack
  7. Brothers Can’t See Me
  8. Catchin’ The Vibe
  9. Am I Confused?
  10. Sparkdala (Original Version)
  11. Green Power (Original Version)
  12. LAX To JFK

Beatz

All tracks produced by Madlib

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