Poison Pen – The Money Shot

Voto: 2/2,5

Attivo da diversi anni nel circuito underground, freestyler da battaglia riconosciuto e componente della cricca Stronghold, a un biennio di distanza da “Pick Your Poison: The Mark Of The East” Poison Pen pubblica un disco che è solo il secondo in carriera a fronte di innumerevoli partecipazioni su lavori altrui. Come spesso succede in questi casi, ovvero quando un rapper partecipa a diversi progetti e si esibisce facendo parlare molta gente di sé, l’attesa per sentirlo on wax cresce a dismisura e se il lavoro non ne è all’altezza, il tonfo si sente ancora più forte.

Pen punta molto sull’autoironia, sul particolare stile d’incastrare rime e sull’altrettanto originale timbro vocale, a dimostrazione che le premesse per far bene c’erano tutte, ma anche che più di qualcosa è andato storto. “The Money Shot” non è un disastro completo, ma è troppo superficiale: la prima cosa di cui ci si accorge è la ripetitività che si trova già all’inizio del disco, dove solitamente viene posto il materiale migliore e che invece in questo caso ospita ben quattro tracce delle prime cinque costruite tutte sullo stesso schema, base poco elaborata e scialba, rime corte in stile libero e refrain sputati ogni due frasi per un intervallo troppo breve, a tratti irritante.

Notizie migliori arrivano dai featuring, che propongono Immortal Technique nella traccia che stacca di netto le altre, la politicizzata “The 2nd Amendment”, quindi dalle mitragliate, riportate anche dalla batteria, di “Magnifique”, graziata dagli M.O.P., infine dalla sorprendente “Shut Up”, positiva prova a firma del semidisperso Silkk The Shocker. L’unica traccia veramente valida che Pen fornisce da solo è il singolo “BK’s Fat Boy”, dove i cambi di velocità tra flow e ritornelli forniscono l’idea di qualcosa di elaborato con un minimo di fantasia. Altri episodi, uno su tutti “Drunk & Don’t Care”, sono divertenti nella loro semplicità, tuttavia troppo isolati, dispersi nel mezzo di un mare molto vasto di materiale da skippare prima di terminarne l’ascolto.

“The Money Shot” si riduce quindi a essere ricordato come un lavoro sbrigativo, nel quale sono intuibili grandi potenzialità (la carica da entertainer semidemenziale del rapper è indiscutibile) attraverso una manciata fin troppo esigua di tracce vincenti e dove oltre metà del lavoro è da rivedere, sia nella cura delle basi che nella stesura dei testi, senza contare il fatto che le proclamazioni underground dell’artista non trovano poi troppo riscontro nei beat. Speriamo in meglio per la prossima uscita, non c’è nulla di peggiore che un talento andato sprecato in questa maniera.

Tracklist

Poison Pen – The Money Shot (Gold Dust Media 2009)

  1. The Money Shot (Intro)
  2. What’s Hood?
  3. Brooklyn Party
  4. The 2nd Amendment [Feat. Immortal Technique]
  5. My Dude
  6. BK’s Fat Boy
  7. Finished!
  8. Magnifique [Feat. M.O.P.]
  9. O.E.O.G. (8 Ball Junkie)
  10. Grip Up [Feat. Block McCloud]
  11. Drunk & Don’t Care
  12. Shut Up [Feat. Silkk The Shocker]
  13. Facebreaker [Feat. Swave Sevah]
  14. WTP
  15. One Drink 2 Drink
  16. Goons R Us [Feat. Gillie Da Kid]

Beatz

  • Dj Static: 1, 2, 6, 13
  • Medina Black: 3
  • The Beatsmith and Dee Underdue: 4, 7
  • Chum The Skrilla Gorilla: 5, 8, 12
  • J-Zone: 9
  • Emmit Truth: 10, 16
  • The D&A Collabo: 11
  • Tonedeff: 14
  • J.J. Brown: 15
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