Pete Rock and Smif-N-Wessun – Monumental

Voto: 3/3,5

Immaginatevi cosa sarebbe accaduto se Pete Rock e gli Smif-N-Wessun avessero portato a termine questa collaborazione nella seconda metà degli anni ’90, magari invalidando l’uscita del non eccelso “The Rude Awakening”: l’eleganza di “Soul Survivor” che impatta nell’irruenza di “Dah Shinin'”, il Chocolate Boy Wonder nel suo periodo migliore, Tek e Steele durante l’ascesa del Boot Camp Clik. Di quella stagione resta un titolo oltremodo programmatico, “Monumental” (l’ovvio concept grafico è di una bruttezza che preferisco non commentare), ma manca appunto lo splendore raggiunto tanto dal beatmaker quanto dai due mc’s nelle rispettive opere più celebrate.

Intendiamoci subito, dagli SNW era improbabile aspettarsi sorprese sontuose, vista la parabola discendente della loro discografia, l’intesa con Pete Rock (annunciata fin dal duemilanove) bastava però ad alimentare più di qualche speranza nel ritorno del duo, che il più delle volte ha pagato pegno proprio a causa di una produzione musicale inconsistente, non adeguata alle loro prime prove (“The Album” su tutti). A maggior ragione mi verrebbe da dire che Tek e Steele, assistiti da una sfilza di apparizioni non del tutto sensata (le performance sono mediamente efficaci, pur se troppe), confermano alcune delle caratteristiche che li hanno portati alla ribalta, ovvero il metodico alternarsi al microfono (da sempre loro punto di forza) e la semplicità dei temi trattati, dalla strada all’Hip-Hop con tutti gli annessi e connessi che ne derivano; da questo punto di vista non c’è nulla di nuovo, è vero, tuttavia agli Smif-N-Wessun non abbiamo mai chiesto molto di più e, giusto con un paio di riserve, potrebbe anche andar bene così.

Più altalenante, forse perché il grosso delle attese gravava su di lui, il contributo di Pete Rock, che in un gruppetto di tracce appare svogliato come mai prima: la parte introduttiva di “Prevail” (‘na zozzeria), il piano noiosissimo di “Feel Me” (in cinque minuti non cambia di una virgola), “Roses” (un salto di sonorità tutto in favore di Freeway) e “This One” (uno scempio incomprensibile). Fatto quindi il solito distinguo, “Monumental” si attesta sulla buona quadratura di “That’s Hard” (un bel beat di violini, gli scratch nel refrain e la gradita partecipazione di Sean P e Styles P), “Top Of The World”, “Night Time” e soprattutto “(I’m A) Stand Up Guy”, che si avvicina con più convinzione al sound cupo e minimale dei Beatminerz.

Invece che all’effetto nostalgia, il terzetto ha mirato a un disco tutto sommato attuale (per quanto il pitch in “Time To Say” sia già un ricordo del recente passato) senza rinunciare alla presenza di Memphis Bleek, Hurricane G e Black Rob; la scelta non difetta di coerenza e, anzi, arricchisce i dettagli di un album che non ha l’appeal del classico e tantomeno andrà a finire nella top 5 dell’anno. Ciò non toglie che “Monumental” abbia quei quattro/cinque brani nei quali la combinazione tra Pete Rock e Smif-N-Wessun è all’altezza della loro leggenda.

Tracklist

Pete Rock and Smif-N-Wessun – Monumental (Duck Down Music 2011)

  1. Intro
  2. Monumental [Feat. Tyler Woods and Pete Rock]
  3. Prevail [Feat. Raekwon]
  4. That’s Hard [Feat. Sean P and Styles P]
  5. Top Of The World [Feat. Memphis Bleek]
  6. Feel Me [Feat. Rock and Bun B]
  7. Roses [Feat. Freeway]
  8. Fire
  9. This One [Feat. Top Dog and Jahdan Blakkamoore]
  10. Do It [Feat. Hurricane G]
  11. Night Time [Feat. Pete Rock and Buckshot]
  12. (I’m A) Stand Up Guy [Feat. Black Rob]
  13. Go Off
  14. Time To Say

Beatz

All tracks produced by Pete Rock

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